Tour de France 2018 oggi Tappa 19, l’ultima salita: dove vederla in diretta tv e streaming, percorso e favoriti

Pubblicato il autore: Luca Santoro Segui

Tour de France 2018 oggi Tappa 19: Lourdes-Laruns. Penultima tappa in linea prima della crono di domani e della passerella finale di domenica, nonché ultime montagne con un programma che presenta il Col d’Aspin, il Tourmalet e il Col d’Aubisque: nessuno finale in salità però, visto che l’ultima cima è stata piazzata venti chilometri prima del traguardo conclusivo.
La tappa regina chiama a raccolta i migliori scalatori e discesisti, soprattutto quelli che vogliono rimontare o confermare la propria posizione nella generale. Sono tanti i motivi per cui non bisogna perdersi la frazione di oggi, sperando non si replichi con gli sbadigli che purtroppo gran parte di questa edizione ci ha regalato. Ma oggi il Tour più pazzo del mondo promette davvero spettacolo, anche perché scopriremo definitivamente quali saranno le gerarchie in casa Sky e se ci sarà qualcuno, magari dalla Sunweb, capace di scalzare lo squadrone britannico dalla vetta della classifica. Non sono comunque pochi i corridori che possono provare l’assalto al podio, le cui posizioni sono ancora in gioco. Tutto può ancora succedere tra oggi e domani, in pratica.
Vediamo il percorso della Lourdes-Laruns, terzultima tappa del Tour de France 2018, i favoriti e la programmazione tv e web.

Tour de France 2018 oggi Tappa 19: il percorso della Lourdes-Laruns

Quasi 200 km tondi (200,5, per la precisione) rappresentano il percorso di questa ultima fatica sulle cime del Tour 2018, in cui si raggiungerà una altitudine complessiva di ben 4.800 metri.
Si parte da Lourdes, uno dei centri nevralgici delle fede cattolica, teatro nel XIX secolo delle visioni della giovanissima Bernadette Soubirous, la quale affermò di aver avuto delle apparizioni mariane (per la precisione, della Immacolata Concezione) nella grotta di Massabielle. Lo start quindi da una delle più importanti mete di pellegrinaggio al mondo, situata nel territorio a sud ovest della Francia, sui Pirenei, dove si comincia subito con un tratto che lancia sulla prima asperità di giornata, ovvero la Côte de Loucrup, una salita di 1,8 km al 7,2% di media, classificata come GPM di quarta categoria. Si tratta dell’aperitivo di giornata servito quando non si sono percorsi neppure dieci chilometri dal via: segue dopo circa 36 km la seconda cima odierna, anch’essa di quarta categoria, la Côte de Capvern-les-Bais (3,4 km al 5,1%).

Superati ormai 40 km dall’inizio la strada prosegue su un falsopiano che conduce alle pendici del Col d’Aspin, GPM di prima categoria di 12 km di ascesa e 6,5% di pendenza media, già apparso ben 71 volte al Tour, dal 1910 al 2016 (l’ultimo a scollinare per primo fu Steve Cummings): in generale si tratta di una cima di raccordo con il Col du Tourmalet e il Col de Peyresourde. Quest’anno è presente solo la prima, che si raggiunge subito dopo la discesa dall’Aspin che va verso Sainte-Marie-de-Campan, senza soluzione di continuità.

Il Tourmalet appunto, da scalare non dalle sue pendici. In ogni caso la salita non sarà una passeggiata, con i primi 6 km abbordabili, ma con i restanti 17,1 al 7,3% di media e punte a doppia cifra (ma non si supera il 10%). Sin dal 1910 il Tourmalet, un hors catégorie, è uno dei simboli più noti della Grande Boucle essendo apparso nel programma di gara praticamente quasi sempre (fanno eccezione le edizioni del 2013 e del 2017). La vetta dei Pirenei Francesi è apparsa a volte anche alla Vuelta in occasione degli sconfinamenti, e al Tour consente a chi scollina per primo di portarsi a casa il Souvenir Jacques Goddet, un premio dedicato al fondatore della corsa francese e destinato a chi domina la cima più alta dell’edizione (e solitamente è proprio il Tourmalet).

