Novak Djokovic: ‘Il numero uno dipende anche da me’

Pubblicato il autore: luigi gatto Segui

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“Mi sento alla grande”. Esordisce così Novak Djokovic in conferenza stampa a Parigi Bercy, dove debutterà mercoledì contro lo spagnolo Nicolas Almagro o il lussemburghese Gilles Muller. “Mi sento ringiovanito, sono sempre molto motivato quando torno qui a Parigi soprattutto dopo aver vinto il Roland Garros quest’anno. Mi vengono le farfalle nello stomaco quando penso all’ultima volta che sono stato qui, quante emozioni… ora spero di finire la stagione come ho fatto negli ultimi due anni. Ho un ottimo bilancio nella stagione indoor. Come sto mentalmente? Bene, tutto sta proseguendo nella giusta direzione. Vincere il Roland Garros mi ha dato tanta gioia ma mi ha anche tolto qualcosa in termini di motivazione. Ho dovuto riguardare i miei obiettivi, i miei impegni fuori e dentro il campo, quindi la famiglia e le cose diverse dallo sport che pratico, in modo da poter rendere al meglio nel tennis.”

Sarà fondamentale fare bene qui per Djokovic, il quale cederà la prima posizione nel ranking mondiale nel caso in cui si fermasse prima delle semifinali e Murray facesse finale, o se non raggiungesse la finale con Murray vincitore del torneo. Parlando dell’incredibile stato di forma del rivale, Djokovic si è come sempre mostrato molto sportivo: “Bisogna dargli i giusti meriti per ciò che ha fatto negli ultimi tre-quattro mesi. La seconda parte dell’anno è stata incredibile per lui. Ha vinto tanti match, due tornei di fila recentemente e sta probabilmente esprimendo il suo miglior tennis come mai prima d’ora. Si merita senza dubbio la lotta per la prima posizione. Se ce la farà o meno, beh questo dipende non solo da lui ma anche da me. Non si può prevedere il futuro ma sono sicuro che entrambi penseremo giorno dopo giorno cercando di far bene per ora in questo torneo.”

Djokovic non è accompagnato nè da Vajda nè da Becker in questo torneo, ma per lui è stata una scelta non strana: “Il mio team è molto grande. Anche le persone che vedete qui sono parte del team, quindi sono venuti con me in questo torneo perché era già stato deciso con Marian e Boris.”

Dal canto suo Andy Murray, reduce dalla vittoria di Vienna, ha dichiarato: “Mi sento bene. Avevo staccato dieci giorni dopo la Coppa Davis e cinque dopo Shanghai e non ho giocato fin quando sono arrivato a Vienna. Poi ovviamente il ritiro sabato mi ha aiutato, è stato come un giorno di riposo. E poi il match di ieri (domenica, ndr) non è stato così lungo.”

Lo scozzese ha inevitabilmente parlato della lotta per il numero uno: “Non è nelle mie mani. Io posso ovviamente provare a vincere partite ma anche se vinco tutti i miei match questa settimana, potrei lo stesso non farcela. È nelle mani di Novak. Se vincerà e raggiungerà le fasi finali di questi ultimi due tornei, rimarrà probabilmente número uno. Non mi sento in maniera diversa rispetto a sei-sette settimane fa. Il mio obiettivo non era diventare numero uno alla fine di quest’anno. Volevo finire l’anno nel miglior modo possibile e poi credo di avere possibilità all’inizio del prossimo anno. È intorno a quel periodo che ho prefissato l’obiettivo, non questa settimana.”

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