Novak Djokovic: “I titoli non mi interessano più”

Pubblicato il autore: francesco agostini Segui

Novak Djokovic
Novak Djokovic sta attraversando un momento difficile. Il 2016, in previsione di quanto era accaduto l’anno scorso, doveva essere l’anno dei record battuti, della storia, del Grande Slam. Il serbo ha vissuto un’ottima stagione ma, forse, viste le premesse, ci si aspettava qualcosa di più da lui. A confermarlo è lo stesso Novak Djokovic che si è reso protagonista di alcune dichiarazioni decisamente fuori dall’ordinario. Che sta succedendo al grande campione serbo?

Novak Djokovic, la crisi parte dal Roland Garros

L’inizio del 2016 era stato sfolgorante come al solito per il tennista serbo. Aveva trionfato all’Australian Open e al Roland Garros, senza dimenticare il Masters 1000 di Madrid e la finale raggiunta agli Internazionali BNL d’Italia persa con Andy Murray. Ma è dal rosso di Parigi che qualcosa è scattato nella mente del serbo: riuscire a trionfare nell’unico slam che ancora gli mancava ha avuto ripercussioni estremamente negative su di lui. Ecco le sue dichiarazioni:
“Negli ultimi tempi avevo iniziato a sentire un po’ di pressione, dopo il successo al Roland Garros vedevo che tutti mi etichettavano, l’appuntamento con la storia, il Grande Slam e cose del genere. Non ero sereno.” (www.ubitennis.com)
Ecco il punto, dunque: la pressione. Come già detto, i media e il pubblico in generale aspettavano Novak Djokovic al varco in senso positivo. Quanto avrebbe vinto in questo 2016? Ce l’avrebbe fatta a portare a casa il famigerato Grande Slam? Questa eccessiva pressione ha finito per pesare sulla tranquillità mentale del serbo che è apparso meno freddo e sicuro di sé. La dimostrazione sta nelle diverse partite giocate dopo il Roland Garros: una su tutte il tonfo a Wimbledon contro un giocatore normale come Sam Querrey. Certo, perdere ogni tanto capita a tutti, anche ai migliori, questo è chiaro. Poi però sono arrivate le Olimpiadi, dove tutti attendevano l’oro per il serbo e, anche qui, un alto tonfo. Stavolta contro il redivivo Juan Martin del Potro che poi avrebbe raggiunto la finale a Rio 2016.  Ancora una volta un caso?

Ecco le dichiarazioni shock

Decisamente non poteva essere un caso. Ecco allora le dichiarazioni chiarificatrici:
Il numero uno del ranking o i titoli adesso non mi interessano più, non sono più la mia priorità. Credo sarò comunque motivato come sempre, ma ho deciso di modificare il mio approccio alle partite. Sono comunque molto soddisfatto della mia stagione, non ho nessun tipo di rimpianto. Tornerò a giocare a Shanghai.” (www.ubitennis.com)
Cosa pensare dopo queste parole? Se c’è stato un aspetto davvero vincente del suo gioco quella è stata proprio la mentalità: spietata, dura, cinica, quella giusta di un campione. Ma adesso? Prima i problemi fisici, adesso quelli psicologici. Per non parlare di quelli coniugali ma, almeno in quel caso, non c’è nulla di ufficiale ma solo gossip di seconda categoria. Certo, una cosa è chiara: Novak Djokovic è ancora il più forte di tutti, problemi di approccio o meno. Se si riprenderà in pieno, siamo convinti che continuerà a vincere ancora per qualche anno: dopotutto le primavere sono 29, non 40. Ma il dubbio è proprio questo… si riprenderà?

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