Ortigia, il presidente onorario Marotta: “La finale di Eurocup? Un’amara illusione. La Federnuoto ha stanziato 4 milioni per aiutare le sue discipline”.

Pubblicato il autore: Francesca.Capone. Segui


Il presidente onorario della squadra di pallanuoto dell’Ortigia Giuseppe Marotta ha concesso alla redazione di SuperNews un’interessante intervista. I principali argomenti di discussione riguardano l’interruzione definitiva della stagione di pallanuoto e le sue conseguenze dal punto di vista psicologico ed economico. Inoltre, Marotta ci ha parlato anche della cancellazione della finale di Eurocup, alla quale l’Ortigia avrebbe partecipato.

In quali condizioni di salute si trovano gli atleti dell’Ortigia?
Le condizioni di salute, al momento, sono buone, anche perché fortunatamente, qui in Sicilia, il numero di contagi non è stato eccessivo come in altre regioni. I ragazzi sono tutti in buona salute. Abbiamo tre atleti che non sono in sede: due si trovano in Liguria e uno in Montenegro. La nazionale del Montenegro aveva fatto un collegiale, dal momento che avrebbe dovuto partecipare al torneo delle qualificazioni olimpiche di Rotterdam, ma, essendo poi stato annullato, il Montenegro ha fatto ritorno in sede, per cui il nostro atleta non è potuto tornare qui per via del divieto di rientro in Sicilia e l’obbligo di quarantena. Tempesti e Ferrero, invece, dopo aver atteso qualche settimana in Sicilia, sono rientrati poi in Liguria.

Per quando è prevista la ripresa degli allenamenti?
Crediamo che la squadra possa riprendersi ad allenarsi, ovviamente individualmente, a partire dalla metà della prossima settimana.

Come è stata accolta la decisione della FIN riguardante la chiusura dei campionati da parte dell’Ortigia?
La decisione era nell’aria. Il Consiglio Federale, di cui faccio parte, l’aveva già captata in anticipo, tant’è che abbiamo iniziato a comunicarla anche a tutti i presidente delle società di Serie A1, i quali avevano sollecitato questa scelta. La Federazione aveva intenzione di temporeggiare fino al 3 maggio, data limite per prendere una decisione definitiva. Per tutte queste ragioni, società e squadre un po’ si aspettavano di ricevere questa notizia, comunicata ufficialmente il 6 maggio. Sono anche state fatte delle ipotesi di ripresa del campionato, ma queste ipotesi venivano vanificate dagli eventi. Per quanto riguarda la Coppa, invece, tutti, me compreso, ci siamo illusi di poter disputare la finale di Eurocup, anche nel mese di luglio. Invece, abbiamo ricevuto la notizia della sua cancellazione da parte della LEN, e a malincuore l’abbiamo accettata.

Come si può trasformare un’amarezza di questo tipo in un input positivo per il futuro?
La nostra società quest’anno ha formato un organico di esperienza e di gioventù: nomi come Tempesti, Gallo, Giacoppo si trovano in squadra con atleti alle prime armi, anagraficamente anche più giovani. Ciò ha fatto in modo che i nuotatori più giovani venissero incitati e spronati dai più grandi: è quello che potuto notare in una videoconferenza che ho fatto con il team per comunicare lo stop del campionato. I più maturi e i più titolati incoraggiavano i più giovani, motivandoli a fare ancora meglio il prossimo anno.

Cosa pensate della scelta di non promuovere e non far retrocedere nessuna squadra?
So bene quanto questa scelta abbia provocato il disappunto di alcune società. Inizialmente, io sono stato uno dei promotori del campionato a 16 squadre. Si è deciso di non assegnare il titolo perché riprendendolo in seguito, il campionato sarebbe risultato falsato: qualcuno aveva già risolto dei contratti con i giocatori, gli stranieri che avevano fatto ritorno nei loro paesi d’origine non sarebbero potuti rientrare nè allenarsi in tempo utile. Quindi, si era già deciso di non assegnare il titolo di Campione d’Italia nè di far retrocedere. Tuttavia, si sperava di poter organizzare degli spareggi, anche nei mesi estivi, al fine di non vanificare gli sforzi delle squadre di serie inferiore che auspicavano ad una promozione in una serie maggiore. Ci si era illusi di poter realizzare questi spareggi, inizialmente. Al contrario, ci si è resi conto di non poter realizzare nulla di tutto questo, anche perché risultava giuridicamente impossibile scegliere chi promuovere. Così, si è deciso di annullare anche le promozioni dalle serie minori alle serie maggiori. Io sono il primo ad essere dispiaciuto per questa decisione, poiché anche l’Ortigia quest’anno ha fatto importanti investimenti per raggiungere grandi obiettivi, che sono stati vanificati.

A quanto ammontano le perdite economiche della società, dopo questa decisione?
Non so quantificare le perdite, al momento. Tutte le società hanno subìto un danno economico, anche se in misura differente, dal momento che alcune hanno la gestione dell’impianto, come noi, mentre altre affittano gli spazi acqua. I danni sono da considerarsi in termini di investimenti realizzati a inizio stagione e di scelte individuali: alcuni club hanno risolto i contratti con i giocatori, alcune società hanno ridotto i compensi per i propri atleti. L’Ortigia non ha fatto questa scelta, decidendo di mantenere il suo impegno con la propria squadra e il proprio staff. Al fine di attutire il colpo inferto dalla crisi,  la FIN ha stanziato 4 milioni di euro per aiutare le sue cinque discipline: nuoto, tuffi, nuoto sincronizzato, nuoto di fondo e pallanuoto. Qualcuno ha dichiarato di essere scontento della cifra messa a disposizione. Al contrario, io credo che sia stato uno sforzo notevole, realizzato da nessun’altra federazione. Inoltre, ci tengo a dire che il danno economico, ora non del tutto tangibile, lo sarà presto, dal momento che molte piscine sono chiuse e altre non riapriranno a causa delle misure restrittive riguardanti l’utilizzo degli impianti. Molte società non potranno riaprire, perché gli incassi non coprirebbero i costi di gestione delle strutture. Speriamo negli aiuti da parte del Governo. Infine, ciò che mi auguro è che questa pandemia abbia fatto emergere un mondo spesso ignorato, quello degli staff e dei collaboratori che lavorano dietro i grandi protagonisti, persone che non sono tutelate e che meritano garanzie previdenziali-assistenziali da parte dalle istituzioni.

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