Intervista esclusiva a Giancarlo De Sisti: "EURO 2024, l'Italia può arrivare in finale. Scamacca la rivelazione. Ecco per chi tifo tra Fiorentina e Roma..."

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Giancarlo De Sisti. L'ex grande calciatore di Roma e Fiorentina, soprannominato "Picchio", fu uno dei principali artefici dello Scudetto 1968/69 del club gigliato. Grandi soddisfazioni arrivarono anche con la maglia della Nazionale Italiana, con cui vinse il primo Europeo del 1968, oltre a essere stato uno dei principali protagonisti della "Partita del Secolo", la semifinale del Mondiale 1970 contro la Germania Ovest.

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Intervista esclusiva della nostra Redazione a Giancarlo De Sisti. L'ex grande simbolo del calcio italiano ha condiviso, in particolare, i propri pensieri sulle squadre che hanno contraddistinto la propria carriera di calciatore, la Fiorentina e la Roma. Anche con l'Italia ebbe grandi soddisfazioni, accarezzando anche il sogno del titolo di Campione del Mondo del 1970: prevalse la forza unica del Brasile di Mario Zagallo. Diversi i temi trattati, dagli Europei alla Serie A. Non sono mancate interessanti osservazioni sulla Nazionale di Luciano Spalletti, oltre che sulle sue ex squadre.

Giancarlo De Sisti, la Serie A è in dirittura d'arrivo ma vanno emessi gli ultimi verdetti, specie in "zona salvezza", mentre mancherà non molto per l'inizio di EURO 2024. Secondo Lei, dove riuscirà ad arrivare l'Italia in questa edizione?

Dopo la vittoria straordinaria degli ultimi Europei con Roberto Mancini, c'è stata un'altra involuzione molto rovinosa per la nostra Nazionale, con la mancata qualificazione ai Mondiali e una sfiducia collettiva tra tutti i tifosi italiani. Con Spalletti c'era l'obiettivo di ripartire di nuovo da zero e di riassestare la condizione mentale del gruppo, oltre che raggiungere la qualificazione per questi Europei. Direi che sul profilo motivazionale Luciano è uno dei migliori allenatori che ci sia, sa dare una carica fortissima a tutti, oltre che lavorare benissimo sull'autostima del singolo. A Napoli ha dato la dimostrazione pratica di quanto questa sua caratteristica principale sia stata determinante per lo Scudetto. Farà lo stesso con il gruppo degli Azzurri e spingerà tutti a guardare il più in alto possibile, a non porsi limiti, senza però illudersi o esaltarsi. Io sono fiducioso e una voce dentro di me dice che l'Italia arriverà a giocarsi la finale.

Quale calciatore ritiene che potrà essere la sorpresa dell'Italia? E quale, in assoluto, degli Europei?

Indubbiamente, la rivelazione per questa Italia potrà essere Gianluca Scamacca. E' in un momento di forma straordinaria e mi auguro che possa mantenerla anche nel corso di questo torneo. Arrivare a giocare una competizione del genere, dopo un campionato logorante come quello della Serie A, non è affatto facile ma credo che lui sia anche aiutato dai risultati che sta ottenendo l'Atalanta. Gasperini ha creduto in lui e lo sta facendo divertire insieme a tutta la squadra. Giocare bene e vincere aiuta soltanto a migliorarsi. Se c'è entusiasmo, anche lo stress per il carico di partite enorme riesce a essere sopperito al meglio. Spero che potrà essere davvero lui la grande sorpresa per l'Italia. E' un ragazzo che merita le migliori fortune e questo momento di grazia va sfruttato a pieno. Non credo si possa trattare di sorpresa, essendo uno che ha già vinto tantissimo, ma Kylian Mbappé è colui che può rivelarsi decisivo, ancora una volta.

Quale Nazionale ritiene che sia la favorita di questi Europei?

La Francia è la nazionale con più esperienza e qualità, considerando i risultati incredibili ottenuti negli ultimi anni. Però, c'è la Germania che sta mettendo in mostra diversi giovani interessanti, tra cui la rivelazione del Bayer Leverkusen, Florian Wirtz. Non bisogna sottovalutare anche l'aspetto motivazionale che potrà dare il pubblico, considerando che giocano questi Europei a casa propria. Anche l'Inghilterra resta tra quelle che possono dire la propria, con Jude Bellingham che è già un "pezzo da 90", nonostante la giovanissima età; la Spagna non è quella imbattibile di 15 anni fa ma resta ugualmente insidiosa. Non vedo una Nazionale che possa essere nettamente superiore sulle altre. Tra le favorite, però, inserisco anche l'Italia. Non lo affermo da tifoso ma credo che la nostra Nazionale non debba temere il confronto con nessun'altra.

Quale sarà, quindi, la finale di Euro 2024, per Giancarlo De Sisti?

Considerando i nomi delle Nazionali che ho citato e volendo ripercorrere i ricorsi storici di una classica del calcio mondiale, dico che sarà Italia-Germania. Spero che si possano ripetere le emozioni uniche che ho vissuto in prima persona in quella semifinale del Mondiale 1970 in Messico. Fu una partita incredibile, così come quella del 2006 ma a casa loro. Chissà che la storia possa ripetersi, in nostro favore, proprio quest'anno.

