Marco Spanghero a SuperNews: "Rieti si trova dove merita di stare. Il pubblico è decisivo, quest'anno dobbiamo fare bene con tutti"

Marco Spanghero, giocatore del Real Sebastiani Rieti, illustra la stagione che sta per iniziare. Rieti torna in Serie A2 e se la dovrà vedere con squadre illustri. Ma Spanghero e compagni sono pronti ed agguerriti. Di seguito le parole in esclusiva ai nostri microfoni.

Fonte foto: Ufficio Stampa Real Sebastiani Rieti

Marco Spanghero, giocatore del Real Sebastiani Rieti, squadra di basket ammessa al campionato di Serie A2, in esclusiva ai microfoni di SuperNews. Intervista interessante, in cui Spanghero ha parlato degli obiettivi stagionali della squadra e di quelli personali, fino al rapporto con la tifoseria.

Spanghero, la Real Sebastiani Rieti ritorna in Serie A2. Una società gloriosa e una piazza importante, cosa ne pensa?

Penso che la Serie A2 di basket sia veramente il posto di questa società. Sono arrivato lo scorso anno e da subito si percepiva la voglia, da parte di tutti, di stare in una categoria superiore.

Promozione arrivata con un titolo acquisito extra-campo, dopo una stagione da protagonista, ma il finale non è stato a lieto fine.

La promozione non è arrivata come avremmo voluto, tutti avremmo voluto vincere sul campo, ma questo salto di categoria è comunque una bella cosa per la società e la città. La formula della poule promozione dello scorso anno era un po' troppo sanguigna e metteva tante, troppe variabili in gioco, infatti sono salite le due outsider. A noi, però, il patron ha voluto regalare lo stesso la Serie A2, comprando il titolo.

Quando inizierà il raduno e dove?

Il raduno si svolgerà a Rieti e inizierà intorno a Ferragosto.

Il ritorno in panchina di Alessandro Rossi, che a Rieti ha già allenato e fatto molto bene. Come valuta il coach e che rapporto ha personalmente con lui?

Ho giocato contro Alessandro Rossi qualche volta in A2. L'ultimo ricordo che ho è stato quando allenava Scafati e avevamo entrambi vinto lo Scudetto, lui proprio con Scafati e io a Verona. Ci scontrammo nella finale tra le vincenti del campionato e la sua era una squadra veramente agguerrita, mi ricordo che dal punto di vista fisico le sue squadre sono atletiche, tanta difesa e tanta transizione. Con coach Alessandro Rossi ci siamo trovati subito sulla stessa lunghezza d'onda.

Lo scorso anno era partito alla grande a Rieti, poi l'infortunio e il ritorno nella poule promozione. Ora come sta?

Sto benissimo fisicamente. Il ginocchio stava bene anche quando sono rientrato nell'ultima partita disputata. Avrei avuto bisogno di un mese per recuperare definitivamente. Avevo fatto solo 10 allenamenti con la squadra.

Spanghero, che tipo di stagione si aspetta per il prossimo anno, sua e della squadra?

Dovremmo giocare partita per partita, fare proclami non conta a nulla, dovremmo provarci contro tutti. Il coach che ha scelto la società è proprio il massimo a cui si poteva aspirare sotto il punto di vista della caparbietà.

Che rapporto ha con il presidente?

Il presidente è una persona molto ambiziosa che da tutto quello che può. Giustamente pretende altrettanto. Io ho imparato a conoscerlo e di questo ne sono contento. Sono finito a Rieti perchè mi hanno convinto il progetto e le ambizioni del presidente.

Come ha trovato il pubblico di Rieti, caloroso ed esigente?

Quest'anno il pubblico è stato presente da subito e in tutte le partite, per esempio nella serie contro Faenza è stato decisivo, altrimenti non avremmo recuperato con quella facililtà la sconfitta iniziale nella serie. Gara-2 è stata vinta in primis dai tifosi.

Come si trova a Rieti e che colpo di mercato si aspetta ancora?

A Rieti mi trovo molto bene, mi sono sempre trovato bene in queste città non troppo grandi (Trento era molto simile). Per quanto riguarda il mercato, finora tutto lo staff capeggiato dal presidente è stato molto bravo con gli acquisti di Nobile, Petrovic, Jazz Johnson e Sarto. Detto ciò, lascio fare questo "mestiere" a loro, con molta fiducia.