Pagelle Giro d’Italia 2017, prima settimana: chi è promosso e chi è rimandato

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui
Pagelle Giro d'Italia 2017

Nibali, Quintana, Pinot: i superfavoriti del Giro d’Italia 2017 in azione sul Blockhaus

 

Pagelle Giro d’Italia 2017: chi vince e chi resta indietro. E’ appena andata in archivio la prima settimana del Giro del Centenario e quale migliore occasione, prima del ritorno su strada con la cronometro del Sagrantino di domani, per fare un primo, provvisorio bilancio stilando la pagella dei corridori più in vista? Bene, sorvoliamo sulle domande retoriche e cominciamo, nel nostro piccolo, a dare i voti (opinabili ma quanto più possibile obiettivi):

Pagelle Giro d’Italia 2017: bene ma non benissimo Nibali, Quintana l’uomo da battere

Nairo Quintana: il colombiano già trionfatore della Corsa Rosa nel 2014 non ha praticamente nascosto le sue mire per una doppietta Giro-Tour e che non avrebbe preso sotto gamba l’impegno con l’evento italiano. Concetto messo in chiaro ieri, nella tappa del Blockhaus che doveva essere un po’ il redde rationem della prima settimana dopo gli sbadigli sull’Etna. La giornata di ieri ci ha mostrato un Quintana finalmente uscito allo scoperto, con cambi di ritmo a mo’ di scudisciate in faccia agli avversari (Nibali ne sa qualcosa). Imperturbabile ed implacabile, è l’avversario da battere al Giro 100, lui e la Movistar (voto: ) che ieri ha dettato i ritmi del gruppo solida ed unita come non mai e con già in saccoccia la vittoria di Izaguirre sul traguardo della insidiosa tappa del giorno prima a Peschici. Voto: 8½

Vincenzo Nibali: il messinese arrivava dalla conquista del Giro di Croazia ma pur sempre a fari spenti sulla corsa rosa (“Punto al podio“, stop). In questa prima settimana ci ha regalato degli scatti sul finire di tappa per testare le condizioni degli avversari e ieri, sul Blockhaus, ha tenuto duro finché poteva, senza mai alzarsi sui pedali, alle bordate d’artiglieria di Quintana che gli rifila un minuto e dieci di ritardo nella generale. Si è scatenato il dibattito sulla sua condotta di gara, tra chi avrebbe preferito più attendismo e chi invece si aspetta sempre che Vincenzo vinca persino le tappe in volata (come vuole la vulgata): sta di fatto che la Bahrain Merida (voto: 6) ha latitato sul Blockhaus lasciando solo troppo presto il suo capitano, con l’assenza di uno scalatore doc come Giovanni Visconti che aveva dato il tutto per tutto nella tappa precedente di Peschici. Strane strategie di gara da parte del neonato team World Tour, che paga l’esclusione di un membro della squadra per una storiaccia di strattonante e schermaglie con Diego Rosa (Javier Moreno). Tornando a Nibali, il Giro è ancora lungo e lui nelle ultime partecipazioni nelle grandi corse a tappe ci ha abituato a zampate decisive nell’ultima settimana, soprattutto se si ritrova nei scomodi panni del leone ferito. Voto: 6

Thibaut Pinot: anche lui tra i favoriti della viglia ma in un ruolo più defilato, il francese della FDJ si è approcciato alla sua prima partecipazione al Giro d’Italia con umiltà e serietà, e questo atteggiamento lo ha ripagato sul Blockhaus: presente assieme a Quintana e Nibali nel terzetto in testa per buona parte della salita finale, rispetto al messinese regge di più l’onda d’urto generata dagli attacchi del colombiano. Merita un mezzo punto in più rispetto al corridore della Movistar perché rispetto a quest’ultimo non ha lo stesso palmares, eppure ha dimostrato finalmente la maturità adatta per affrontare a testa alta un grande giro. Vedremo che progressi avrà fatto anche sul fronte delle crono. Per ora, chapeau monsieur Pinot. Voto: 9

Tom Dumoulin: 24 secondi di distacco da Quintana nell’ultima tappa (gli stessi di Pinot grazie agli abbuoni), e 30” nella generale, nonché lanciatissimo per strappare la maglia rosa al colombiano nella cronometro del Sagrantino di domani: bastano questi dati per capire come l’olandese si sia giocato alla grande questa prima settimana, culminata con l’ottima performance sul Blockhaus. Non è detto però che possa resistere alle vette della terza settimana, ma nel frattempo è riuscito a ritagliarsi il suo momento di gloria tra i superfavoriti. Voto: 7½ (8 se domani conquista la maglia rosa nella cronometro).

