Esclusiva SN, Alessandro Pittin: “Pyeongchang 2018 è l’Olimpiade della mia maturità, sarò l’outsider”

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Alessandro Pittin
Dall’impresa alla delusione, ma con lo sguardo rivolto in avanti e la voglia incrollabile di migliorare costantemente: gli ultimi mesi sono stati una parabola di sensazioni contrastanti per Alessandro Pittin, uno dei talenti più in vista della combinata nordica (la disciplina che combina sci di fondo e salto con gli sci) che il grande pubblico ricorda per il bronzo olimpico individuale sul trampolino normale a Vancouver 2010, primo italiano a centrare un successo a cinque cerchi in questa disciplina.
Momenti contrastanti dicevamo: reduce dal secondo posto per mezzo di una rimonta da campione nell’ultima prova di Coppa del Mondo del 2017, precisamente nella Gundersen di Ramsau, con un podio che non arrivava da 21 mesi, Pittin ha subito lo scorso weekend la doccia gelata del flop nel trampolino lungo nella tappa in Val di Fiemme, che gli ha impedito la qualificazione nella top 50 e la partecipazione alle successive due Gundersen.
Uno stop che conferma il fatto che il 27enne carnico, pur essendo un fuoriclasse nel fondo, riscontra ancora difficoltà nel salto, su cui ci sono alcuni dettagli da limare. Tuttavia Alessandro Pittin resta comunque una delle punte di diamante della nostra spedizione azzurra a Pyeongchang 2018 e in generale della combinata nordica tricolore: in passato l’atleta delle Fiamme Gialle era entrato nella top ten della Coppa del Mondo 2012 issandosi sino al settimo posto, ha collezionato 16 podi divisi tra i 13 a livello individuale e 3 a squadre ed ottenuto l’argento nel trampolino normale ai Mondiali di Falun nel 2015; inoltre è pluri campione italiano, vantando anche quattro titoli assoluti consecutivi di cui l’ultimo conquistato nel 2017.
Ora Alessandro punta al prossimo ed immediato obiettivo, ovvero la tappa di CdM di Chaux-Neuve, per la quale è stato convocato dal tecnico Paolo Bernardi assieme a Raffaele Buzzi, Armin Bauer ed Aaron Kostner: per la cronaca la località francese, nel 2012, valse al friulano un primato di tre vittorie nell’individuale, primo italiano a vincere nella Coppa di combinata nordica, capace inoltre di piazzare il triplete da record che mancava in CdM dal 2002.
Con Alessandro Pittin abbiamo parlato del lavoro necessario per migliorare i suoi punti deboli, degli avversari da tenere d’occhio e delle prospettive in vista dei Giochi Invernali che si terranno tra qualche settimana.

Ciao Alessandro, partiamo dall’ultima gara in Val di Fiemme: il trampolino lungo si conferma come una prova ostica per gli italiani, eppure tu avevi dichiarato dopo la prova di Ramsau dello scorso dicembre che ti trovavi più a tuo agio sul lungo rispetto al corto. Cosa non ha funzionato in Val Di Fiemme?

Fino a questo momento i migliori salti in gara lì ho ottenuti su un trampolino grande e quindi confermo le buone sensazioni che dall’inizio dell’inverno ho avuto sui trampolini grandi. Il discorso è cambiato proprio qui in Val di Fiemme: ho avuto problemi fin da subito, già dall’allenamento ufficiale, nel trovare il giusto feeling con il trampolino. Le difficoltà erano nella fase di rincorsa, sulla pista di lancio. Il mio problema maggiore rimane la centralità nella posizione di lancio e purtroppo sul trampolino di Predazzo ho avuto ancora più difficoltà perché i binari dove scorrono gli sci erano molto sconnessi e non mi hanno permesso di trovare l’equilibrio giusto per poter performare al meglio.

In Val di Fiemme ho avuto problemi fin da subito, già dall’allenamento ufficiale, nel trovare il giusto feeling con il trampolino

Siamo in prossimità delle altre tappe di Coppa del Mondo, a partire dalla Individuale Gundersen con il trampolino lungo (HS 118, minore rispetto alla Val di Fiemme) a Chaux-Neuve, in Francia. Come ti preparerai per affrontare al meglio le prossime prove? Continuerai a lavorare sul salto e sullo stacco?

Subito dopo il weekend disastroso della Val di Fiemme ci siamo messi a lavorare sul salto per ritrovare il giusto equilibrio e le sensazioni buone per poter arrivare in Francia pronti a gareggiare. Stiamo anche cercando di ritrovare la giusta condizione fisica nel fondo, dove nell’ultimo periodo ho accusato un leggero affaticamento.

A proposito di trampolini, posto che nel fondo sei ineccepibile, quali sono le tue sensazioni riguardo alla prova olimpica per quanto riguarda il salto? Ti sei già proiettato mentalmente sul trampolino di Alpensia?

Al momento non sto ancora pensando alle Olimpiadi, continuo a concentrarmi sul presente e sulle prossime tappe di Coppa del Mondo: per me è molto importante riuscire a trovare un po’ di continuità prima di partire per la Corea.

Alessandro Pittin

Per me è molto importante riuscire a trovare un po’ di continuità prima di partire per la Corea


Quanto possono essere pericolosi i norvegesi, a partire da Jarl Magnus Riiber (nonché presenti con tre atleti nei primi cinque posti nella classifica di CdM), e i tedeschi, piazzatisi in altre tre posizioni della topten e protagonisti dell’ultima Team Sprint in Val di Fiemme, nelle prossime gare di CdM e olimpiche? C’è un avversario che temi di più o che consideri il più competitivo?

La Norvegia è partita molto forte quest’anno e ci sono almeno 3 o 4 atleti che possono ambire sempre al podio. Discorso analogo per la squadra tedesca che, anche se meno competitiva della scorsa stagione, sta salendo di condizione tappa dopo tappa e penso che il loro programma sia volto ad arrivare al top proprio alle Olimpiadi. Oltre alle due super potenze, poi, non va dimenticato Akito Watabe, sempre piazzato lì davanti con i migliori. Non sono da sottovalutare nemmeno i due finlandesi Herola e Hirvonen e l’austriaco Klapfer.

Come gestisci la pressione in vista di Pyeongchang? Il presidente del CONI ti ha indicato come uno degli atleti da medaglia, oltre a far parte di una spedizione azzurra che mai come negli ultimi tempi parte con ottimi favori del pronostico in più discipline…

Penso che questa quarta Olimpiade possa essere quella della maturità e perciò so di arrivarci da completo outsider. Le ultime due stagioni sono state molto difficili per me e sono dovuto ripartire praticamente da zero. Ora sento di aver raggiunto nuovamente un buon livello ma rispetto ai miei avversari manco ancora di continuità e quindi mi approccio a queste prossime Olimpiadi con meno pressione.

Infine, una domanda che abbiamo rivolto anche a Dorothea Wierer: le Olimpiadi in Sud Corea sono, loro malgrado, anche una questione politica. Le notizie riguardanti le tensioni con il Nord e che avrebbero potuto influenzare negativamente i Giochi hanno minato nei mesi scorsi la tua “serenità” di atleta?

Assolutamente no. Sono completamente estraneo a questa “faccia” delle Olimpiadi in Corea del Sud come penso la maggior parte degli atleti. Noi ci alleniamo e ci prepariamo tutto l’anno per andare lì e provare a vincere una medaglia, delle questioni politiche se ne occupano altre persone.

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