LPM Mondovì, la presidente Fissolo: “Aiuti dalla FIPAV? Idonei per le piccole realtà. Decine di migliaia di euro gravano sulle casse della società”.

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui

Ph: Luciano Pecchenino

Alessandra Fissolo, presidente della squadra di pallavolo femminile Lpm Mondovì di Serie A2, è stata intervistata dalla redazione di SuperNews. Per il presidente, la FIPAV poteva attendere ancora un po’, prima di sancire la chiusura del campionato. La Fissolo sostiene che la Federazione abbia contribuito al miglioramento delle condizioni dei club di pallavolo, ma si tratta di aiuti limitati, soprattutto per le società di vertice. Infine, abbiamo chiesto di quale portata sia il danno economico subìto dalla Mondovì e in che modo è stata accolta la decisione di non promuovere e non far retrocedere nessuna squadra.

Quali sono le condizioni di salute delle ragazze e della società della Mondovì?
Per fortuna, non abbiamo riscontrato il coronavirus né nelle atlete né nella società. La situazione è tranquilla.

Siete d’accordo con la scelta dello stop del campionato, oppure si poteva attendere ancora un po’ prima di arrivare ad una soluzione definitiva?
Fino all’ultimo momento, siamo state tra le poche società che ha cercato di non interrompere il campionato. Eravamo disposti ad aspettare e riprendere a giocare anche a maggio, giugno o luglio, quando sarebbe stato possibile. Ovviamente, auspicavamo ad continuazione della stagione che non avrebbe fatto rischiare nulla né alle squadre né ai nostri tifosi, in totale sicurezza sanitaria. Due, tre mesi fa, avevamo pensato di poter riprendere qualora ci fossero state le condizioni giuste, senza correre alcun pericolo. Tuttavia, credo che non ci fossero alternative alla decisione della chiusura definitiva.

Cosa pensate della decisione di non promuovere e di non far retrocedere nessuna squadra?
Noi, come consorziato di Lega, avevamo proposto alla FIPAV di far salire in A1 le due squadre che avevano primeggiato in campionato e che si trovavano nei primi due posti in classifica al momento dell’interruzione della stagione. Tuttavia, la Federazione ha fatto scelte differenti, decidendo di congelare la situazione, senza stabilire né vincitori né vinti. Non mi sento, però, di criticare questa scelta, è tutto opinabile: come avevano diritto le due società di reclamare l’assegnazione di un titolo o della promozione, allo stesso modo è anche vero che la stagione non era ancora conclusa. Personalmente, io in Lega ho votato ci fossero queste due promozioni, però la Federazione ha deciso diversamente.

Qual è l’umore in casa Mondovì, dopo un’ottima stagione e degli obiettivi sfumati?
La Mondovì stava facendo un’ottima stagione, con una squadra molto giovane. C’era tanto entusiasmo, le ragazze stavano lavorando davvero bene. Ovviamente, è una stagione che lascia l’amaro in bocca. Non è un discorso che riguarda solamente noi, ma riguarda tutte le società. Così, ci stiamo preparando per ripartire con lo stesso spirito, per creare una squadra competitiva in uno scenario diverso dagli anni precedenti, imprevedibile, anche dal punto di vista economico. Noi stiamo cercando di allestire una squadra nuovamente all’altezza: il nostro allenatore Delmati è stato confermato per la prossima stagione, ci stiamo anche muovendo sul mercato, compatibilmente con le finanze disponibili.

A quanto ammontano le perdite economiche della società? Sono stati effettuati dei tagli sui compensi dei propri tesserati?
In una stagione lasciata a metà, il tema economico è importante. Noi siamo una società che si basa, oltre che sulle sponsorizzazioni, su eventi ed attività. Per noi, sono importanti eventi come il Torneo della Ceramica, un torneo di 64 squadre che arrivano da tutta Italia e dall’estero e che per alcuni giorni si fermano a Mondovì, così come il Master di Minivolley, il Summer Volley Academy, sette settimane di camping estivo, tutte iniziative che aiutano a sostenere le casse della società. Per quanto riguarda gli sponsor, siamo abbastanza fortunati, in quanto gli sponsor principali continuano a essere con noi. Tuttavia, ci sono anche tantissimi sponsor più piccoli che sono stati colpiti dalla crisi in maniera più forte. Quindi, si parla di un danno economico di decine di migliaia di euro. Adesso, ci stiamo impegnando nel chiudere nel migliore dei modi  tutti i contratti della stagione passata. E’ difficile garantire, adesso, il 100% di un compenso alle atlete: le partite non sono più state giocate, di conseguenza non c’è stata più neanche la vendita dei biglietti. Tutti dovremo fare un sacrificio. In questa situazione, qualsiasi mestiere è penalizzato. Le pallavoliste, rispetto ad atleti di altre discipline, sono meno tutelate, quindi tentiamo di fare il nostro meglio.

Quale tipo di futuro si prospetta per la Mondovì e per la pallavolo, in generale? Vi sentite supportati dalla Federazione e dalle istituzioni?
Pallavolisticamente parlando, Mondovì è un’isola felice:ha una storia sportiva importante, è una squadra seguitissima, anche dalle istituzioni, il palazzetto è sempre pieno, la gente è legatissima alle ragazze. Inoltre, abbiamo un settore giovanile molto ampio, in cui investiamo moltissimo, con allenatori qualificati ,e ciò fa sì che tantissime famiglie del nostro territorio abbiano le figlie che giocano nelle nostre squadre, contribuendo così ad un ulteriore attaccamento alla Mondovì. Una cosa che stiamo facendo in questo periodo sono degli allenamenti via connessione “Zoom”: due volte a settimana, tutte le nostre squadre giovanili, a partire dal mini-volley, fanno in call un’ora e mezzo di allenamento. Partecipano tutte con tanto entusiasmo, siamo felici di questo. Per ciò che riguarda, invece, la Federazione, credo abbia dato un contributo importante al mondo del volley, riducendo i costi di tesseramento, di iscrizione e riaffiliazione. Tuttavia, bisogna essere più concreti: per la Mondovì, si tratta di circa 600 euro in meno su investimenti di 50.000 euro, non c’è proporzione. Questi possono essere grandi aiuti per le piccole realtà, ma per le società di vertice, di Serie A e di Serie B, non sono contributi che possono risolvere grandi problemi. In ogni caso, io rimango fiduciosa: la FIPAV ha fatto un bel passo nei confronti delle società più piccole, ora aspettiamo un intervento per le società più strutturate.

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