Fassone-Milan, dal “passiamo alle cose formali” all’addio senza ringraziamenti: lo strano anno dell’a.d. rossonero

Pubblicato il autore: Antonio Guarini Segui
BERGAMO, ITALY - MAY 13: AC Milan CEO Marco Fassone looks on before the Serie A match between Atalanta BC and AC Milan at Stadio Atleti Azzurri d'Italia on May 13, 2017 in Bergamo, Italy. (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)

(Photo by Emilio Andreoli/Getty Images © scelta da SuperNews)

Fassone, un anno vissuto pericolosamente. Il suo regno a Casa Milan è durato solo 464 giorni, doveva essere l’uomo di fiducia dei cinesi e invece è stato il primo licenziamento di Elliott. Marco Fassone non è più l’amministratore delegato del Milan, decisione presa questa mattina dal primo Cda rossonero dell’era americana. Era nell’aria, ma nei vari comunicati di Elliott non c’è stata una sola parola di ringraziamento per il manager. Solo un anno fa di questi tempi i tifosi milanisti lo definivano, insieme a Mirabelli, il miglior acquisto della stagione. Chiaramente le colpe per come si è conclusa l’effimera era cinese non sono tutte di Fassone. Anzi l’ormai ex ad rossonero si impegnato molto in questi ultimi giorni, sopratutto per il ricorso al TAS. In pratica si è trattato di un licenziamento per giusta causa. Tante le motivazioni, tra cui la gestione dei contratti societari. Compreso il suo che in pratica si era autorinnovato qualche settimana fa.

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Fassone è un manager capace, che spesso si è trovato ad essere chiamato in situazioni di passaggio. Era alla Juve quando si passò dalla presidenza Cobolli Gigli a quella Agnelli, così all’Inter con il passaggio tra Moratti a Thohir. Un uomo di passaggio più che di costruzione. D’altronde Fassone ha cambiato quattro club negli ultimi nove anni. Segno che quando il suo compito si è esaurito, viene messo da parte per puntare su altri personaggi. Fassone si è trovato a fare i conti con le troppe incertezze societarie della gestione cinese. Oggi il Milan ha voltato pagina, bruscamente. Vedremo se Fassone passerà alle cose formali. Da qualche altra parte.

Fassone via, quale destino per Mirabelli?

Dopo l’addio di Fassone all’interno del Milan c’è capire la situazione di Massimiliano Mirabelli. Il diesse rossonero era stato fortemente voluto con sé dall’ormai ex ad rossonero. Imminente il ritorno in rossonero di Leonardo. Il brasiliano dovrebbe ricoprire il ruolo di responsabile dell’area tecnica. I due potrebbero coesistere al Milan, anche perché Mirabelli è molto legato a Gattuso. Il tecnico rossonero gode, almeno a parole, della stima di Elliott e dovrebbe restare al suo posto. Almeno per la prossima stagione. L’impressione che la coppia Gattuso-Mirabelli si giochi tanto in questa stagione, forse tutto.

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E’ chiaro che se il Milan dovesse vivere una stagione deludente, allora i nomi di Conte e Giuntoli tornerebbero di moda. Scoppia dunque l’abbinamento Fassone-Mirabelli, che hanno rappresentato nel bene e nel male gli ultimi 15 mesi di Milan. Un periodo ricco di indiscrezioni, smentite e illusioni. Ora comincia l’era Elliott. Gli americani vogliono riportare in alto il Milan, facendo affidamento su un potenziale economico e di uomini di tutto rispetto. Qualcosa di simile al 13 aprile 2017, giorno dell’inizio del breve regno di Yonghong Li. Sembra passato un secolo, è poco più di un anno fa. Altro tempo in cui a rimetterci sono stati i tifosi del Milan. Il loro amore non si vende e non si compra. Né con soldi cinesi e né con quelli americani. Il loro si conquista con le vittorie. Sul campo verde.

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