Ciccone: "Il percorso del Giro mi piace. Sarà l'anno decisivo"


Il ciclista della Trek Segafredo, Giulio Ciccone, è intervenuto come ospite a "La Domenica Sportiva", trasmissione abruzzese in onda alle ore 21 su Rete 8 Sport. Il 26enne di Chieti ha raccontato i suoi sogni per i prossimi impegni sportivi, e ha fatto un bilancio dei due anni passati, tra gioie e qualche disavventura che fa parte del percorso.

Ciccone e le salite, il percorso giusto per lui

A breve verranno fuori i programmi ufficiali dei vari impegni dell'anno e il percorso del Giro d'Italia 2022 sembra essere molto adatto alle caratteristiche del ciclista della Trek, con tanta salita e meno di 30km complessivi a cronometro: "Esatto esatto, come abbiamo già detto il percorso mi piace parecchio, poche cronometro e tante salite, mi sembra il percorso buono per testarmi veramente".

Giulio Ciccone promette di puntare in alto e vede attualmente il bicchiere mezzo pieno, cercando sempre di rimanere con i piedi per terra: "Quest'anno senza la caduta a tre giorni dalla fine, una Top Five era quasi praticamente fatta. Perlomeno voglio riprovarci. Non mi svogliò sbilanciare".

Si è parlato poi delle modalità in cui è stato scelto il percorso da fare: "Secondo me è anche una scelta mirata, perché ormai abbiamo visto che negli ultimi anni il vero tappone del Giro viene sempre cambiato, modificato a causa neve. Quindi è meglio creare un percorso ben definito da subito, senza che debba essere cambiato".

Il campione azzurro racconta il suo 2021, poco fortunato

Lo scalatore italiano ha parlato dei progressi fatti finora, ma la fortuna non è girata tutta dalla sua parte specialmente nelle ultime corse: "Se mi sento pronto al 100% per quello che verrà? Io sono convintissimo di sì, e come ho già detto al contrario di quello che dicono gli altri, sono convinto che al 2021 a livello di prestazioni sono state quelle più importanti per me. Stanno a significare che la maturità fisica c'è e il valore è ancora buono. Sicuramente è migliorato, al contrario di quello che pensano tutti. Tutti dicono che il 2019 sia stato un anno magico, un anno irripetibile... il 2021 per me è stato già più importante del 2019. E' mancata la fortuna ed è mancato solo il risultato finale".

La corsa nello Utah, un'emozione grande per lui

Ciccone ha svelato il percorso più strano dove ha corso: "Ho pedalato in Malesia, disperso nel deserto quindi ne ho passate un po'". Ciccone ha a cuore anche un altro territorio, lo Utah: "Sì, rientravo dall'intervento al cuore, dall'ablazione. Quindi è stata la prima vittoria al rientro".

Ciccone non si sbilancia sui risultati, ma è speranzoso

Sulla futura Tirreno Adriatico: "E' nella richiesta di programma, però da confermare. Molto molto probabile".

Il ciclista azzurro ha risposto alla domanda riguardante se sarà contento a fine maggio al termine del Giro d'Italia e perché: "Non voglio dire un risultato finale, ma diciamo se dovessi arrivare a Verona, senza cadute".

Il Covid, un'esperienza da dimenticare

Per tanti, questo deve essere il suo Giro. Ciccone ha raccontato la sua esperienza con il Covid: "Sicuramente un'annata importante perché arrivo da un anno veramente difficile a livello di risultati, dal punto di vista delle sfighe. L'esperienza con il Covid sicuramente a me a condizionato tanto, soprattutto perché è arrivata quando avevo in mano una convocazione per il Mondiale, e quindi mi ha condizionato per il Giro d'Italia e per tutto il resto. Un'esperienza negativa".