Federer-Nadal, Finale Atp Miami 2017 oggi alle 19. Lì dove tutto è iniziato

Pubblicato il autore: marco.stiletti Segui

Più che “ritorno al Futuro”, un “ritorno al Passato”. E si perchè la finale dell’Atp di Miami 2017, tra poco alle 19 ore italiane è come fare un passo indietro nel tempo. Tornare lì dove tutto è cominciato. Miami 2004-2017: potrebbe essere il titolo di un film, lo è in ogni caso della storia di una più avvicenti, combattute e lunghe rivalità che la storia dello sport abbia mai avuto: Roger Federer contro Rafa Nadal. Era il 28 marzo 2004 quando a Miami lo svizzero e lo spagnolo si affrontarono per la prima volta nella loro carriera. Vinse Rafa in due set, era solo il terzo turno di un torneo che Nadal, alla quinta finale a Key Biscayne, non ha mai centrato. Ma da quel giorno Federer e Nadal si sono più incontrati in altre 15 occasioni (23 a 13 il bilancio per il maiorchino) e, oggi , la 37esima volta, di nuovo sul centrale di Crandon Park.

Seconda volta uno di fronte all’altro in finale in Florida (l’altra nel 2005 la vinse Federer, si giocava sul 5 set, recuperando da uno 0-2). E’ la prima volta che Miami presenta una finale over 30: Federer, rinato a 35 anni (due successi a Miami, 2005 e 2006) Nadal cinque in meno, divisi nel ranking Atp da una posizione, 6 Roger, 7 Rafa. Un nuovo capitolo di una sfida infinita che quest’anno si presenta per la seconda volta, con un 2-0 a favore dello svizzero che può vantare anche un avvio di stagione, 18-1 con 6-0 sui Top Ten (imbattuto da dieci incontri, unica sconfitta a Dubai con Donskoy) la sua migliore partenza in carriera dal 2006 quando arrivò a 33-1.
E Federer, 35 anni e 7 mesi, oggi cercherà di diventare anche il più anziano vincitore a Key Biscayne, per un bis Indian Wells-Miami che in passato ha già centrato due volte (2005-2006) con Novak Djokovic unico giocatore in attività ad esserci riuscito.

Il mio più grande rivale – così Federer ha presentato la finale di oggi con Nadal sembra di essere tornati ai vecchi tempi. Contro Kyrgios mi sentivo molto bene, non succede spesso in una partita di giocare tre tie-break e riuscire a vincere così e sempre una grande emozione“. Roger, che a Indian Wells ha conquistato il 90esimo torneo in carriera, è alla caccia del terzo successo stagionale, dopo gli Australian Open (proprio contro Nadal) e appunto il Masters 1000 californiano. Ecco allora quello che a Miami tutti volevano si è tramutato in realtà. “Era un po’ di tempo che non ci affrontavamo- ha aggiunto Nadal- ma adesso, e siamo solo all’inizio della stagione, è già la terza volta.

Roger è un giocatore incredibile, emozionante incontrarlo ancora. E sempre una grande sfida e questa finale è una bella cosa per me, una grande conclusione prima di cominciare la stagione della terra”. Sembra però, almeno finora, un Federer un po’ troppo lontano per lo spagnolo, almeno se fa testo il 6-2, 6-3 con il quale si è chiuso l’ultimo testa a testa a Indian Wells. “Ma l’anno è appena incominciato- ha aggiunto Rafa. In tutto ci sono nove Masters 1000 e se n’è concluso solo uno, quattro Slam, e di questi ce ne sono ancora tre, e ci sono cinquanta tornei. Finora ne abbiamo disputati solo una minima parte. Così che è indubbio che Roger abbia cominciato in maniera incredibile, ma è ancora presto. Io sento che sto giocando bene, vediamo cosa succederà qui”.

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