Arriva la VAR anche nel ciclismo. Come funzionerà e dove verrà applicata la prova video

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Var Ciclismo

Una piccola rivoluzione sta per calare sul mondo del ciclismo: dal prossimo anno anche questo sport avrà il supporto dell’arbitraggio video, sulla falsariga dell’instant replay e della VAR applicata negli altri sport, dal basket per arrivare recentemente alla sperimentazione nel calcio.
L’indiscrezione, rilanciata dall’autorevole CyclingNews, è partita dal giornale belga Het Nieuwsblad. lo stesso che organizza la classica del pavé nelle Fiandre. Ma vediamo nel dettaglio come funzionerà e in quali gare verrà applicata questa tecnologia che dovrebbe evitare altri casi Sagan vs. Cavendish dell’ultimo Tour de France.

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VAR ciclismo (più o meno): come funzionerà e dove verrà applicata

Dalle dichiarazioni riportate di un membro belga della giuria che utilizzerà questo strumento, l’arbitraggio video nel ciclismo, a differenza della VAR calcistica, non servirà semplicemente ad aiutare l’arbitro – in questo caso, la giuria – nella decisione, ma “avrà una importante e pesante voce in capitolo“: la tecnologia coadiuverà il lavoro dei giudici d’arrivo, essendo allocata nel’ufficio mobile di controllo vicino al traguardo, visibile su diversi monitor. In questo modo si potrà controllare molto più materiale filmato a disposizione delle giuria rispetto a quanto viene trasmesso in tv.
L’addetto al cycling replay (chiamiamolo così) quindi controlla i video della gara e in caso di irregolarità, spiega ancora il membro della giuria, può richiedere tutte le immagini disponibili riguardo quel caso specifico.
Dopodiché verrà informato il presidente di giuria e, se l’infrazione è seria, quest’ultimo può procedere alla diretta squalifica dopo essersi consultato con gli altri giudici: la fonte intervistata dall’Het Nieuwsblad cita ad esempio come caso grave passibile di cycling replay quello di Gianni Moscon agli ultimi Mondiali di Bergen, in cui il trentino del Team Sky si era aggrappato all’ammiraglia per alcuni secondi (comunque squalificato dopo una prova tv).
Non a caso l’UCI stessa sta quindi valutando la possibilità di moltiplicare le telecamere all’arrivo, assieme a quelle dei broadcaster, per consentire ai giudici quanti più angoli possibile di ripresa (giacché sarebbe impossibile aumentare il numero di moto che seguono con le telecamere i corridori, anzitutto per motivi di sicurezza) ed evitare altre diatribe come il già citato caso di Sagan e Cavendish in cui le prove video non Lo erano immediatamente chiare.

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Ma dove verranno utilizzati questi arbitri, in quali corse? Quattro di essi sono stati selezionati dall’UCI, responsabile del programma di sperimentazione, per le gare in Italia, Spagna, Belgio e Francia, ovvero le nazioni in cui si svolgono le più antiche ed importanti competizioni ciclistiche. Ciò significa che l’arbitraggio video coprirà i tre grandi giri – Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta di Spagna – quattro Monumento su cinque (escluso Il Lombardia) nonché i Campionati del Mondo di Innsbruck. Il giudice addetto al video si aggiungerà così ai tre membri della giuria di gara, con lo stesso peso decisionale.

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