Le ultime indiscrezioni sul Tour De France 2018: Alpi a metà strada, una cronometro deciderà di nuovo la maglia gialla?

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui
Tour de France 2018

Thibault Pinot vince la 20esima tappa del Tour de France 2015, sull’Alpe d’Huez: la vetta ritornerà nell’edizione 2018

Manca poco alla fatidica data del 17 ottobre quando verrà svelato il percorso ufficiale del Tour de France 2018, ma nel frattempo si stanno scatenando i vari sussurri e boatos riguardanti i dettagli delle tappe e la fisionomia che prenderà l’edizione numero centocinque della Grande Boucle. Procediamo per gradi partendo dal presupposto che l’organizzazione dell’ASO farà partire  la corsa dal dipartimento della Vandea con due tappe in linea e una successiva cronosquadre, mentre al di là di queste prime tre frazioni svelate ufficialmente alla stampa si è saputo poco altro. La quarta, ad esempio, inizierà nella località di La Baule, località di villeggiatura sulla Loira Atlantica, ma non si sa ancora di preciso quale sarà il traguardo di tappa.

Le Alpi anticipano al Tour de France 2018?

La particolarità della prossima edizione del Tour de France sarà però l’inserimento delle Alpi a metà corsa e il finale sui Pireni, prima della consueta passerella sugli Champs-Élysées. Secondo la stampa locale, fonte preziosa di informazioni vista la vicinanza dei territori alle tappe, tre giornate saranno dedicate alle vette alpine con il ritorno dell’Alpe d’Huez, almeno stando a quanto riportato su Le Dauphiné Libéré, giornale della zona che tratteggia i contorni precisi di queste tre frazioni: la prima sarà da Annecy sino a Le Grand Bornand, successivamente la carovana dei corridori partirà da Albertville per giungere a La Rosière (sfiorando il confine con la Valle d’Aosta) ed infine le giornate alpine si concluderanno con la tappa Bourg-Saint-Maurice Alpe d’Huez, vetta che torna dopo l’ultima apparizione del 2015 (vittoria di Thibaut Pinot) e una fugace comparsa quest’anno al Giro del Delfinato.
Ancora, si sa che la settima tappa sarà dedicata alla ruote veloci con arrivo a Chartres nella Valle della Loira (quattro anni dopo la cronometro Bonneval-Chartres) e l’ottava, nel giorno della festa nazionale del 14 luglio, partirà da Dreux per concludersi ad Amiens, secondo fonti attendibili riportate da L’Écho Républicain, giornale autore dello scoop.
Pare inoltre che, dopo la partenza nel nord ovest della Francia, i corridori lasceranno la zona bretone per procedere verso est, dove ci potrebbe essere una tappa che si conclude a Roubaix dopo aver affrontato i leggendari settori in pavé (almeno una parte di essi, si vocifera dei tratti del Carrefour de l’Arbre e di Gruson): se così fosse, sarebbe il ritorno delle pietre croce e delizia dei ciclisti apparse l’ultima volta nel 2014, in occasione della quinta tappa che entrava nella zona di Aremberg. La frazione alla Roubaix potrebbe essere seguita dal primo giorno di riposo prima che la corsa riparta dalle Alpi.
L’introduzione di quest’ultime a metà gara è il segnale che l’ASO voglia recuperare terreno per quanto riguarda fattori come la durezza e l’imprevedibilità su cui gli altri grandi giri, come la corsa rosa e soprattutto la Vuelta, si dimostrano più all’avanguardia. Il 2017 ha riservato praticamente due tappe di vera montagna in un tracciato generale in cui hanno dominato delle frazioni sostanzialmente piatte, motivo per cui il Tour de France 2018 potrebbe sparigliare le carte ed innalzare il grado di difficoltà generale. Tutto però dipenderà dal disegno delle tappe nel dettaglio.

Il finale sui Pirenei e la possibile cronometro prima della passerella conclusiva del Tour de France 2018

Dopo il secondo giorno di riposo la terza settimana riserverà ai corridori i Pirenei, con ben quattro notti passate a Pau, nella zona atlantica (per una sosta così lunga in questa località bisogna ritornare al 2010), dal 25 al 29 luglio.
Infine il quotidiano locale Sud Ouest conferma una cronometro individuale il penultimo giorno di gara, sempre in zona pirenaica, da Saint-Pée-sur-Nivelle ad Espelette, e pare si possa trattare di un percorso nervoso di 30 chilometri, mentre è da confermare la presenza della salita di 2 chilometri del Col de Pinodieta, con una pendenza media del 6%, eventualmente posta quasi sul finale di tappa. Ancora una volta quindi una prova contro il tempo potrebbe determinare o capovolgere la classifica generale come è successo quest’anno con la crono di Marsiglia, decisiva per blindare la maglia gialla di Chris Froome (così come è avvenuto al Giro 2017: ma il vincitore Tom Dumoulin si è detto al momento indeciso se partecipare alla prossima Grande Boucle): tutto sta nel verificare il disegno delle tappe di montagna per valutare quanto esse possano essere decisive.

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