Vuelta di Spagna: Le pagelle dopo le prime 10 tappe

Pubblicato il autore: Lorenzo Siggillino Segui
Uno dei duelli che infiammerà la seconda parte della Vuelta di Spagna: Froome contro Contador

Uno dei duelli che infiammerà la seconda parte della Vuelta di Spagna: Froome contro Contador, qui al Tour del 2013

Dieci tappe se ne sono andate alla Vuelta di Spagna e l’arrivo di Madrid è sempre più vicino. Stiamo assistendo ad una corsa che si preannuncia entusiasmante fino alla fine.
Queste le pagelle dopo le prime dieci tappe:

Nairo Quintana 10: Il Condor è tornato. Questa è una grande notizia per tutti gli appassionati di ciclismo. In Francia il colombiano era sembrato non in grado di cambiare ritmo, con gambe ingolfate. Mentre al Tour 2015 gli si era rimproverato un eccessivo attendismo. Quintana alla Vuelta di Spagna si è scrollato di dosso le critiche, sta rispondendo da campione, non ha paura di attaccare e sta mostrando che lui è un rivale credibile di Chris Froome.

Gianni Meersman 10: Il velocista della Etixx aveva una grande occasione in questa competizione, poteva disputare le volate senza i grandi specialisti dello sprint. Il belga non ha sbagliato nulla, raccogliendo due vittorie di tappa che fanno felici i direttori della sua squadra. Se vincere è difficile, farlo con la pressione del grande favorito lo è ancora di più.

Chris Froome 9: Il capitano della Sky non è la macchina vista al Tour de France. E ci mancherebbe. Ma il britannico non si scompone e alla fine perde dalla maglia rossa solo 58” totali, un dettaglio se pensiamo che in questa Vuelta di Spagna la cronometro decisiva deve ancora arrivare. Froome negli arrivi in salita ha gestito alla grande le sue forze, distribuendo lo sforzo in maniera eccezionale. Per ora non è sembrato al livello di Quintana ma un distacco così ridotto non può far dormire sonni tranquilli al colombiano.

Michele Scarponi 8,5: Il marchigiano è chiamato ancora una volta a fare gli straordinari. Ed un’altra volta lui risponde presente. Miguel Angel Lopez abbandona la corsa e lascia la Astana senza un uomo di classifica. L’italiano prende i gradi di capitano e scala posizioni su posizioni. La ciliegina sulla torta è la prestazione sui Laghi di Covadonga, dove Scarponi è l’ultimo ad arrendersi a Contador e Quintana. Alla fine, l’italiano coglie un sesto posto arrivando insieme a Valverde e poco dietro a Chris Froome.

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Alejandro Valverde 8: Cosa dire ancora di questo corridore? Nemmeno i suoi compagni di squadra trovano più aggettivi per definirlo. Nonostante abbia effettuato tutti e tre i grandi giri della stagione è ancora lì, capace di essere competitivo con il top che il panorama ciclistico possa offrire. A Covadonga, arriva quasi insieme a Froome, davanti a Chaves e Contador. Ora il murciano è secondo in classifica generale e bisognerà sudare per scalzarlo.

Ruben Fernandez 8: Arriva quasi da sconosciuto ma adesso lo hanno notato tutti. Si dimostra un’arma fondamentale nell’arsenale della Movistar: le sue accelerazioni pesano come macigni e le sue doti in salita sono preziose per Quintana e Valverde. Sul Mirador de Ezaro lancia un attacco che vale la maglia rossa per un giorno.

Fabio Felline 7,5: Fino ad ora una Vuelta di Spagna a livelli altissimi quella di Felline. Lo vediamo dare battaglia su ogni tipo di percorso, sia in pianura che in montagna. Sta provando in tutti i modi a lasciare il suo segno in questa corsa: cerca la fuga, prova le volate. Felline si sta dimostrando sempre più corridore completo e non semplice sprinter. Raccoglie un secondo ed un terzo posto, manca solo la vittoria.

