Intervista esclusiva a Reginaldo: "Per il Napoli non avrei scelto Allegri. Palestra 50 milioni? Se fosse Dumfries..."

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Reginaldo Ferreira da Silva. L'ex calciatore, di nazionalità brasiliana, ha vissuto diverse esperienze nel suo trascorso in Italia. Dopo i primi passi con il Campo Grande di Rio De Janeiro, fu acquistato dal Treviso con cui ottenne la prima Serie A della carriera, per poi approdare alla Fiorentina, quindi al Parma. Vari campionati anche nella terza serie professionistica, fino all'ultima stagione nel Real Casalnuovo in Serie D.

Reginaldo
Credits: Barrington Coombs/PA Images/Alamy

Intervista esclusiva della nostra Redazione a Reginaldo. L'ex calciatore ha espresso il proprio parere su vari temi che riguardano il calcio italiano, in particolare a riguardo della stagione appena conclusa di alcune sue ex, tra cui la Fiorentina e il Parma. Non sono mancate osservazioni interessanti anche su altri club della Serie A, tra cui Juventus, Milan e Napoli, oltre che sull'esito dei Playoff di Serie B che ha decretato la nuova promozione del Monza.

Reginaldo, grazie per aver accettato l'invito della nostra Redazione.

La Serie A 2025/26 si è conclusa da pochissimo. Guardando la classifica finale, da quali squadre sei rimasto piacevolmente sorpreso e quali, invece, ti hanno deluso?

Tra quelle che mi hanno deluso, direi il Milan. Senza dubbi. Dopo tutto quello che si è detto su questa squadra, era un dovere conquistare la qualificazione in Champions League. Arrivare a perdere l'ultima partita con il Cagliari in quel modo, e faccio i complimenti a Pisacane per come l'ha preparata, è stata una delusione tremenda, perché il destino dipendeva soltanto dal Milan. Hanno sprecato clamorosamente la chance. È stata buttata via una stagione intera, si può dire.

Per quanto riguarda le belle sorprese, non sono rimasto stupito più di tanto dal Como e dalla Roma, perché hanno dimostrato di giocare un bel calcio per tutta la durata del campionato. Il Como, in particolare, ha mostrato un grande carattere, ma il merito è principalmente di Fàbregas, poi sono stati bravi tutti i suoi ragazzi a mettere in pratica le sue idee in campo; non hanno guardato in faccia nessuno, le hanno giocate tutte a viso aperto e questa è stata l'arma vincente di questa squadra. La Roma di Gasperini, dopo che Ranieri è andato via, ha cambiato totalmente marcia e le ha vinte quasi tutte. Sapevo che sarebbero arrivate così in alto, quindi non sono state delle vere sorprese. Bisogna soltanto fare i complimenti per quello che hanno fatto.

Come ti immagini il prossimo Napoli con Massimiliano Allegri in panchina?

Per come è andata anche la stagione del Milan, non avrei preso Allegri. Personalmente, avrei provato a dare un'altra identità alla squadra e mi sarebbe piaciuto vedere all'opera Vincenzo Italiano. Detto questo, se Allegri riuscirà a fare gli acquisti che sta chiedendo, tra cui Rabiot, il Napoli potrà fare bene anche per la prossima stagione, ma tutto dipenderà da come lui vorrà far giocare i suoi. Secondo me, vedendo quello che ha fatto al Milan, Allegri ha un po' rovinato Leão; non dico che Leão non abbia le sue colpe per come ha giocato, ma il modo in cui è stato impiegato in campo non lo ha aiutato a esprimersi al meglio; temo che possa succedere la stessa cosa con altri giocatori forti del Napoli, con il rischio di tenere qualcuno d'importante fuori se dovesse insistere con il suo 3-5-2.

Hai citato Rafael Leão. Ritieni che il proprio ciclo al Milan sia destinato presto a concludersi?

Reputo Leão un giocatore fortissimo, ma nell'ultima stagione è stato piuttosto deludente. Vero è che in campo c'ha messo anche del suo, ma è stato penalizzato dalla gestione che Allegri ha avuto nei suoi riguardi. Lui ha dimostrato che quando è in condizione fa la differenza, ma al Milan ci sono stati troppi alti e bassi. Secondo me, sarebbe meglio che lui possa andare in un'altra squadra a esprimersi come ha dimostrato di saper fare.

Tra le squadre con il nuovo allenatore, c'è anche la Fiorentina. Si attende l'arrivo di Fabio Grosso. Questo profilo ti convince?

