Motori, l’uomo dell’anno è Fernando Alonso

Pubblicato il autore: Alessandro Crupi
l'uomo dell'anno è Fernando Alonso

Fernando Alonso

Dopo il trionfo delle Ferrari a Montecarlo, la F1 riparte da Montréal con il GP del Canada. Torna alla ribalta l’entusiasmante lotta iridata tra Vettel ed Hamilton ma quanto è accaduto due settimane fa ha già decretato il primo, importante, award della stagione. Per l’automobilismo sportivo edizione 2017 l’uomo dell’anno è Fernando Alonso. Colui che, orfano di un pacchetto vettura-motore-aerodinamica efficiente in F1, ha deciso temerariamente di tuffarsi in un’avventura sempre nuova e insidiosa per un pilota da Gran Premio, ma allo stesso tempo affascinante ai massimi livelli come la 500 Miglia di Indianapolis. Per dare un senso ad una stagione altrimenti anonima (l’ennesima per l’asturiano) e rifornire di gloria una carriera da troppo tempo portata avanti con il freno a mano tirato lontana dall’odore del successo, irrinunciabile per un campione come lui, Fernando ha deciso di cimentarsi in una nuova avventura motoristica. L’ex Ferrari non ha sbancato Indy ma ci è andato vicino restando appiedato dal solito motore Honda andato in fumo. In F1, a meno di eventi clamorosi, non vincerà neppure quest’anno ma il suo trionfo l’ha già ottenuto. Insomma, Alonso in pista continua a masticare amaro ma la stoffa del fuoriclasse è sempre cristallina, sia per quanto dimostra sull’asfalto sia per le scelte compiute, che sono appunto da “big”.

Chi dei top driver dell’odierna F1 tra i vari Vettel, Hamilton, Ricciardo, Raikkonen, avrebbe avuto l’ardire di lanciarsi senza paura sulla 500 Miglia, essendo abituato ad un modo di gareggiare agli antipodi e, complessivamente, meno pericoloso? Non c’è controprova ed è vero che questa scelta dello spagnolo sia stata dettata soprattutto dall’esigenza di rivitalizzare un talento frustrato ma, al di là delle motivazioni, è una decisione emozionante, tra l’eroico e l’epico. Una rarità nell’odierno automobilismo sportivo dove tutto spesso sembra seguire direzioni prestabilite e immodificabili. Per questo l’uomo dell’anno è Fernando Alonso. Per l’originalità e la scossa vibrante di entusiasmo che ha dato a tutto l’ambiente delle corse e agli appassionati puri, sempre bisognosi di sognare. Senza contare che la spola F1-Indy, ha riversato sulle gesta dello spagnolo un’attenzione mediatica straordinaria che ha tenuto testa all’evento clou della F1, ovvero il Gp di Montecarlo. Anche e soprattutto per questo l’uomo dell’anno è Fernando Alonso. Che, si badi bene, continua ad essere un campione assoluto in merito a capacità di guida, classe e talento puro.

Non si esagera affermando che l’ex ferrarista sia ancora il miglior pilota di F1 in circolazione. Lo ha sempre dimostrato guidando monoposto competitive, ma mai le migliori del lotto come lo sono state invece la Mercedes del triennio 2014-2015-2016 con cui Hamilton e Rosberg hanno fatto il bello e il cattivo tempo. Alonso ha vinto i suoi unici due titoli con una Renault (ex Benetton) che, pur essendo una buona e versatile macchina, non era certo più veloce della Ferrari 246 F1 di Michael Schumacher del 2006 o della Mclaren Mp4/20 di Kimi Raikkonen l’anno prima. O come nel 2010 e nel 2012 quando con la Rossa perse, per colpe non sue, due campionati praticamente già in cascina al volante di vetture del Cavallino che non rappresentavano fulmini di guerra e che grazie al suo manico riusciva a condurle alla vittoria, facendo sobbalzare dalla sedia i tifosi di Maranello. Se non è bravura estrema, questa, come si chiama?

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