Davide Lanzafame a SuperNews: "Allegri è un vincente, la squadra patisce le vicende giudiziarie. Il Bari può centrare la promozione. E su Conte e Buffon..."

In esclusiva ai microfoni di SuperNews è intervenuto Davide Lanzafame. L'ex attaccante, cresciuto nella Juventus, ha indossato, tra le altre, anche le maglie di Palermo, Bari, Catania, Parma e Vicenza. In carriera è stato per due volte capocannoniere del campionato ungherese, aggiudicandosi il titolo nazionale con le maglie di Honvéd e Ferencváros.


Terminata l'avventura da giocatore, nel 2022 intraprende la carriera da allenatore. Attualmente è tecnico del Borgaro Nobis, squadra di Eccellenza piemontese.

Sei cresciuto calcisticamente nella Juventus, club con cui hai giocato sia in Serie B sia in Serie A. Quanto è stato importante il club bianconero per il tuo percorso di crescita?

"Giocare in un settore giovanile del genere aiuta non solo sotto il profilo tecnico, ma anche umano. La Juventus è stata una grande palestra di vita per me. Condividere lo spogliatoio con campioni del calibro di Del Piero, Nedved e Buffon è stato emozionante. Mi hanno trasmesso tanto, soprattutto a livello carismatico. Hanno sempre mostrato senso di appartenenza per la maglia e grande cultura del lavoro".

Che idea ti sei fatto sulla penalizzazione inflitta alla Juventus? Le vicende giudiziarie, a tuo parere, hanno influito anche sulle prestazioni della squadra?

"Sono tematiche extra calcistiche e diventa complicato esprimere un parere a proposito. Se fossi un calciatore o un allenatore di una squadra che gioca in queste condizioni non sarei felice del fatto che ancora non si sia presa una posizione netta e definitiva sulla vicenda. I continui cambi di classifica sono sicuramente problematici sia per la Juventus, sia per le altre squadre del campionato. La squadra ha raggiunto i risultati sul campo, sarebbe stato più giusto se avesse pagato soltanto la società per gli errori commessi. Sulla sconfitta di Empoli è innegabile che il club abbia patito quanto accaduto nei minuti precedenti".

Cosa ne pensi dell’operato, spesso discusso, di Massimiliano Allegri? Punteresti ancora sull’allenatore toscano per la prossima stagione o ritieni il suo ciclo ormai concluso?

"Allegri è uno degli allenatori più vincenti degli ultimi anni. In Italia si fa in fretta a cancellare quanto di buono fatto da professionisti del genere. Non gli do tantissime responsabilità quest'anno. Lavorare con assenze pesanti come Pogba, Chiesa e Di Maria e altri a mezzo servizio non è semplice. Poi va aggiunta la situazione giudiziaria. Nessuno avrebbe fatto meglio con simili difficoltà. Può piacere o non piacere per tanti aspetti, ma è un allenatore vincente: parla il suo curriculum".

Scottano soprattutto le sconfitte in semifinale di Coppa Italia e Europa League. La Juventus avrebbe potuto giocarsela meglio a tuo parere? 

"Quando si arriva in fondo ad una competizione si può vincere e si può perdere. La Juventus negli ultimi anni ha vinto tantissimo, è normale che quando ciò non succede arrivano immediatamente pressioni sull'ambiente. A volte va semplicemente stretta la mano agli avversari che hanno meritato di più. Penso soprattutto al Napoli e all'Inter".

Si parla tanto anche di calciomercato in questi giorni, soprattutto delle possibili partenze di Di Maria e Vlahovic, se potessi scegliere chi preferiresti trattenere a Torino?

"Vlahovic è il futuro. Di Maria è nella fase calante della sua carriera. Gli infortuni hanno penalizzato l'argentino, ma alla soglia dei 36 anni possono capitare stagioni del genere. Certamente non ha mostrato tutto il suo valore in bianconero. Se dovesse arrivare un'offerta importante per Vlahovic penso che la Juve la tenga in considerazione, però nell'idea della società c'è sicuramente l'obiettivo di mettere il ragazzo al centro del progetto. La Juventus ci ha investito tanto, può essere l'attaccante giusto da cui ripartire per i prossimi anni".

Hai vinto due campionati di Serie B in carriera, di cui uno con la maglia del Bari. I pugliesi affronteranno i playoff partendo già dalle semifinali, a tuo parere hanno il potenziale per puntare seriamente alla Serie A?

"Il Bari ha le potenzialità per giocarsi la promozione. Salterà il primo turno e questo è importante. Poi in semifinale avrà il doppio risultato a favore. Sono aspetti non da poco nei playoff. Con il valore aggiunto del San Nicola, già sold-out, può dire sicuramente la sua. Bari, Cagliari e Parma sono le favorite per la promozione in Serie A".

Nella tua esperienza di calciatore a Bari sei stato allenato anche da Antonio Conte. Cosa ricordi di quell'esperienza?

"Si vedeva che aveva qualcosa di speciale, per me è stato un onore essere allenato da lui. Era molto esigente e ha sempre avuto la qualità di prendere il meglio da ogni suo giocatore. Era maniacale, guardava ogni minimo dettaglio. Non a caso ha raggiunto ovunque risultati importanti, soprattutto costruendo da zero. Sicuramente è un allenatore impegnativo per ogni calciatore, non tutti hanno le qualità fisiche e mentali per star dietro al suo lavoro tattico e atletico".

Anche il Parma si gioca la promozione in Serie A. I gialloblù possono essere protagonisti negli spareggi?

"A Parma ho vissuto una stagione importante. Avevo la fiducia di Guidolin e segnai 7 gol in campionato in Serie A. L'ambiente lì è sereno, ogni giocatore viene messo nelle condizioni di rendere al meglio. Ora c'è una proprietà straniera, molte cose sono cambiate, in particolare sotto l'aspetto manageriale. Il Parma ha fatto un ottimo girone di ritorno, ma Bari e Cagliari sono un gradino sopra. Auguro però ai ducali di raggiungere la Serie A al più presto perché la piazza lo merita".

Nel Parma gioca titolare, a 45 anni, Gigi Buffon. Te lo saresti mai aspettato quando è stato tuo compagno di squadra alla Juventus?

"Non pensavo potesse ancora giocare a 45 anni, è un qualcosa di incredibile. Solo i grandi professionisti possono raggiungere un traguardo del genere, e lui lo è sicuramente. Siamo tutti fieri di lui, è un'icona assoluta del calcio italiano".

Hai intrapreso la carriera da allenatore, prima in Ungheria e ora in Italia, in Eccellenza, alla guida del Borgaro Nobis. Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro? C’è un allenatore al quale ti ispiri nel tuo operato?

"L'obiettivo è quello di fare gli step necessari per calcare un giorno palcoscenici importanti. Penso a crescere e migliorare passo dopo passo. Sono un allenatore giovane, devo lavorare tanto e correggere gli errori man mano. I tre maestri principali che ho avuto sono stati Conte, Marco Rossi e Guidolin. Cercherò sempre di trasmettere tutti gli insegnamenti positivi che mi hanno lasciato. Loro sono i miei punti di riferimento".