Superata una delle cime iconiche del Tour, con lo scollinamento posto al chilometro 108, si scende in direzione Argelès-Gazost per scalare la terzultima asperità di giornata, il Col des Bordères, GPM di seconda categoria di 8,6 km al 5,8%: si tratta della prima parte di un trittico di salite in repentina successione, con il Col de Soulor, non conteggiata come Gran Premio della Montagna ma dalla ascesa tra le più ripide di giornata (8,4% di media), seppure abbastanza breve – ovvero 7 km.

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Il Soulor in realtà è la porta di accesso nonché parte del Col d’Aubisque, gran finale di giornata sebbene non così duro come le precedenti cime (pure essendo un hors catégorie). Si parte da un falsopiano di 2 km, per poi salire di difficoltà con un 4% di pendenza media per i successivi 3 km che diventano un 7% nei seguenti 2,5. Soulor e Aubisque compongono quindi una unica ascesa di 16,6 km al 4,9%.
Quest’ultimo torna nel programma del Tour dopo una assenza che perdura dal 2012, quando questa cima storica presente sin dal 1910 (come il Tourmalet) fu scollinata per primo da Thomas Voeckler nella frazione che terminava a Bagnères-de-Luchon. Soltanto tre volte nella storia della Grande Boucle l’Aubisque era presente come traguardo di tappa, ovvero nel 1971 (finale però sul versante ovest di Gourette), 1985 e 2007. La vetta pirenaica è apparsa anche nel programma della Vuelta: l’ultima volta nel 2016 con traguardo proprio in cima nella tappa 14, e Robert Gesink primo a tagliare il traguardo.
Tornando alla frazione di oggi, gli ultimi 20 km una volta scollinato l’Aubisque prevedono una lunga discesa e un breve tratto in falsopiano di 3 km che condurrà al traguardo.

Tour de France 2018 oggi Tappa 19: i favoriti

E’ l’ultima chiamata per gli scalatori puri per cercare di modificare (o confermare) le sorti della generale prima della cronometro di domani, sebbene quest’ultima non sia tagliata esattamente per i puristi delle prove contro il tempo.
Ovviamente il Team Sky è in pole nei pronostici, con le due punte formate da Geraint Thomas e Chris Froome: ma il gallese è in uno stato di forma strabordante come ha dimostrato sul Col du Portet mercoledì scorso, mentre il britannico è sembrato – per la prima volta da qualche anno a questa parte al Tour – non nella condizione per poter tenere il ritmo, pur magistralmente trainato da uno splendido Egan Bernal, probabile futuro dei grandi giri. Ora Thomas è il capitano designato con i gradi conquistati sulla strada, e chissà se oggi potrà definitivamente mettere in sicurezza la sua maglia gialla prima della prova contro il tempo di domani (ma non dimentichiamoci che lo scorso anno al Giro d’Italia, nella cronometro di Foligno-Montefalco, si classificò secondo dietro ad uno specialista come Tom Dumoulin: e come abbiamo detto domani la tappa non sarà per puristi della specialità…). La classe operaia va in Paradiso e il gallese, dopo anni un po’ in ombra anche per via dell’ingombrante presenza di Froome, può cogliere l’occasione di una vita: la tradizione è anche dalla sua, visto che ha vinto quest’anno il Giro del Delfinato, e di solito chi primeggia in questa breve corsa a tappe che anticipa il Tour domina poi la Grande Boucle.
Meglio non dare comunque per spacciato definitivamente il quattro volte maglia gialla, perché tra oggi e domani potrebbe tentare lo scatto d’orgoglio, sempre che la forma non sia definitivamente compromessa e sempre che, ammettendo che il britannico abbia la gamba giusta, la squadra non abbia deciso che sarà ufficialmente il gallese a dover portare la maglia a Parigi e Froome recitare il ruolo di suo scudiero. Oggi sarà molto interessante vedere come si comporterà Sky.

