Atletica femminile: Anna Bongiorni un medico in pista

Pubblicato il autore: Fabio Faiola Segui


Foto: Colombo/Fidal.

Anna Bongiorni è l’atleta che nel 2020 ha fatto vedere le cose migliori sia nel periodo pre-covid19 che ora nel post-virus.
Con dei crono di tutto rispetto come 11.30 sui 100 metri e 23.31 sui 200, si proietta cosi all’inseguimento del record della Levorato che resiste dal 2001 (11.14).
Nell’intervista a noi rilasciata la giovane dottoressa si apre ad una conversazione molto sincera ove sottolinea anche il fatto che la sua mancanza di risultati prima, era dovuta ai molteplici infortuni che nell’ultimo biennio l’hanno perseguitata e che per fortuna sono alle spalle.

Prima di presentarvela ringraziamo vivamente il Corpo dell’Arma dei Carabinieri, che gentilmente ci ha autorizzato questa intervista, dove va sottolineato il ruolo fondamentale che i gruppi sportivi hanno, perchè sono la salvezza di molti atleti, i quali aderendovi  possono continuare a studiare pur svolgendo lo sport ai massimi livelli; e poichè attualmente la scuola italiana non è organizzata come i college americani su tale problematica, onore al Corpo dei Carabinieri per il loro impegno anche nello sport.

1: Cosa ha imparato dalla pandemia?
Anna: ho imparato a non dare per scontato le abitudini che abbiamo nel quotidiano come il poter uscire, stare con gli amici e la propria famiglia, e viaggiare.

2: essendo figlia d’arte (papa’ Giovanni e stato campione italiano sui 200 metri nel 1981 e medaglia di bronzo agli europei indoor di Goteborg nel 1984. Oltre a detenere il record italiano nella 4×400 vanta 35 presenze in nazionale) quanto ha influito il suo papà nella sua formazione sportiva?
Anna: sicuramente ha influito, nel senso che mi sono avvicinata all’atletica proprio perchè miei genitori sono stati atleti e adesso anche tecnici e quindi, anche quando praticavo altri sport come la ginnastica artistica e non facevo l’atletica, comunque frequentavo il campo scuola.
Aggiungo inoltre che essendo mio padre il mio allenatore insieme a Roberto Bonomi, la sua esperienza di ex atleta è stata molto importante per la mia crescita.

3: Mennea cosa rappresenta per lei?
Anna: un mito, una fonte di ispirazione. Un grande lavoratore che attraverso sacrifici immani ha ottenuto moltissimo.

4: In questo momento lei sembra essere l’atleta più veloce azzurra, e pare che la chiusura non l’abbia condizionata più di tanto, anzi è diventata più forte.
Ci svela i suoi segreti sul quanto ed il come si allena?
Anna: in realtà era da tempo che speravo di fare questi crono; ma purtroppo la scorsa stagione era stata condizionata da un problema alla schiena che mi tenne ferma per quasi due mesi e non sono riuscita a dimostrare nella gara individuale il mio reale valore che poi ho dimostrato nella staffetta 4×100 di Doha. Mi sono sempre allenata con costanza e questo alla fine paga sempre. I miei problemi sono stati gli infortuni, veramente numerosi , che purtroppo interrompono inevitabilmente il lavoro riportandomi spesso a ricominciare da capo. Evidentemente il periodo di chiusura mi ha preservato un pò dagli infortuni e per adesso sta andando bene! Spero tanto di migliorare ancora e che questa sia una stagione di preparazione alla prossima.

5: Cosa rappresenta per lei l’Arma dei Carabinieri, che grazie alla sua lungimiranza ha permesso e permette a molti atleti di non abbandonare gli studi e continuare a fare sport al più alto grado?
Anna: sono molto grata al mio gruppo sportivo per avermi permesso di fare l’atletica a questo livello. Senza di loro sarebbe stato impossibile fare il professionismo. Inoltre mi sono sempre stati vicino e di supporto nei momenti piu’ difficili aiutandomi a prendere le decisioni giuste quando pareva non uscissi piu’ dal tunnel degli infortuni nella stagione 2013-14.

