Diego Nargiso a SuperNews: “Vi dico la mia top 3 dei futuri numeri 1. Davis? Possiamo vincerla, ma serve una grande coppia di doppio”

Pubblicato il autore: Francesca.Capone.

SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Diego Nargiso, ex tennista italiano e commentatore televisivo. Vincitore del torneo Wimbledon Juniores nel 1987, è stato il più giovane tennista italiano della storia ad aver disputato un incontro a livello di Grande Slam e ad averne vinto uno, a soli 18 anni, a Wimbledon nel 1988. Tra i protagonisti del team italiano di Davis degli anni ‘90, soprattutto nel doppio, Nargiso si è espresso sulla squadra di Davis Cup guidata da Filippo Volandri e sull’attuale panorama tennistico italiano e internazionale, indicando i top 3 giocatori destinati ad essere i nuovi “numeri 1” del tennis.

 

Diego, sei il più giovane tennista italiano della storia ad aver disputato un incontro a livello di Grande Slam, all’età di 17 anni e 9 mesi agli Australian Open del 1988,e ad averne vinto uno, a 18 anni, nell’edizione dello stesso anno del torneo di Wimbledon. Che ricordi hai di quelle esperienze? C’è un giovane tennista italiano che ti piace particolarmente che potrebbe intraprendere il tuo stesso percorso ed essere considerato “un predestinato”?
I ricordi sono molto sbiaditi dato che sono passati ormai più di 30 anni, ma comunque rimangono nella storia del tennis italiano e a volte, come per Wimbledon, anche a livello internazionale. Spero che qualcuno possa intraprendere questo percorso. Non è tanto importante farlo ad una certa età, quanto riuscire a replicarlo nel tempo, come ad esempio sta magnificamente facendo Sinner.

Sei stato uno specialista di doppio: hai conquistato cinque tornei ATP raggiungendo il 25º posto della classifica mondiale il 3 marzo 1990. Nelle prove del Grande Slam sei arrivato fino ai quarti di finale degli US Open nel 1993. Hai rappresentato più volte l’Italia in Coppa Davis, in doppio hai giocato due semifinali, nel 1996 e 1997, e hai partecipato alla finale del 1998 persa a Milano contro la Svezia. Qual è il ricordo più grande che porti dentro dell’esperienza con la maglia azzurra?
Il ricordo più grande che ho della Nazionale, oltre alle due semifinali del ‘96 e ’97 e la finale del ‘98, credo sia il momento in cui ho ascoltato l’inno nazionale: in quel preciso istante sai di rappresentare 60 milioni di persone, che vincerai o perderai per loro. Sono stato sempre fiero e orgoglioso di aver potuto rappresentare la mia nazione nel mondo.

L’Italia di Volandri vincerà nel giro di qualche anno la Coppa Davis? È un gruppo che ha tutte la carte in regola per farlo? In una recente intervista hai dichiarato che “servirebbe un allenatore dedicato al doppio, che Filippo Volandri non può far tutto”. In doppio abbiamo delle carenze dettate dalla poca predisposizione dei giocatori oppure manca un’efficace organizzazione del lavoro?
Sono sicuro che la Nazionale con Volandri capitano possa vincere la Coppa Davis, ma che per farlo abbia bisogno di una grande coppia di doppio. Non voglio sembrare uno di quelli che critica il lavoro di Volandri, anzi, lo stimo molto, ma continuo a pensare che per il doppio di Davis ci voglia un progetto, e che per farlo serva la disponibilità dei giocatori, dal momento che attualmente oltre Fognini, Bolelli e forse Vavassori, non ci sono tennisti con una grande propensione al doppio soprattutto indoor, dove oggi, con la nuova formula, si giocano le fasi finali della Coppa Davis.

Attualmente è in corso il Masters 1000 di Montecarlo: dopo l’eliminazione di Fognini e Sonego, gli unici italiani approdati agli ottavi di finale sono Sinner e Musetti, che giocheranno rispettivamente contro Rublev e Schwartzman. Che ne pensi delle prestazioni degli azzurri in questo torneo? Quale tennista è il favorito per la vittoria del 1000, secondo te?
Montecarlo apre sempre la stagione sul rosso e non è un torneo semplice per nessuno. Gli italiani hanno fatto abbastanza bene, hanno conquistato gli ottavi Sinner e un grande Musetti, che ora possono ambire anche ai quarti. Peccato per Sonego, dal quale mi aspettavo qualcosa di più, mentre Fognini ha fatto il suo. In ogni caso, per la vittoria del torneo vedo favorito uno tra Ruud, Tsitsipas e Zverev.

Un commento sulla sconfitta di Novak Djokovic contro il numero 46 del mondo Davidovich Fokina, nel match terminato 6-3 7-6 6-1. Ci si poteva aspettare qualcosa del genere, dal momento che il serbo è stato lontano dai campi da tennis per due mesi per via della scelta di non vaccinarsi contro il Covid 19, oppure rimane una partita che lascia stupefatti?
La sconfitta di Nole ci può stare, anche il numero 1 del mondo, se gioca pochi match, poi fa fatica a prendere il ritmo partita. Inoltre, Davidovich Fokina è un giocatore pericoloso che può fare degli exploit di questo genere.

Se dovessi scegliere i top 3 tennisti della nuova generazione, quali nomi faresti e perché?
Non è facile prevedere chi tra i protagonisti di oggi sarà il numero 1 di domani. Sicuramente ci sarà Alcaraz, poi spero Sinner e infine dico Medvedev, un tennista difficilissimo da battere. Un po’ più indietro, Zverev, Tsitsipas, Ruud, Auger-Aliassime, Shapovalov.

Gli appassionati aspettano il grande ritorno di Roger Federer, lontano dai campi da tennis ormai da molti mesi. Tre giorni fa, lo svizzero ha pubblicato sul suo profilo Instagram una sua foto con su scritto: “Rehab is rocking” (“La riabilitazione va a gonfie vele”). Lo rivedremo presto giocare, magari nel torneo di Wimbledon? King Roger può essere ancora competitivo in questo panorama tennistico?
Il vecchio Re manca a tutti, soprattutto ai più nostalgici. Personalmente, credo che se tornerà a giocare sarà solo perché crede ancora di poter competere almeno sulla sua amata erba e a Wimbledon. Se poi sarà veramente competitivo, questo ce lo diranno solo le partite che spero vedremo. Sicuramente sarà molto dura per lui, ma il re è sempre il re.

Che ne pensi in generale del tennis femminile e del rendimento delle tenniste italiane? Il tennis femminile italiano ha subito un calo negli anni oppure vedi ancora in qualche azzurra un potenziale o un talento importante?
Il panorama femminile vive una fase in cui le numero 1 si susseguono in modo a dir poco imprevedibile. Reputo Swiatek e Osaka le giocatrici con più personalità, quelle che potrebbero prendere l’eredità di Barty. Per quanto riguarda le nostre tenniste, non conosco tanto quelle che stanno arrivando, ma credo che l’Italia, ciclicamente, come ha sempre fatto, tornerà a sfornare grandi giocatrici.

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