Grosso sta facendo molto bene, da anni. Ha dimostrato il suo valore in Serie B e ha fatto una bellissima stagione con il Sassuolo. È cresciuto molto ed è una persona che sa farsi rispettare, ma bisognerà vedere se i giocatori della Fiorentina saranno pronti a seguire le sue idee. A dire il vero, avrei dato un'altra opportunità a Vanoli, perché la Fiorentina ha finito il campionato alla grande, nonostante le diverse assenze di Kean e Gudmundsson e gli altri problemi che sono sorti durante la prima parte del campionato. Però, auguro a Grosso di poter fare davvero bene, perché il popolo fiorentino merita belle soddisfazioni. Non si può immaginare una Fiorentina che lotti per la salvezza.

Al primo anno in Serie A, Carlos Cuesta ha ottenuto un tredicesimo posto con 45 punti. Cosa ti è piaciuto, particolarmente, del suo Parma?

La mentalità che è riuscito a creare nell'ambiente. Tutti erano curiosi di vedere le capacità di questo allenatore giovanissimo e lui si è presentato senza paura dal primo giorno; infatti, questo atteggiamento si è visto anche in campo, con la squadra che ha giocato tutte le partite senza tanti timori reverenziali, nonostante la rosa fosse composta da tanti ragazzi giovani. Sono particolarmente contento per Del Prato, perché con lui ho giocato a Reggio Calabria ed era già forte all'epoca; vederlo al Parma e prendersi anche la fascia di capitano, dopo tanta gavetta, è semplicemente fantastico.

Ripetersi l'anno prossimo sarà difficile, ma Cuesta ha dimostrato di avere le idee chiare e di saperci fare. Si porta dietro un anno di esperienza molto importante. Se la società riuscisse a inserire soltanto due o tre giocatori di esperienza per gestire i momenti difficili delle partite, il Parma potrebbe regalarsi soddisfazioni ancora maggiori.

L'Atalanta sarebbe pronta a ripartire da Maurizio Sarri. Condividi questa scelta?

Credo che Sarri possa fare benissimo con le caratteristiche dei giocatori che ha l'Atalanta, ma avrei confermato Palladino, perché mi piace tantissimo come allenatore e sta dimostrando da diverso tempo di essere molto in gamba. Una possibilità gliel'avrei concessa, perché con il suo arrivo la squadra ha cambiato completamente passo, dando prova di seguire il suo allenatore. Però, con l'esperienza che ha Sarri, credo che l'Atalanta possa proiettarsi per tornare di nuovo a giocare in Europa.

Tra i vari rumors di mercato, ci sarebbe un'offerta dell'Inter per Marco Palestra, ma l'Atalanta, proprietaria del cartellino, chiede 50 milioni di euro. Cosa ne pensi?

Penso che cifre simili stiano rovinando il calcio, già da un bel po'. Si tratta di un terzino ancora molto giovane, ha dimostrato di valere e ha margini di miglioramento, non lo dubito, ma è un giocatore che ha fatto bene soltanto per una stagione. Quando era all'Atalanta, nonostante Gasperini si fosse accorto del suo valore, non ha quasi mai giocato, considerando che c'erano Zappacosta e Toloi che ricoprivano il suo stesso ruolo. Non nego che ha fatto una bella stagione al Cagliari, ma ha giocato in una squadra con l'obiettivo della salvezza. Valutarlo 50 milioni, per me, è davvero troppo; se fossero stati spesi per prendere Dumfries, uno che sta dimostrando da anni la sua forza a certi livelli e può farlo ancora per un bel po', potrei comprenderlo, ma non spenderei tutti quei soldi per Palestra.

Consiglieresti a Federico Chiesa di lasciare il Liverpool per giocare nel Como di Fàbregas?

Sì, assolutamente. Al Liverpool non è andata benissimo, ma Chiesa è ancora giovane, sta bene fisicamente e può giocare ad alti livelli ancora per molto. Il Como ha una squadra solida, un allenatore con le idee molto chiare e sa come tirare fuori il meglio da tutti. Per le caratteristiche che possiede, credo che Chiesa si adatterebbe molto bene al gioco che propone Fàbregas. Sarebbe una grandissima occasione per lui di mettersi in gioco e di puntare anche di nuovo alla Nazionale.

È stata più forte la paura che il Catanzaro potesse rovinare la festa o la gioia al fischio finale che ha sancito il ritorno del Monza in Serie A?

Dopo aver visto la partita del Catanzaro contro il Palermo, ero convinto che il Monza riuscisse a vincere i Playoff. Sono molto contento per il mister, Paolo Bianco, perché ho giocato insieme quando ero al Treviso e si comportava in campo come se fosse già un allenatore. Era un ottimo difensore e dava consigli a tutti, anche a me, molto attento alla cura dei dettagli e con una voglia di migliorarsi sempre di più. Ha fatto tanta gavetta anche da allenatore e con il Monza si è tolto questa grandissima soddisfazione. Sono convinto che possa fare bene con il Monza anche in Serie A, merita di fare questo salto di qualità. Spero soltanto che la società voglia confermarlo.