6: Dopo 11.30 e 23.31 che sorprese ha per noi tifosi?
Anna: non lo so ancora e non ci voglio pensare troppo! Voglio correre bene e forte, il quanto ce lo diranno solo il tempo e le gare future. Come succitato sono 2/3 anni che aspetto di fare questi tempi, quindi adesso vorrei consolidarli e avere una certa costanza nelle prossime competizioni.

7: La 4×100 rosa dove vuole arrivare? E quali sono i suoi punti di forza e quelli da migliorare?
Anna: la 4×100 vuole fare bella figura alle prossime Olimpiadi. Sara’ difficile e per nulla banale ma abbiamo le possibilità di entrare in finale se stiamo tutte bene. A Doha venivamo tutte da un annata difficile e i cambi, seppur molto buoni, sono ancora perfezionabili; per cui l’obbiettivo è quello di migliorare ancora il nostro record italiano di 42.90.
8: La laurea in medicina è stata una grande soddisfazione, vuol dire che a fine carriera lascera’ lo sport?
Anna: non necessariamente. Fortunatamente il ramo della medicina offre una vasta gamma di specializzazioni e sotto specializzazioni e mi piacerebbe portare la mia esperienza sportiva anche nel lavoro di medico. Vedremo!

9: Tra la sua famiglia, il fare volontariato, lo studio e l’agonismo chi le ha dato di più in termini di umanità?
Anna: la mia famiglia ed il mio ragazzo Francesco. Mi spronano continuamente a migliorare e ad essere una versione migliore di me stessa e per questo saro’ per sempre loro grata.

10: Quali sogni ha Anna?
Anna: nel breve tempo sogno le Olimpiadi, ovviamente. Ho fatto manifestazioni internazionali di ogni tipo e quella a 5 cerchi mi manca del tutto, e spero proprio che ci possa essere una situazione di sicurezza di sanita” mondiale per cui sia possibile gareggiare a Tokyo 2021. Nel futuro spero di avere una famiglia numerosa e un lavoro che mi entusiasmi e mi dia soddisfazione.

11:  Riuscirà un giorno a battere la Levorato?
Anna: Manuela Levorato è un mito ed è ancora molto lontana, però uno sportivo non si deve mai porre dei limiti se c’è una cosa che ho imparato è mai dire mai.

12: Come impiega il suo tempo libero post-covid oltre a capire come guarire le persone?
Anna: Adesso inizierò a studiare per il test di specializzazione e per il resto leggo molto, anche in inglese.

13: Cosa pensa dello sport italiano in generale? Ha una fede calcistica?
Anna: Assolutamente no! Mi annoiano le partite di calcio, preferisco seguire la ginnastica, il nuoto, e ultimamente mi sto appassionando alla formula 1. Purtroppo nello sport italiano le discipline più olimpiche non hanno molto spazio e attirano meno i media rispetto al calcio e per questo non è facile fare il professionismo in Italia, con pochissimi sponsor e solo i gruppi sportivi a venirci in aiuto.

14 : E’ più facile arrivare agli 11 secondi sui 100 metri oppure da Pisa a  Marina di Pisa in 15 minuti di auto?
Anna: Assolutamente,  più facile in auto!

15: L’augurio che fa a se stessa e alle sue bravissime compagne della 4×100 sia dentro che fuori dalla pista?
Anna: L’augurio che faccio a tutte noi è quello di continuare a correre e divertirci!
Abbiamo creato una bella amicizia e spero tanto che possa rimanere così!
Avversarie al momento della gara ma unite nel momento della staffetta e fuori!

Notizia dell’ultima ora:  Anna vince il meeting di Trieste in 11.44 (+0,1) e ci regala un’altra gioia sportiva, e sicuramente oggi sara’ un’altra domenica di festa in casa Bongiorni dove lo sprint e’ pane quotidiano.

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