Andrea Tafi vuole tornare a correre. L’opinione di Bettini e Bartoli

Pubblicato il autore: Annamaria Sabiu Segui

Foto Getty Images© scelta da SuperNews

Il ciclismo da anni regala grandi emozioni a tutti gli appassionati di questo sport, ma soprattutto anche agli stessi corridori che sono abituati a grandi imprese. Nel ciclismo moderno è cresciuto notevolmente il lavoro dei gregari per il proprio capitano. Questo è emerso in misura maggiore nelle grandi corse caratterizzate da tre settimane dove i corridori devono percorrere ventuno tappe. Ci sono stati corridori che hanno compiuto grandi imprese, altri che ci hanno lasciato, altri ancora che sognano di portare a casa altri trofei e infine c’è anche chi ha dato l’addio alle corse e a 52 anni decide di rimettersi in corsa.
Questo è il caso dell’ex campione Andrea Tafi, che all’età di 52 anni vorrebbe tornare in corsa per presentarsi in linea di partenza alla Parigi-Roubaix. Tafi vinse la competizione nel 1999 e dopo quasi vent’anni la sua intenzione è quella di rimettersi in gioco e tentare una nuova impresa. Siamo ancora nel campo delle ipotesi, è ancora presto per dire se Tafi concretizzerà davvero questo sogno, però le critiche non si sono lasciate attendere. Sono infatti tanti i personaggi sportivi che hanno detto la loro su questa scelta che ha fatto discutere il mondo del ciclismo.

Bettini e Bartoli discutono la scelta di Andrea Tafi

C’è chi, come Andrea Tafi, non sente il peso dell’età e a 52 anni vuole tornare in sella alla sua bicicletta per correre la Parigi-Roubaix. Al riguardo si è espresso Paolo Bettini che con l’ex campione ha corso insieme per ben quattro anni ai tempi della Mapei. Alla Gazzetta dello Sport, Bettini ha affermato: “Ad Andrea dico “spero che tu non corra, bisogna far altro nella vita a 52 anni”. La sua è un’azione mediatica, ma sarebbe molto meglio che pensi a dare un’opportunità a un giovane. Così facendo, gli ruba il posto”.
Bettini non si limita solo ad una critica riguardo la scelta di Andrea Tafi, ma parla anche del ciclismo moderno: : “Anche se avessi uno sponsor da trenta milioni, che certezze potrebbe darmi questo sport, con queste regole? Io vado da un’azienda e questa poi correrà le stesse gare con un team che ne investe due. Come glielo spiego? Ci sono gare dove si mischiano tutte le categorie, dal WorldTour alle Continental, dove il campione del mondo Valverde gareggia con mio nipote Francesco, con regole, anche sanitarie, diverse. Non dovrebbe essere così”.
Anche Bartoli, intervenuto ai microfoni della trasmissione radiofonica Ultimo Chilometro ha affermato: “Ammiro Andrea Tafi, ma io al suo posto non lo farei. Non vuole essere una critica, ma ripeto io sinceramente non lo farei. Ogni volta che faccio qualcosa non deve essere fine a sé stesso, ci vogliono progetti per intraprendere un cammino nuovo. Pensare di prendere parte adesso al Giro delle Fiandre, alla Liegi-Bastogne-Liegi oppure al Giro di Lombardia o ad altre classiche che non ho vinto nella mia carriera, non ha a mio giudizio un senso, tenuto conto dell’età, proprio non me la sento”.
Bartoli ha poi aggiunto: “Non mi sentirei in grado di competere con i ragazzini, oggi, a più di 50 anni, ci può essere grande difficoltà a stare in gruppo”.

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