Tour de France, a Poligny Mohoric beffa Asgreen al fotofinish. Italiani sfortunati

Spettacolo nella 19ª tappa della Grande Boucle: lo sloveno della Bahrain Victorius nega allo sprint il bis al danese, vittorioso 24 ore prima a Bourg-en-Bresse. Bettiol e Trentin ci provano, ma l'ingordo Philipsen "rovina" tutto. Gruppo maglia gialla a 12 minuti

Slovenia-Danimarca, Danimarca-Slovenia. Al Tour de France 2023 la storia è sempre questa, che si tratti di lotta per la maglia gialla o per le vittorie di tappa. All’indomani del successo di Kasper Asgreen a Bourg-en-Bresse, connazionale della maglia gialla Jonas Vingegaard, a Poligny a spuntarla sul traguardo della 19ª tappa partita da Moirans-en-Montagne è Matej Mohoric (Bahrain Victorius). Sloveno come Tadej Pogacar. Questo l’epilogo al fotofinish di un’altra frazione spettacolare e con contorni commoventi. Lo stesso Mohoric dopo il verdetto del fotofinish non ha infatti trattenuto le lacrime nel ricordo di Gino Mader, tragicamente scomparso durante il Giro di Svizzera. Considerando il successo di Pogacar a Cauterets-Cambasque e quello di Vingegard nella crono di Combloux, il parziale di tappe Danimarca-Slovenia è 3-2 grazie allo sprint di Mads Pedersen a Limoges.

Tour de France, 19ª tappa a Mohoric: Philipsen manca il pokerissimo

Asgreen e Mohoric si sono giocati il successo insieme a Ben O’Connor dopo che i tre avevano raggiunto poco prima della Côte d'Ivory i due attaccanti della prima ora, Clarke e Victor Campenaerts. La storia si è ripetuta a Poligny, dove tuttavia la volata non era “annunciata”. Eppure Jasper “Cannibale” Philipsen ha accarezzato il sogno di calare il pokerissimo, rendendosi tuttavia protagonista anche oggi di un comportamento discutibile.

Italia ancora al palo: Bettiol e Trentin ci provano senza fortuna

Dopo il battibecco del giorno prima con Eenkhoorn, questa volta il belga è scattato ignorando il fatto che in avanscoperta ci fosse il compagno Mathieu Van der Poel, deciso a giocarsi l’ultima possibilità per portare a casa una tappa. Niente da fare, Philipsen è scattato insieme all’altro miglior velocista rimasto in gruppo, Pedersen. Insieme si sono riportati sui 7 inseguitori del terzetto di testa, che comprendeva anche i generosissimi Alberto Bettiol e Matteo Trentin. Il gap dai fuggitivi però non è stato colmato, anche perché in effetti colmare il buco sarebbe interessato solo agli stessi Pedersen e Philipsen, essendo i compagni di fatto già certi di perdere un eventuale sprint.

Tour, sabato ultime salite: Ciccone ha un appuntamento con la storia

Alla fine il gruppetto, completato da Zimmermann e Pidcock e giunto a 30", è stato regolato proprio da Philipsen. Ottavo posto per Bettiol che regala all’Italia il terzo piazzamento nella top ten in questo Tour dopo il 3° posto di Giulio Ciccone a Laruns e il 4° di Mozzato a Limoges. Il gruppo della maglia gialla, con Vingeegard sempre saldamente primo con 7'35" su Pogacar, ha tagliato il traguardo a 12 minuti. Del resto sabato si disputerà la 20ª tappa, quella delle ultime salite: da Belfort a Le Markstein, solo 133,5 km, ma con Petit Ballon e Col du Platzwrwasel. Il primo posto è già assegnato, ma i motivi d’interesse non mancheranno: i gemelli Yates e Rodriguez si giocheranno il podio, mentre a Ciccone basterà una manciata di punti per portarsi a casa una storica maglia a pois.