Us Open 2018: Kyrgios e il caso dell’arbitro-coach

Pubblicato il autore: A.P. Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Flushing Meadows, New York. Sul campo numero 17 stanno giocando Nick Kyrgios e Pierre-Hugues Herbert e il francese conduce agilmente il match col parziale di 6-4 3-0. Kyrgios non sta certamente mostrando il suo miglior tennis, d’altronde si tratta di un film già visto, considerate le numerose volte in cui l’australiano ha perso partite nettamente alla sua portata, vittima di quell’atteggiamento svogliato e irrispettoso verso pubblico e avversari. Ma Kyrgios è così, prendere o lasciare, alterna colpi in cui mostra tutto il talento donatogli da Madre Natura ad altri in cui si vede chiaramente che è sceso in campo perché deve farlo. La sua vera passione è il basket e in particolare la NBA, il tennis è solo un modo per guadagnare soldi senza fare troppa fatica.

Fino a qui dunque non ci sarebbe nulla di cui sorprendersi.
Il giudice di sedia designato per la partita è Mohamed Lahyani. Lo svedese decide di intervenire e prendersi la scena scendendo dalla sua postazione per andare a parlare con Kyrgios, gli dice che vuole aiutarlo e che il vero Kyrgios può fare di meglio. Da regolamento però l’arbitro dovrebbe limitarsi a punire l’eventuale scarso impegno con il warning, senza avere conversazioni prolungate e motivazionali con i giocatori.
In ogni caso le parole di Lahyani sembrano fare effetto e l’australiano inizia a giocare meglio, vincendo il secondo set al tie break e i successivi due con il punteggio di 6-3 6-0.
A fine partita Herbert censura il comportamento dell’arbitro accusandolo di coaching, non permesso nel tennis durante lo svolgimento della partita. Kyrgios però sostiene di non aver ricevuto nessun tipo di aiuto; su Instagram risponde in modo diretto e tagliente, come sempre, al commento di Murray che gli chiedeva quando avrebbe annunciato Lahyani come nuovo allenatore scrivendo che Herbert ha vinto solo 3 game negli ultimi due set e l’arbitro è sempre rimasto nella sua postazione.

Il prossimo avversario dell’australiano sarà Federer, che critica il comportamento del giudice di sedia dichiarando che non è quello il suo ruolo.Nella giornata di oggi è poi arrivato il comunicato ufficiale da parte degli organizzatori dello US Open in cui il comportamento di Lahyani viene definito “oltre il protocollo”. Gli organizzatori aggiungono che il giudice di sedia è stato redarguito e il suo comportamento sarà sotto osservazione per il resto del torneo. Anche quando non si rende protagonista di comportamenti eclatanti, come ad esempio agli ATP del Queen’s dove è stato multato per atti osceni, Nick Kyrgios continua quindi a far parlare di sé per motivi che vanno oltre l’aspetto tecnico del gioco, seppur in questo caso Mohamed Lahyani gli abbia dato un grande aiuto.

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