Federer in questo 2017 è 4 a 0 con Nadal. Cosa è cambiato?

Pubblicato il autore: MATTIA D'OTTAVIO Segui

Questa mattina alle 10 e 30 è andato in scena il 38esimo Fedal, con Federer che ha sconfitto Nadal 6-4, 6-3 e si è aggiudicato il Master 1000 di Shanghai, 94esimo titolo di una carriera che assume sempre più i tratti della leggenda. Match senza storia, lo svizzero ha regolato il maiorchino soltanto in un’ora e dodici minuti sul cemento indoor cinese. Si confermano tabù per Nadal queste caratteristiche di tornei, l’ultima affermazione indoor risale al 2005 al torneo di Madrid. Il dato che però più stupisce è il 4 a 0 di Federer nei confronti dell’amico-rivale in questo 2017, quando lo spagnolo si è sempre rivelato la “bestia nera” per Re Roger. Nadal infatti, nonostante le quinte sconfitte consecutive nei Fedal (quattro quest’anno più una nell’ultimo confronto nel 2016) resta avanti nel testa a testa 23 a 15.

2017 che ci ha restituito questi due atleti eccezionali: a Federer Australian Open e Wimbledon, a Nadal Roland Garros e Us Open. Negli scontri diretti però sembra essere cambiato tutto: lo svizzero ha vinto la finale dello slam Australiano in cinque set, negli altri tre confronti ha registrato tre vittorie consecutive, tutte senza storia. A Indian Wells, Miami ed oggi sono arrivati tre 2 a 0 secchi, senza patemi per Federer. Cosa è cambiato? Dove ha trovato lo svizzero le contromisure a Nadal che lo ha sempre messo in difficoltà? È vero che i quattro confronti stagionali sono arrivati su superfici veloci, più congeniali a Federer, come d’altro canto lo spagnolo ha scavato un grosso solco nei confronti diretti con le vittorie sulla terra rossa, che è un po’ casa sua. Dal punto di vista tecnico ha molti meriti il nuovo tecnico Ljubicic, che ha premuto molto sul rovescio dello svizzero, aggiungendo un’arma micidiale ad un gioco che ha già molte frecce al suo arco: discese a rete, servizio, dritto e tocchi di classe che rendono Federer il giocatore più bello da apprezzare su un campo da tennis. Si aggiunge la componente psicologica, la vittoria del 18esimo slam in Australia, al quinto set recuperando un break di svantaggio contro l’avversario di sempre, ha “sbloccato” mentalmente Roger che sembra giocare più sgombro e lascia andare di più il braccio contro Rafa. Bisogna guardare anche al gioco dello spagnolo, il mancino di Manacor ha sempre avuto un tennis fastidioso per lo svizzero, che adesso invece lo soffre di meno. Può essere dovuto anche ad una pallina “meno arrotata” di Nadal, rimbalza meno sulla superficie e Federer ha più tempo per colpire di controbalzo e non perdere centimetri in campo.

Vanno considerate anche le giornate di un tennista: oggi lo svizzero era oggettivamente ingiocabile, ha messo a segno molti vincenti col dritto, col rovescio (come per tutta la stagione del resto) è stato molto solido e al servizio ha messo in campo il 70 % di prime, ottenendo il 79 % dei punti con la prima, 83 % con la seconda, 10 aces e non concedendo nemmeno una palla break.

Nadal resta saldamente numero 1 del ranking, ma la corsa è apertissima e il Re vuole tornare sul trono in questo 2017 che sembra aver riportato gli appassionati 10 anni indietro.

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