Tra gli altri favoriti di oggi uno straordinario Primož Roglič: lo sloveno della Lotto NL-Jumbo sa come si dominano le montagne, come ha dimostrato sui Pirenei stando sempre nel gruppo dei migliori e come diede prova l’anno scorso al Tour involandosi in solitaria sul Galibier e staccando un certo Froome. L’ex saltatore con gli sci potrebbe cercare l’acuto oggi, ma in ogni caso il suo quarto posto nella generale è spia dell’ascesa straordinaria di un corridore che, seppure salito in sella da circa sette anni, ha sviluppato doti complete da corridore da grande giro. E forse oggi potrebbe tentare l’impresa di salire sul podio finale (ricordiamo che Roglič ha buone doti anche da cronoman).

Attenzione anche al redivivo Nairo Quintana che, nel guazzabuglio dei capitani della Movistar (e nelle incomprensibili tattiche), ha messo un po’ di ordine vincendo la tappa del Col du Portet con un attacco in salita a cui non eravamo più abituati. Nel team spagnolo ormai è lui la carta da giocare nelle salite finali di questo Tour (con l’incognita però dei postumi della caduta patita sulle strade della tappa di ieri), con l’aiuto imprescindibile di un ottimo Marc Soler, pronto a tirare nella necessità e uomo delle fughe. Tuttavia, chissà se oggi Mikel Landa proverà a riprendersi parte della scena, lui che si era presentato al Tour in buona forma (due chili in meno rispetto allo scorso anno) ma che ancora non si è reso protagonista di un attacco a buon fine.

Tom Dumoulin deve recuperare due minuti da Thomas, a cominciare da oggi e soprattutto domani: in ogni caso il capitano della Sunweb, ai suoi ultimi tentativi per prendersi la gialla e praticamente l’unico a resistere agli attacchi degli Sky, è un altro dei favoriti di oggi.
Sta faticando invece Romain Bardet a lasciare il segno in questo Tour, tra difficoltà e sfortune: al sottile scalatore della AG2R resta solo l’ardua impresa di provare a salire sul podio finale (come era avvenuto nei due anni precedenti, ma le ambizioni erano altre…) e cercare una vittoria di peso oggi dopo aver ottenuto come migliore risultato un terzo posto sull’Alpe d’Huez.

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Tom Dumoulin tra oggi e domani deve recuperare due minuti da Thomas se vuole vincere il Tour. La Lotto-NL-Jumbo ha tre punte favorite per oggi: il sorprendente Roglič, Kruijswijk e Gesink

L’indomito Daniel Martin (UAE Emirates), reduce dal secondo posto Col du Portet, sta conducendo un Tour 2018 con la sua solita grinta e tenacia, non lasciandosi abbattere dalla caduta della prima settimana e sempre scattante per salire nella top ten. Missione compiuta, ma se ci fosse un bis di vittoria di tappa, magari sui Pireni oggi dopo il Mûr de Bretagne, sarebbe ancora meglio per il corridore irlandese.

Una sorpresa potrebbe arrivare da Steven Kruijswijk, che in sordina e senza i favori del pronostico è riuscito ad addentrarsi sino al sesto posto della generale. Il corridore della Lotto NL-Jumbo sta dimostrando di avere una forma ottima ed entra perciò nel novero dei papabili per la vittoria di oggi, assieme al compagno di squadra Robert Gesink: il team olandese in pratica gioca con tre punte di eccezione se contiamo anche il già citato Roglič.

Tra gli altri favoriti di oggi citiamo anche Bauke Mollema (Trek-Segafredo), Adam Yates (Mitchelton/LetsGo-Scott) e, più attardato nei pronostici, Warren Barguil (Fortuneo – Samsic), visto in difficoltà in questa settimana come ad esempio nella tappa di Bagnères-de-Luchon.

Tour de France 2018 oggi Tappa 19: la programmazione tv e web

La tappa sarà visibile in diretta dalle 14.40 su Rai Sport e Rai Sport + HD. La linea passerà poi su Rai 3 a partire dalle ore 15.00; seguirà il consueto Processo al Tour. Streaming su RaiPlay.it.
Sulla pay tv la Lourdes – Laruns sarà trasmessa live Eurosport 1 (canale 210 di Sky, 267 in HD) a partire dalle 12.00. Streaming su Eurosportplayer.it.

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