Intervista esclusiva a Bruno Cirillo: "Inter, Chivu ha meritato il rinnovo. Palestra al Chelsea è una perdita per il calcio italiano. Amorim un rischio per il Milan. Reggina, Lotito può essere la svolta”
Intervista esclusiva all'ex difensore Bruno Cirillo. Dagli obiettivi futuri dell'Inter di Chivu all'interesse dei nerazzurri per Nico Paz, passando per la scelta di Amorim e il futuro di Leao in casa Milan alla permanenza di Di Francesco al Lecce. Ecco le dichiarazioni rilasciate dall'ex calciatore.

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Bruno Cirillo. Tanti i temi toccati dall'ex calciatore di Inter, Reggina, Siena e Lecce, con un passato anche nella massima divisione greca, attualmente impegnato nell'attività di scouting di giovani promesse. Dal rinnovo di Chivu in casa Inter all’avvicendamento tra Conte e Allegri sulla panchina del Napoli, passando per la nomina di Malagò come nuovo presidente della FIGC e l’interesse di Claudio Lotito per la Reggina. Ecco le dichiarazioni rilasciate dall'ex difensore.
Chivu ha chiuso la sua prima stagione all’Inter con Scudetto e Coppa Italia, guadagnandosi il rinnovo fino al 2028: ti aspettavi un impatto così vincente? È l’uomo giusto per guidare il futuro dei nerazzurri?
“La società ha avuto ragione a dargli fiducia. Chivu è stato un grande giocatore dell’Inter e anche come tecnico si è formato all’interno del settore giovanile dei nerazzurri. Conosce benissimo l’ambiente e questo gli ha facilitato il compito e permesso di far bene da subito. Aveva già dimostrato buone cose a Parma e al suo primo anno in un grande club ha portato a casa due trofei. Al di là di qualsiasi discorso tattico, è stato bravissimo anche nella gestione della rosa e del gruppo, traendo il meglio da tutti. Questo è un aspetto fondamentale. Bisogna fare un plauso a Chivu e all’Inter per aver puntato su di lui. Giusto che continui la sua avventura in nerazzurro”.
Che Inter ti aspetti nella prossima stagione e dove può ancora migliorare?
“Anche nella prossima stagione l’Inter sarà protagonista e lotterà su tutti i fronti. Il gruppo è forte e collaudato. Ovviamente c’è sempre da migliorare qualcosa, questo vale per tutte le squadre. Chivu saprà toccare le corde giuste per correggere gli errori commessi lo scorso anno”.
In casa Inter sembra sfumato l’arrivo di Palestra, che ha preferito il Chelsea ai nerazzurri: il calcio italiano perde l’ennesimo giovane talento? E cosa ne pensi dell’interesse dei nerazzurri per Nico Paz?
“Che il calcio italiano perda giovani talenti non è una novità. Il Chelsea rispetto all’Inter ha una potenza economica diversa e riesce a garantire al giocatore uno stipendio molto più alto. Parliamo di cifre molto elevate e per un club di Serie A diventa complicato accaparrarsi certi profili. Dispiace per il nostro calcio e per il nostro campionato. Però per Palestra andare in una società così blasonata a livello europeo rappresenta sicuramente uno step importante per la sua carriera. Nico Paz penso che al momento sia uno dei giovani più interessanti sul palcoscenico internazionale. Ha dimostrato grandi doti, è normale che l’Inter sia interessata a giocatori di questo tipo. Trattare con il Real Madrid non sarà facile, ma stiamo parlando di un giocatore di grande prospettiva e sicuro affidamento”.
Al Napoli si è chiusa l’era Conte ed è iniziata quella di Allegri: cosa pensi di questo cambio in panchina?
“Dopo Conte il Napoli prende un altro grandissimo allenatore, che ha un curriculum di tutto rispetto. Max Allegri, nonostante le critiche che talvolta lo accompagnano, conosce benissimo il nostro campionato e ha sempre allenato grandi squadre, ottenendo buoni risultati. Quello di Conte è stato un percorso importante, ora c’è sicuramente curiosità attorno al nuovo progetto del Napoli e agli obiettivi della società. Allegri è un maestro nella gestione del gruppo. Oggi anche chi non gioca vuole sentirsi importante. Questo è determinante per il mantenimento degli equilibri e per il raggiungimento degli obiettivi stagionali”.