Steven Kruijswijk: sventurato come sul Colle dell’Agnello l’anno scorso, perde secondi preziosi nelle tappe sarde e non ha la gamba giusta sul Blockhaus. Ha dichiarato di volersi riprendere il Giro, ma con 3 minuti e 6 secondi di distacco da Quintana dovrà al limite lottare per la top ten. Voto: 5

Domenico Pozzovivo: un gradito ritorno quello del corridore lucano che già aveva dimostrato di aver recuperato un ottimo stato di forma al Tour of The Alps: c’è ancora molto da fare e da scalare, ma i segnali sono buoni. Voto: 7

Bauke Mollema: poco attenzionato dai pronostici, il vincitore uscente della Clàsica di San Sebastiàn sul Blockhaus ha dimostrato di poter giocare ad armi praticamente pari con i migliori. Nel mirino la top 5 finale: se mantiene questo passo può riuscirci. Voto: 7½

Bob Jungels: il capitano della Quick Step Floors indossa la maglia rosa dalla quarta alla nona tappa, grazie anche all’encomiabile lavoro della sua squadra (voto: ). Ma il Blockhaus non è l’Etna, la gamba non regge e si piglia più di tre minuti di distacco da Quintana: è stato bello finché è durato, difficile possa riprendere la maglia rosa. Voto: 6

Davide Formolo: altro corridore in forma smagliante al Tour of The Alps ed autore di un colpo ad effetto negli ultimi km della Liegi Bastogne Liegi di quest’anno, il giovane corridore della Cannondale Drapac dovrà lottare duramente per rimare nella top ten anche a Milano, ma sarà ugualmente importante portare a casa una tappa. Per il momento Voto: 7

Geraint Thomas: come tutti i corridori di vertice nella prima settimana si è nascosto, mandando eventualmente in avanscoperta il capitano ombra Mikel Landa come nella tappa di Peschici (voto: 6). Ma la caduta horror che ha messo ko il gallese e tutto il Team Sky proprio ad un passo dalla salita decisiva del Blockhaus ha messo una pietra tombale sulle ambizioni di vittoria finale sia di Thomas che di Landa. Una Caporetto pari al disastro compiuto della squadra alla Volta a Catalunya di quest’anno, ma stavolta loro malgrado. Voto: 6½ perché comunque ci ha provato sino alla fine a rientrare nel gruppo dei migliori: complimenti alla tempra ma come ha ammesso lo stesso Geraint, alla luce anche dei 5 minuti di distacco pagati nella generale,  “Game over“.

Adam Yates: vedi Geraint Thomas: cade anche lui nello stesso punto ed ha la stessa reazione combattiva. Tuttavia nulla da fare anche per il capitano della Orica-Scott. Voto:  6½

Tejay Van Garderen: non fosse per la vittoria di tappa alle Terme Luigiane di Silvan Dillier, fin’ora questo è stato un Giro da dimenticare per la BMC:  Rohan Dennis si becca più di cinque minuti di distacco nella tappa di Cagliari e si ritira nello sbarco in Sicilia, mentre il capitano è un vaso di coccio che corre tra vasi di ferro. Voto: 4.

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L’attuale maglia Ciclamino del Giro 100, Fernando Gaviria

Reparto velocisti: cominciamo con Fernando Gaviria che, partito molto in sordina nelle prime due giornate sarde si prende tappa e maglia rosa a Cagliari, concede il bis a Messina e conclude la prima settimana con la prestigiosa maglia ciclamino sulle sue spalle: è il velocista del futuro in attesa di confermarsi anche in qualche Classica (Voto: 9).
Dietro di lui Caleb Ewan che paziente porta a segno il colpo (nonostante una progressione micidiale di Gaviria da insegnare a chiunque voglia specializzarsi nello sprint) nella tappa di Alberobello aggiudicandosi la volata. Fisico minuto, proveniente dalla pista come il rivale colombiano, l’australiano della Orica-Scott ha dimostrato una reattività che fa ben sperare per le (poche) prossime occasioni allo sprint del Giro d’Italia 2017 (Voto: 8½).
André Greipel, nonostante la conquista della seconda tappa e della maglia rosa per un giorno, non regge i colpi assestati dagli implacabili treni della Quick Step Floors e convive con l’atroce sospetto che sia qui giusto per allenare la gamba in vista di altri impegni stagionali (Voto: 5).
Jakub Mareczko è uno degli sprinter più interessanti della nuova generazione ed è riuscito a posizionarsi al secondo posto nella tappa di Messina vinta da Gaviria. Paga purtroppo una squadra non proprio all’altezza delle sue potenzialità (Voto: 7).
Infine, il povero Giacomo Nizzolo, già reduce da una tendinite, è stato tormentato da una allergia che ne ha minato la forma e gli ha impedito di poter essere decisivo nelle volate: peccato (Voto: 4 giusto per i guai fisici che a momenti lo avrebbero allontanato dal Giro).

Infine, due hors categorie:

Lukas Pöstlberger: beffa chiunque nella prima tappa, sfruttando un pertugio apertosi nel gruppo compatto che negli ultimi metri si attrezzava per la volata: la fortuna aiuta gli audaci e li premia con la maglia rosa (Voto: 8 per la sfrontatezza).

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L’impresa di Luka Pibernik (Bahrain Merida)

Luka Pibernik: sottovaluta l’importanza del Garibaldi e crede di aver vinto la quinta tappa quando manca ancora un giro del circuito finale. Festeggia a mani alzate per poi girarsi verso il gruppo compatto e rendersi conto della figuraccia mondiale. Insomma, un eroe (Voto 10 & Lode e sentiti ringraziamenti).

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