Tennis, Djokovic pronto al rientro ad Abu Dhabi: “Non vedo l’ora di tornare a competere al meglio”

Pubblicato il autore: Giacomo Corsetti Segui

Lo avevamo lasciato nei quarti di Wimbledon. Sconfitto da un avversario sempre dominato (Berdych) e da un infortunio al gomito che lo ha costretto al ritiro ad inizio secondo set e a uno stop forzato che ha chiuso un 2017 da incubo, terminato con il solo titolo nel 250 di Doha e vinto contro Andy Murray e con un bilancio di 30 vittorie e ben 8 sconfitte. Sei mesi dopo Novak Djokovic è pronto a tornare in campo nel classico torneo esibizione di inizio stagione ad Abu Dhabi che quest’anno festeggia la decima edizione. Un ritorno soft quello del fuoriclasse serbo che servirà come banco di prova per ritrovare l’emozione del campo e per verificare se davvero l’infortunio al gomito destro si sia risolto. Insieme a lui scenderanno in campo anche Carreno Busta (10 del mondo), Kevin Anderson (14), Dominic Thiem (5), Andrey Rublev (39) e Bautista Agut (20) che ha preso il posto del numero uno del ranking Rafael Nadal, costretto al forfait precauzionale per i ben noti problemi al ginocchio.

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“Non ho mai avuto un intervento chirurgico in vita mia. Non ho mai accusato infortuni gravi che mi hanno costretto a stare per così tanto tempo lontano dai campi. Adesso è cambiato molto del mio approccio al tennis. Non ho avuto scelta, ormai non riuscivo nemmeno ad alzare il braccio senza sentire dolore. Questa esperienza è stata per me una grande lezione. Sto lavorando per questo da tempo, aumentando il carico di lavoro da un mese. Non vedo l’ora di tornare a competere al meglio.”Si è presentato così il 12 volte campione Slam serbo – scivolato al n. 12 della classifica – alla vigilia di un 2018 che dovrà dare risposte concrete sulle reali possibilità di Djokovic di tornare ai livelli che lo hanno contraddistinto fino al trionfo di Parigi nel 2016. Da lì in poi infatti il crollo. Un declino parso ai più prima mentale che fisico.

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Proprio per provare a invertire la rotta Djokovic ha deciso di seguire la strada tracciata da Federer nella passata stagione. Provare a staccare dal circuito per cercare di ritrovare la condizione fisica e, sopratutto, le motivazioni e la “fame” giusta. Se questo stop avrà gli stessi effetti avuto sullo svizzero lo capiremo in breve tempo. Oltre a questo però Djokovic ha deciso di fare qualcosa di più, ovvero rivoluzionare completamente il proprio staff. Dopo aver lasciato a inizio 2017 Boris Becker, via tutti i preparatori e Marian Vajda – coach di Djokovic fin da ragazzo e artefice dei suoi domini – e dentro una coppia di lusso come quella composta da Agassi (nell’organico del serbo già da maggio) e Radek Stepanek, quest’ultimo grande amico di Djokovic che, una volta chiusa la carriera, non ha resistito alla possibilità di un’avventura così stimolante. Una coppia che potrebbe rappresentare un grande valore aggiunto, data la grande esperienza di entrambi – in particolare quella di Agassi sotto il profilo psicologico –  e la loro competenza a livello tattico e tecnico.

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Stepanek che per ora seguirà Djokovic soltanto durante i torneo dei Grand Slam. Come gli Australian Open. Sarà lì dove Nole ha trionfato per sei volte in carriera che cominceremo a capire se questo 2018 sarà per Djokovic l’inizio della fine oppure una vera rinascita.

 

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