Il Milan riparte da Amorim dopo una stagione deludente: è la scelta giusta per rilanciare i rossoneri?
“Puntare su Amorim rappresenta un pericolo. Io sono del parere che è sempre preferibile puntare su profili che conoscono il nostro campionato. Amorim ha vinto in Portogallo, ma in Premier League, in un grande club come il Manchester United, ha deluso sicuramente le aspettative. Si tratta comunque di un allenatore giovane che può migliorare, in linea magari con i nuovi progetti della società. In ogni caso, mi auguro che dopo le delusioni delle ultime stagioni il Milan possa ritrovare la bussola”.
Il Milan deve continuare a puntare su Leao come uomo simbolo del progetto?
“Leao è un grande giocatore, ha delle qualità davvero importanti. Tutti si aspettano molto di più da lui. Dispiace perché dovrebbe capire che ha abilità fuori dal comune e dovrebbe sfruttare meglio il proprio potenziale. Lui in primis deve far chiarezza sul proprio futuro. Andare avanti in una situazione di malcontento non è positivo né per lui né per il Milan”.
La Juventus ha confermato Spalletti e scelto Carnevali come uomo mercato: condividi queste scelte?
“Confermare Luciano Spalletti è stata la scelta giusta da parte della Juventus. Si tratta di un allenatore di grande spessore e di grande esperienza. Un tassello fondamentale da cui ripartire per costruire il futuro del club. Per Carnevali mi fa piacere, si tratta di un direttore che in questi anni ha fatto un grandissimo lavoro al Sassuolo. La Juventus è una sorta di premio alla sua bravura e alla sua carriera. Bisogna farlo lavorare con tranquillità, farà certamente grandi cose per i bianconeri”.
Con Malagò nuovo presidente FIGC, si apre la corsa al nuovo CT della Nazionale: tra Mancini e Conte chi vedi come il profilo più adatto per ripartire?
“Roberto Mancini e Antonio Conte sono due grandi allenatori. L’Italia cadrebbe comunque in ottime mani. Ho tanta stima per questi due tecnici, entrambi farebbero un ottimo lavoro. La Nazionale sta facendo malissimo in questi anni. Bisogna rifondare un po’ tutto. Per tanti anni la Serie A è stata il miglior campionato del Mondo, bisogna ripartire da questa consapevolezza per ritornare ai fasti di un tempo. Oggi abbiamo bisogno di fatti e credo che Malagò sia il nome giusto per il movimento calcistico italiano”.
Il Lecce riparte dalla salvezza e dalla conferma di Di Francesco, ma senza Corvino: quanto pesa l’addio del dirigente e quanto può incidere la continuità tecnica?
“Di Francesco ha meritato la conferma per la prossima stagione. Il Lecce è abituato a giocare per la salvezza, spero possa alzare un po’ l’asticella in futuro. Sotto questo punto di vista è importante la continuità tecnica. L’addio del direttore Corvino è una grande perdita. Ho lavorato con lui, è una persona incredibile e un grande professionista. Perdere Corvino equivale a perdere il numero 10, il top player della squadra. Mi auguro possa arrivare un direttore competente che possa fare il bene del Lecce”.
La Reggina ha mancato ancora la promozione, ma il possibile ingresso di Lotito potrebbe cambiare gli scenari: può essere la svolta per riportare il club tra i professionisti?
“Con tutto il rispetto per la Serie D, che è un campionato competitivo e complicato, vedere la Reggina tra i dilettanti fa male. Ormai sono due anni che per pochi punti gli amaranto non riescono a tornare tra i professionisti. Si tratta di una situazione sicuramente frustrante per la piazza e per i tifosi. Quella di Lotito è una bellissima notizia. Si tratta di un presidente che conosciamo tutti e che ha sicuramente intenzioni serie. Il suo interesse per la Reggina può portare importanti benefici, in primis il ritorno del club in Serie C. Il percorso potrebbe essere simile a quello della Salernitana. Tutti ci auguriamo un futuro del genere per questo club”.