Fernando Gaviria: “La convivenza con Elia Viviani non sarà un problema. Quest’anno voglio vincere la Milano Sanremo”

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Fernando Gaviria

Sarà un anno cruciale per Fernando Gaviria, il velocista colombiano della Quick Step Floors che tanto ha impressionato negli sprint del Giro d’Italia 2017, e che è chiamato a consacrarsi definitivamente nella sua categoria, a fronte di una concorrenza molto agguerrita. Concorrenza che da quest’anno si ritroverà in casa: infatti il team belga ospiterà le ruote veloci di Elia Viviani. Ma per il pistard prestato alla strada questo non rappresenterà un problema.

Fernando Gaviria,che quest’anno compirà 24 anni, è il talento predestinato del mondo del ciclismo per quanto riguarda gli arrivi veloci. Già distintosi in pista, dove ha vinto due ori mondiali, entra nel professionismo su strada nel 2016 con la Quick Step (allora Etixx) e si lascia sfuggire la possibilità di finire sul podio della Milano – Sanremo di quell’anno per via di una sfortunata caduta ai meno 300 metridall’arrivo. Ma trova modo di consolarsi con le corse a tappe con cui instaura un buon feeling: centra delle vittorie nelle frazioni, tra le altre, del Tour de Pologne, della Vuelta a San Juan e della Tirreno Adriatico, oltre a vincere una corsa di un giorno come la Parigi Tours del 2016.
Ma il palcoscenico che lo esalta nel 2017 è il Giro d’Italia, con quattro tappe conquistate allo sprint (tra cui una rimonta da scuola del ciclismo nella tredicesima tappa, anche se la vittoria a cui lui è più legato, a suo dire, risale alla terza tappa di Cagliari, dove al traguardo lo aspettava la famiglia) e la maglia ciclamino portata sino a Milano.

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Gli obiettivi di stagione di Fernando Gaviria

Appunto, i Grandi Giri. La responsabilità caricata sulle spalle di Fernando è aumentata, anche per via della partenza di Marcel Kittel – forse uno dei più grandi velocisti degli ultimi anni – verso i lidi della Katusha Alpecin. Il tedescone al Tour 2017 aveva fatto suo il pokerissimo di vittorie allo sprint, ora sarà il colombiano a raccogliere l’eredità alla Grande Boucle di quest’anno, con i gradi di capitano. A tal proposito, Gaviria ha dichiarato ai microfoni di CyclingWeekly: “Avrò più responsabilità? Buon per me, ciò che desideravo era essere un capitano, un buon capitano per la mia squadra“. E ricoprire al meglio questo ruolo, per Fernando, significa “allenarsi al meglio e correre altrettanto con il team. Voglio essere un vero capitano per i miei compagni e la squadra“.

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Non tremano quindi le gambe al colombiano davanti al peso di una responsabilità che lo porterà ad avere i gradi più importanti al Tour e un ruolo sempre più di peso nelle Classiche, i suoi obiettivi di stagione. E la presenza  in squadra di un corridore con le sue caratteristiche come Elia Viviani non sconvolgerà né i suoi piani né le gerarchie in casa Quick Step: l’oro all’Omnium di Rio ricalcherà più o meno il programma seguito nel 2017 dal compagno colombiano, e ciò significa che vedremo il veneto impegnato nella prima parte di stagione al Tour Down Under, all’Abu Dhabi Tour, alla Tirreno e alla Parigi Nizza per poi arrivare al netto delle Classiche primaverili al Giro d’Italia, scambiandosi il posto con Gaviria.
Per quest’ultimo, l’avvicinamento al Tour passerà prima per un ritorno alla Milano – Sanremo, nella quale spera di regolare i conti con una vittoria tanto cercata, per poi proseguire con la campagna del nord al Fiandre e alla Parigi Roubaix, in questo caso al fianco dei veterani Niki Terpstra e Philippe Gilbert. In Francia poi si vedrà la sua condizione in vista dei possibili risultati di tappa, già dalla frazione per velocisti al primo giorno di Tour. Ma una cosa è certa: Fernando non teme i rivali. “Se mi alleno per bene, non avrò timori di nessuno“, afferma.
Ad EsCiclismo.com ribadisce inoltre come la Milano – Sanremo sia un obiettivo a cui punta con molta determinazione: un’altra beffa, insomma, non è tra le opzioni. “Non è facile riuscire a vincere nel ciclismo attuale – spiega ai microfoni della testata sportiva latinoamericana – Nonostante tu sia allenato e hai al tuo fianco una ottima squadra, non puoi mai essere certo di ottenere un trionfo, anche se per il debutto di stagione in Argentina alla Vuelta di San Juan mi sono ben preparato durante l’inverno e spero di continuare la striscia positiva dell’anno scorso“.
Certo di non aver ancora dispiegato tutto il suo potenziale, Fernando Gaviria difatti sente ancora gli effetti positivi della stagione passata, che ha infuso in lui “molta fiducia e motivazioni” nei suoi mezzi.

Il rapporto tra Fernando Gaviria e Mark Cavendish

Infine, sempre a CyclingWeekly, dichiara la sua stima incondizionata verso un altro collega di sprint, ovvero Mark Cavendish. Gaviria infatti ritiene il velocista dell’Isola di Man un punto di riferimento, che seguiva sin da quando il colombiano militava da ragazzino nel Team Highroad: inevitabile quindi pensare cosa possa provare oggi nel correre fianco a fianco con l’ex Campione del Mondo su strada del 2011 e già vincitore della Milano Sanremo 2009, che lui riuscì da rookie a battere in due tappe al Tour di San Luis del 2015.
Rimanevo senza parole per ciò che era in grado di fare al Tour [nel 2009 Cavendish centrò sei vittorie di tappa, e in carriera è arrivato a quota 30 solo nella Grande Boucle, ad un passo dal record storico delle 34 di Merckx, Ndr], e penso riuscirà ad ottenere il record“, rivelando inoltre di essere rimasto in contatto a lungo con Cavendish a seguito dello scontro con Sagan e il conseguente infortunio patito dal britannico allo scorso Tour.
Mark e Fernando si ritroveranno nella grande corsa a tappe di Francia di quest’anno: vedremo se, alla prova su strada, ci sarà ancora tempo di cortesie per entrambi.

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