[Video] Tennis History: il peggior challenge della storia è di Marat Safin. E la risata di Federer…

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Marat Safin
Marat Safin è stato uno dei tennisti russi più forti della storia. Se il suo talento fosse stato assecondato da una mentalità vincente, adesso staremmo qui a parlare di una bacheca molto diversa. Invece, alla fine, il russo si è dovuto accontentare delle briciole.

Marat Safin, genio e sregolatezza

Uno dei più grandi conoscitori di tennis come Gianni Clerici si è più volte espresso sul talento di Marat Safin. Ecco cosa ha detto uno dei più simpatici e preparati telecronisti italiani:
Fu, quella di New York la volta che vidi Sampras incredulo ancor prima che battuto, ricordo addirittura un suo esordio in conferenza stampa in cui mi parve desideroso di un umano conforto, invece che di una scusa tattica; «Safin ha giocato un tennis che non conoscevo», disse, e nello scuotere il capo, incredulo, pareva rivedere dei flash di quanto gli era accaduto in campo. E, infatti, finì per aggiungere: «Spero sia una specie di incubo, e che non si ripeta». Il Safin di quel giorno fu probabilmente, il miglior tennista dell’ultimo decennio. Destinato a non ripetersi per ragioni che uno psicoterapeuta saprebbe meglio analizzare dello scriba.” (Wikiquote)
Dunque, come è evidente dalle parole di Gianni Clerici, Marat Safin, da un punto di vista mentale non era un atleta vero e proprio. Come già detto, era genio e sregolatezza.
Eppure, nonostante questa sua fragilità, il russo è riuscito a vincere due Slam in carriera, lo US Open del 2000 e, quasi a fine carriera, l’Australian Open del 2005. Quest’ultimo fu un colpo di coda davvero inaspettato che spiazzò il mondo del tennis. Arrivato a quel punto tutti, ma proprio tutti, credevano che Marat fosse finito e invece, alla fine, come solo i grandi campioni sanno fare, il russo ha dato la zampata vincente.
Molto interessante, in questo senso, è il video che ci accingiamo a presentarvi. È considerato il peggior challenge della storia… vediamo perché.

Come è possibile notare, la palla di Roger Federer non era buona, era buonissima. Lo stesso svizzero non rinuncia a un irresistibile sorrisetto, conscio che la chiamata del russo era totalmente folle. Lo stesso arbitro, così apparentemente austero e formale, si lascia scappare una impercettibile risata, a stento tenuta sotto controllo. La comicità involontaria di questa scena è anche l’ostentata sicurezza di Marat Safin, che accenna anche a un improbabile occhietto.
Ma Safin non è stato solo questo, anzi. Il russo è stato un grande giocatore come ha sottolineatogiustamente anche Rino Tommasi:
Nella sua migliore giornata il russo avrebbe potuto battere chiunque, solo che di buone giornate ne ha avute poche. Il talento, comprese le qualità atletiche, non si discute ma il tennis e lo sport richiedono altre doti ed altre priorità. Il tennis è sempre stata la più importante per Federer, Safin si è concesso altre distrazioni.” (Wikiquote)
Quanto manca un personaggio del genere al tennis di oggi? Simpatico, arrogante, iracondo, tecnicamente sopraffino e, soprattutto, mai banale. A quanti di noi piacerebbe riaverlo nel circuito? Sicuramente un tipo del genere non potrebbe che fare del bene al nostro sport.

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