Gianluca Brambilla 7,5: Lo scalatore italiano sta correndo alla grande. Le salite lunghe non sono il suo forte, ma su strappi decisi il corridore della Etixx è decisamente temibile. Inoltre, anche sulle montagne vere e proprie, Brambilla ha retto benissimo, senza incassare distacchi eccessivi dai vari Froome, Quintana e Contador.

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Alberto Contador 7: Luci ed ombre nella Vuelta di Spagna del campione spagnolo. Questa corsa è il suo obiettivo stagionale e per ora la maglia rossa è lontana. Nelle prime tappe perde diverso tempo per colpa di problemi fisici e cadute. Quando arrivano le salite reagisce con tanta grinta e facendo vedere che la gamba è quella giusta. Ottima la prestazione del pistolero sul muro della Camperona. A Covadonga corre con tanto cuore, forse troppo, visto che ingaggia un duello fenomenale con Quintana ma resta piantato sulle ultime rampe. Già nella tappa dell’Aubisque può arrivare un suo squillo.

Robert Gesink 6,5: L’olandese è qui per vincere una tappa, dopo aver raggiunto la top 10 di tanti grandi giri in carriera. Il suo avvicinamento è stato sfortunato, con tanti problemi che mettevano in discussione le sue reali possibilità in questa Vuelta di Spagna. Non si vede e non si sente per nove tappe, ma ai Laghi di Covadonga sfodera una prova delle sue, facendo vedere che resta sempre uno scalatore di alto rango. Arriva un secondo posto che sa di beffa, ma Gesink può ritenersi soddisfatto: se la gamba è questa…

Samuel Sanchez 6: Il nativo di Oviedo sta facendo registrare una Vuelta di Spagna positiva, ma senza l’acuto decisivo. Sulle salite vere si difende come può, mentre la classifica è di intralcio per le azioni da finisseur che l’oro olimpico di Pechino sa mettere in piedi. La generale dice decimo posto e verosimilmente sarà difficile fare meglio di così. L’asturiano potrebbe nelle prossime tappe sacrificare la top 10 finale per andare alla ricerca di un successo, ma resta da vedere l’opinione del direttore sportivo della BMC in merito.

Philippe Gilbert 5,5: I finali di tappa movimentati della Vuelta di Spagna sono da sempre terreno di caccia per il belga. La maglia rossa del compagno di squadra Atapuma gli scombina un pò i piani, limitando i suoi tentativi di attacco. Fino ad oggi troppo poco, ma già in questa settimana potrà riscattarsi.

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Thomas De Gendt 5,5: Il belga non ha per ora dimostrato di avere il suo famoso tocco magico per le fughe da lontano. Bravissimo come sempre ad inserirsi nelle azioni giuste ad inizio tappa, ma si lascia sorprendere nelle fasi decisive della gara. Però da qui a Madrid di occasioni per rifarsi ce ne sono molte.

Esteban Chaves 5: Il capitano della Orica sembra lontano parente di quel Chaves visto alla Vuelta di Spagna 2015 e al Giro 2016. I suoi distacchi dai migliori sono sempre contenuti, ma non c’è mai la sensazione che possa essere in grado di combattere. Se il suo stato di forma migliora può diventare scomodo per tutti, ma per ora di segnali confortanti non ce ne sono stati.

Niccolò Bonifazio 5: Il nativo di Cuneo non ha brillato in questa Vuelta di Spagna, un vero peccato vista la ghiotta occasione che gli si presentava. Con poche tappe in pianura i velocisti hanno disertato e lo sprinter della Trek poteva contendere le vittorie a Gianni Meersman. Peccato che Bonifazio non sia riuscito ad incidere, è ancora giovanissimo ma si poteva fare meglio.

Pierre-Roger Latour 4,5: Il grande assente di questo inizio di Vuelta. Il problema è che siamo quasi a metà e di lui neanche l’ombra. La stagione scorsa aveva incantato su queste strade, per ora musica diversa.

Simon Gerrans 4,5: Il finisseur della Orica non è certo qui per aiutare il capitano Chaves. L’australiano non è un gregario ma un corridore in grado di risolvere tappe dal finale complicato. Nonostante i tanti arrivi adatti a lui, Gerrans non ha ancora battuto un colpo.

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