Giancarlo De Sisti ha vissuto per 9 stagioni con la maglia della Fiorentina, oltre che essere stato uno degli artefici indiscussi dello Scudetto dei Viola 1968/69. Come reputa la stagione della Fiorentina di questa stagione, tra Serie A e Conference League? Inoltre, ritiene che Vincenzo Italiano merita di essere confermato o cambierebbe allenatore?

E' stata un'annata più che buona per la Fiorentina, considerando che ha lottato su tre fronti in maniera assidua e prolifica: una finale di Conference League tutta da giocare, fino alla semifinale di Coppa Italia e un buon piazzamento in campionato. Sono state giocate partite in un calendario fittissimo; ciò nonostante, la squadra ha saputo regalare prestazioni superlative e ha messo in difficoltà tutte le big. L'aspetto più importante è che la squadra ha giocato sempre a viso aperto con tutte, cercando la via del gol il più possibile; si vede dalla quantità delle reti realizzate ai livelli di Bologna e Juventus, due formazioni che occupano le parti migliori della classifica. Non sono mancati i cali di concentrazione che hanno portato ad alcune prestazioni poco felici ma c'era da aspettarselo. Italiano ha saputo regalare a questa squadra tanto coraggio, oltre che cercare di giocare un calcio sempre offensivo. E' al terzo anno e ha l'opportunità di regalare a Firenze una grande soddisfazione europea che questa città, senza dubbio, merita. Quindi, lo confermerei e spero resti il più possibile.

Finale di UEFA Conference League Fiorentina-Olympiacos. I viola sono i favoriti per la vittoria finale? Quanto teme il club greco, dopo aver eliminato nelle semifinali l’Aston Villa?

La Fiorentina ha la grande occasione di portare un trofeo a casa propria, dopo tantissimo tempo. Sarebbe il giusto regalo alla città di Firenze che ha regalato emozioni uniche anche a me. La tifoseria sta aspettando questo momento per rifarsi di tante sofferenze e di varie occasioni mancate, dopo tutto l'attaccamento che c'è sempre stato attorno alla squadra e ai colori di questo club. Non ho seguito tantissimo l'Olympiacos ma dai vari highlights mi ha impressionato la bravura del loro attaccante, il marocchino Ayoub El Kaabi. Ha eliminato una delle migliori squadre inglesi, come l'Aston Villa, questo significa che la squadra greca ha un gruppo di qualità. La Fiorentina, però, deve riscattare la finale dello scorso anno e deve giocare soltanto per vincere, senza timori reverenziali. Quindi, con tutto il cuore, spero di vedere la Conference League alzata al cielo da tante maglie Viola.

Oltre che della Fiorentina, Giancarlo De Sisti è stato anche un simbolo della Roma, tra la prima metà degli Anni ’60 e la seconda metà degli Anni ’70. La Roma ha perso le gare più importanti della stagione: gli scontri diretti contro Atalanta e Bologna, oltre che la semifinale di Europa League contro il Bayer Leverkusen. È una squadra che, ugualmente, meriterebbe la Champions League?

Ritengo che la Roma, malgrado questi ultimi risultati, sia una squadra da Champions League. E' vero che i risultati dicono che ha dimostrato dei limiti caratteriali contro quelle squadre che la precedono in classifica, come Atalanta e Bologna, ma resta una squadra di buon livello che merita di giocare nella miglior competizione europea. C'è da essere onesti nel riconoscere anche i meriti degli avversari, a cominciare dall'Inter che è stata spaziale, fino sia alla squadra di Gasperini che di Thiago Motta, le vere rivelazioni del calcio italiano. Daniele De Rossi, che stimo molto, ha avuto il merito di risollevare una squadra con un morale a pezzi, facendo rinascere i giocatori di maggiore qualità, a cominciare da Paulo Dybala che, quando è in forma, può risolvere le partite con una giocata delle sue; la rosa è di buon livello e credo che, iniziando un percorso daccapo con l'attuale allenatore, si possano ottenere risultati nettamente migliori in vista della prossima stagione.

Infine, il cuore di Giancarlo De Sisti è dalla parte della Fiorentina o della Roma?

Il mio cuore è per metà della Fiorentina e per metà della Roma, semplicemente così. Sono romano e romanista dalla nascita e da piccolo collezionavo le figurine di tutti i calciatori della prima squadra della Roma, perché sognavo di diventare uno di loro. Fui bravo e fortunato a trovare l'occasione di inserirmi in prima squadra ma poi, all'età di 22 anni, la Fiorentina fece un'offerta importante alla Roma che non potette rifiutare. Fui subito accolto a Firenze con estrema fiducia, prima grazie a Giuseppe Chiappella e poi a Bruno Pesaola, gli uomini che mi hanno concesso l'opportunità di diventare un riferimento della squadra per tanti anni, affidandomi uno dei ruoli più delicati nell'assetto tattico, con l'aggiunta della fascia di capitano. Grazie alla Fiorentina ho vissuto emozioni incredibili anche in Nazionale, vincendo un Europeo e arrivando a un passo dalla Coppa Rimet del 1970. Poi, sono ritornato a Roma dove ho chiuso con altre soddisfazioni, grazie alla presenza di Nils Liedholm. Per cui, quando so che si sfidano Fiorentina e Roma, il mio tifo è sempre per il pareggio.