Il tennis sente la mancanza della Sharapova: un trono insostituibile quello della regina siberiana

Pubblicato il autore: marianna piacente
Maria Sharapova (29 anni)

Maria Sharapova (29 anni)

È passato quasi un anno da quando nei salotti sportivi si commentava la notizia della presunta assunzione di sostanze dopanti da parte della tennista russa. Le considerazioni a riguardo hanno diviso l’opinione in due: se da una parte i sostenitori più fedeli non hanno esitato a difendere la buona fede della siberiana, molti sono stati coloro che hanno valutato la questione come l’ennesimo tentativo, all’interno del circondario agonistico, di potenziare all’estremo le proprie prestazioni sportive. La Sharapova rigettò subito l’accusa di doping, ma sembra che il fatto che sia risultata positiva al test antidoping fosse legato all’assunzione del Meldonium, di cui ignorava la proibizione, entrata in vigore a partire dall’inizio dell’anno corrente.
Dal 26 gennaio, Maria non ha più varcato ufficialmente le linee del campo; tuttavia, non ha mai pensato di mollare la presa: ce lo dimostrano le continue foto postate sui social, da cui traspare la grande voglia di tornare a tirare con lo stesso spirito con cui era abituata a fare, quello di una grande vincente, che fa della sua mente instancabile la sua arma migliore.

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Un rientro in campo in veste ufficiosa è avvenuto lo scorso ottobre a Las Vegas, presso il Caesars Palace, dove la tennista russa aderì a un evento benefico, il World Team Tennis Smash Hits, sostenuto, tra gli altri, dalla fondatrice della Wta, Billie Jean King.
Ma la sua assenza dai tornei del Grande Slam inizia a pesare anche al pubblico sugli spalti, che addirittura sembra essere diminuito nell’ultimo anno.

In questo momento di freeze per il tennis della ventinovenne russa, non ci resta che ricordare cosa renda unico il nome di Maria Sharapova: con più di 600 vittorie nel singolo e soltanto 145 sconfitte, vanta vittorie in ognuno dei tornei del Grande Slam (solo dieci sono le donne che nella storia del tennis hanno completato il Career Grand Slam); nel 2001 entra nel circuito professionistico e nel 2005 raggiunge per la prima volta la posizione n.1 nel ranking mondiale, replicata ben quattro volte, l’ultima nel luglio 2012, per un totale di 21 settimane; il 2012 è anche l’anno in cui la russa segna nella sua carriera un argento olimpico nel singolare, a Londra; seconda solo al binomio Serena-Venus Williams, vanta il maggior numero di tornei vinti in singolare. Una giocatrice di serie A, una fuoriclasse del gioco lungo, annoverata tra le tenniste più forti dell’epoca moderna.

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Cosa riserverà il prossimo anno alla bella siberiana? Se sono molti gli ottimisti che pensano di rivederla presto in campo, altrettanti sono coloro che si limitano a sperare, non senza po’ di timore, che la russa torni a giocare. Ad accreditare i dubbi sul rientro, le parole del presidente della Federazione Tennis Russa, Shamil Tarpischev: «Dubito che Maria possa tornare a giocare di nuovo nel circuito, è una situazione molto complicata la sua» dichiarò in un’intervista nel maggio di quest’anno. In questi ultimi mesi, tra un allenamento e un altro, la Sharapova non si è data per vinta e ha cercato di dare credito alle sue argomentazioni. Ancora nessuna decisione ufficiale. Un augurio di tutto cuore a Maria che il prossimo anno inizi con una notizia migliore rispetto a quella dello scorso 26 gennaio.

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