Squadre partecipanti Vuelta 2017: Team Sky con Landa capitano ?

A poche settimane dall'inizio della Vuelta le squadre partecipanti alla corsa spagnola "scaldano i motori". L'attenzione principale è sul Team Sky, "l'armata invincibile" che ha protetto il capitano Chris Froome nella sua quarta affermazione al Tour de France. Il tema centrale all'interno della squadra britannica è legato al ruolo che ricoprirà Mikel Landa, lo scalatore spagnolo che sogna di essere protagonista lungo le strade di casa. Ma già all'indomani del Tour si è compreso che il suo ruolo alla Vuelta non può che essere di gregario per il capitano Froome. Da un lato le dichiarazioni del campione inglese sono state inequivocabili: il suo obiettivo è quello di vincere in Spagna per fare la doppietta Tour e Vuelta. A queste dichiarazioni sono seguite le affermazioni di Landa: "Non ho ancora deciso in quale squadra andare nel 2018".

Vuole entrare nella storia Froome, ed è questo probabilmente il suo obiettivo stagionale: vincere Tour e Vuelta nello stesso anno. Prima di lui l'impresa riuscì a Jacques Anquetil nel 1963 e a Bernard Hinault nel 1978. Certo, accostarsi ai due campionissimi francesi avrebbe un significato indiscutibile per il trentaduenne ciclista inglese, anche perché il suo palmares non è sicuramente all'altezza degli eventuali predecessori. Del resto nel ciclismo contemporaneo non esistono più i "cannibali delle corse", quei campionissimi, come sottolineava il grande giornalista Bruno Raschi, che vincono partendo da pronosticati per la vittoria. L'ultimo di questi è stato forse  Contador, oramai in età avanzata ma sempre competitivo, uno che se si ritrova le gambe può dare dei dispiaceri a chiunque.

Ma la sfida che Froome ha lanciato a se stesso rappresenta solo una delle immagini che fotografano in questo momento la situazione del Team Sky. L'altra che fa da contraltare è appunto quella di Mikel Landa. Ventisette anni, non più giovanissimo ma nel pieno delle forze, il suo palmares non è certo spettacolare. Si fa notare come miglior scalatore alla Vuelta nel 2011 e al Giro d'Italia di quest'anno. Vince il Giro del Trentino, insieme alla classifica scalatori, nel 2016. Poi qualche tappa nelle più importanti competizioni europee. Lo scorso anno parte come capitano al Giro, ma non è fortunato poiché costretto al ritiro alla decima tappa. Certamente per lui il 2018 potrebbe essere l'anno del grande rilancio, cosa impossibile da ottenere alla Team Sky: l'ombra di Chris Froome è troppo grande. L'annuncio che lo vorrebbe l'anno prossimo alla Movistar, proprio quando Froome lancia la sfida a se stesso, ha un sapore di rivincita. Ma nella squadra spagnola che fu di Miguel Indurain il leader è un certo Nairo Quintana, il colombiano che pur non avendo brillato, almeno fino ad adesso, in questa annata, rimane uno dei migliori scalatori al mondo: lui la Vuelta l'ha vinta lo scorso anno.

Ma c'è un'altra storia simile da raccontare sulla Vuelta che riguarda il nostro Fabio Aru, visto lo stato di tensione con l'Astana. Si, perché dopo la dèbacle al Tour, dove il campione d'Italia ha condotto metà corsa in ottime condizioni e l'altra metà senza gambe, con una squadra che era solo l'ombra dei fasti di Nibali, vi sono state voci e smentite circa la sua assenza alla Vuelta in seguito all'annuncio del cambio di casacca verso la UAE Emirates. L'attrito è presto rientrato anche perché senza Aru come capitano la formazione kazaka cadrebbe nell'oblio...