Giro d’Italia 2017 Tappa 1: colpo di scena, niente volata e un vincitore (nonché maglia rosa) che nessuno si aspettava

Pubblicato il autore: Luca Santoro

Giro d'Italia Tappa 1

Giro d’Italia 2017 Tappa 1: l’Austria si aggiudica la prima maglia rosa. E’ partita ufficialmente da Alghero la centesima edizione del Giro d’Italia con la tappa di Alghero-Olbia, frazione di 206 km e tre GPM di quarta categoria, caratterizzata dalle insidie del vento e da continui saliscendi ed asperità come il dente finale di San Pantaleo: caratteristiche che mettono a dura prova le aspirazioni dei velocisti. Tappa insomma tutt’altro che tranquilla e facile per l’esordio di un grande giro.
Dopo cinque ore condotte in maniera abbastanza rilassata dai corridori un finale che da una parte rispetta la fama di imprevedibilità del Giro d’Italia ma d’altra ci riserva un colpo di scena che forse nessuno si aspettava: con una azione da finisseur Lukas Pöstlberger, corridore austriaco classe 1992 della Bora Hansgrohe, si stacca nell’ultimo chilometro dal gruppo i cui treni si stavano organizzando per la volata che non c’è stata. Dietro di lui si piazzano due velocisti come Caleb Ewan ed André Greipel, uno dei favoriti (assieme a Fernando Gaviria) per la vittoria della Tappa 1. Da segnalare inoltre, rimanendo all’interno della volata scatenatasi dietro Pöstlberger, l’ottimo quarto posto di Giacomo Nizzolo, in buono stato di forma dopo i guai fisici dovuti alla tendinite patita nei scorsi mesi. Quinto Sacha Modolo e sesto Kristian Sbaragli.
Il giovane vincitore inaspettato è anche l’imprevedibile prima maglia rosa (e primo austriaco) del Giro d’Italia 2017 nonché maglia ciclamino e bianca, mentre la Bora si aggiudica anche la maglia azzurra con Cesare Benedetti. Se questo è l’antipasto della corsa rosa, forse potremmo assitere quest’anno ad una edizione in cui nulla sarà scontato.

Giro d’Italia 2017 Tappa 1: la cronaca della gara

Pronti, via e nelle prime fasi della corsa, al secondo chilometro, partono subito gli scatti che fanno sì che si crei un primo gruppo di fuggitivi composto da Daniel Teklehaimanot (Dimension Data), Mirco Maestri (Bardiani – CSF, nonostante la tegola doping la squadra ha voglia di reagire), Marcin Bialoblocki (CCC Sprandi Polkowice), Pavel Brutt (Gazprom – Rusvelo), Eugert Zhupa (Wilier – Selle Italia) e Cesare Benedetti (Bora – Hansgrohe): quest’ultimo si si aggiudica la salita del GPM di Multeddu e conquista così la prima azzurra. Nel frattempo, nei primi chilometri il vantaggio degli attaccanti inizia a salire sui 6 minuti.

Calma apparente nel gruppo, guidato dalla Orica Scott, Lotto Soudal e dalla Quick Step Floors, mentre Teklehaimanot prova l’allungo per agguantare i punti in palio per il secondo Gran Premio della giornata per i scalatori. Il campione nazionale eritreo ci prova ma allo sprint viene beffato da Cesare Benedetti che così blinda la sua maglia azzurra.
Quando mancano 100 km il vantaggio dei fuggitivi (da cui si stacca Maestri) si attesta intorno ai 4 minuti, ma il previsto vento contrario crea non pochi problemi alla carovana dei ciclisti: ciò fa in modo che le medie della corsa si attestino su livelli molto bassi (all’incirca 40 km/h).
L’inedita coppia Teklehaimanot e Zhupa lotta per il traguardo volante di Santa Teresa di Gallura (la spunta l’albanese) ed è una delle poche fiammate di una tappa che in queste prime fasi si svolge in maniera tranquilla, con la situazione degli attaccanti controllata a distanza dal gruppo.
Quando mancano poco più di 30 km alla fine l’andatura del gruppo inizia a farsi più perentoria: è il momento del traguardo volante di di Cannigione, vinto da Teklehaimanot che mette in fila Brutt e Zhupa.
Lo strappo di San Pantaleo (3 km, con pendenza del 5% in media e punte del 9%) presenta vento a favore: si stacca il corridore della CCC Bialoblocki mentre il vantaggio dei fuggitivi si assottiglia intorno al minuto. Cesare Benedetti conquista l’ultimo GPM di giornata centrando il triplete della montagna e confermano ulteriormente la proprietà della prima maglia azzurra del Giro d’Italia 2017.
Nel gruppo si accende la battaglia: il traguardo finale allo sprint è vicino quando mancano 20 km, ma i fuggitivi rimasti tengono duro dopo aver gestito la tappa in testa per ben 201 km; ai meno 3 vengono ripresi ma c’è un colpo di scena finale: una curva mal impostata determina una caduta nel gruppo che però non coinvolge gli uomini più in vista per la classifica generale.
Ma non è finita qui: un corridore della Bora Hansgrohe infila un colpo a sorpresa e quando manca un solo chilometro attacca e mantiene a distanza il gruppo. Si tratta infatti dell’austriaco Lukas Pöstlberger che taglia il traguardo ad Olbia da vincitore inatteso, outsider che più di così non si poteva. La sua squadra fa da asso pigliatutto e si aggiudica così maglia rosa, azzurra, ciclamino e bianca.

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