Becker spiega il calo di Djokovic: “Gli sono mancati Federer e Nadal”

Pubblicato il autore: francesco agostini

Becker Djokovic

Becker Djokovic: l’ex campione tedesco e ora allenatore del numero due del mondo Novak Djokovic, dice la sua sull’annata così così del campione serbo. Come sempre, il tedesco è andato controcorrente e ha espresso un parere condivisibile, anche se assolutamente singolare.

Becker Djokovic: ecco il perché di un’annata così così

Secondo Boris Becker quello che è mancato a Djokovic in questo 2016 è stato soprattutto l’aspetto mentale. Nello specifico, la mancanza di due avversari del suo livello che lo stimolassero a fare sempre meglio, giorno dopo giorno. A chi si riferisce l’ex campione tedesco? Facile: a due campioni del calibro di Roger Federer e Rafael Nadal.
“Non aveva più avversari. Ha sempre avuto come rivali Nadal e Federer mentre Andy era il quarto ragazzo. Quindi gli sono venuti a mancare i suoi avversari mentre Murray ha fatto qualcosa di mai visto prima.” (tennisworlditalia.com)
Continua Boris Becker:
“I primi sei mesi sono stati pazzeschi, ha raggiunto il picco vincendo il quarto Slam di fila al Roland Garros, cosa che non veniva fatta dal 1969 dai tempi di un certo Rod Laver. Naturalmente dopo la sua motivazione è scesa e non sapeva quale fosse davvero il suo prossimo obiettivo. Era concentrato più sulle sue priorità extra-campo, voleva spendere più tempo con la sua famiglia e aveva altri interessi. E’ stato come una macchina per due anni e mezzo, è normale essere calato. Novak gioca col cuore, credo molto in lui. Il 2017 potrebbe essere l’anno della svolta, le recenti sconfitte nonostante gli abbiano fatto male lo spingeranno ad essere motivato e ad avere tanta energia per l’anno prossimo. Forse alla fine è stato un bene per lui.” (tennisworlditalia.com)

Becker Djokovic: che il tedesco abbia ragione?

Certo, le dichiarazioni di Becker possono sembrare fuori luogo, almeno all’inizio, ma possono avere il loro perché. Più volte nel corso della carriera abbiamo visto come Novak Djokovic abbia avuto una carica particolare nel giocare contro Roger Federer; come se contro lo svizzero ci fossero delle motivazioni in più, una carica in più. Contro di lui era come se Nole dovesse dimostrare, agli altri e a sé stesso, di valere di più. Di essere più forte. E, bisogna ammetterlo, nella maggior parte delle volte ci è riuscito. Tutti ricorderanno la sonora lezione il serbo inflisse a Federer agli internazionali d’Italia del 2015, oppure nelle recenti finali di Wimbledon: due vittorie schiaccianti, di prepotenza e senza storia.
Più sfumata, invece, la rivalità con Rafa Nadal. La causa è da ricercare nel fatto che lo spagnolo non è così amato come Roger Federer. In qualsiasi stadio del mondo il pubblico tifa lo svizzero a prescindere, ma questo non avviene con il maiorchino. I due, Nadal e Djokovic, sono gli antagonisti per eccellenza e, almeno contro di lui, Nole non ha mai avuto motivazioni extra: semplicemente non ce n’erano.
In ultimo, Becker afferma che il 2017 potrebbe essere l’anno della svolta per il serbo. Dati alla mano, gli anni dispari sono decisamente benevoli per lui e il 2011 e il 2015 lo confermano. Staremo a vedere, dunque. Ma occhio a Andy Murray…
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