Nicola Loprieno a SuperNews: “Riporteremo lo sport nelle strade”

Pubblicato il autore: Agata Guglietta Segui


SuperNews ha intervistato il maestro Nicola Loprieno, figura influente nel settore Judo in Italia. Ai nostri microfoni il maestro, nonché tecnico sportivo, ha raccontato la sua passione per lo sport, le iniziative regionali e nazionali in cui è attualmente impegnato e gli obiettivi futuri. Inoltre, Nicola si è soffermato sull’importanza delle attività sportive, indispensabili per una crescita sana e di valore per i giovani.

Nicola raccontaci qualcosa di te. Come è nata la tua passione per il judo?

Oggi sono un maestro di Judo e un allenatore di lotta libera. Ho iniziato a praticare judo nel 1971, molti anni fa, sono stato un atleta e ho conquistato la cintura nera, ho fatto gare a livello agonistico. Il judo per me è la vita e mi dispiace quando viene reputato uno sport minore rispetto ad altri. Il judo e la lotta libera sono due sport olimpici e devono essere maggiormente rispettati. Il mio primo maestro è stato Alfredo Guerrazzi, io sono di Trani e ad appena 8 anni andavo ad Antea e devo ringraziarlo perché mi ha inserito in questo sport. Poi ho conosciuto il maestro Franco Quarto di Bari che mi ha formato, oggi lui è un settimo Dan cintura nera, è stata una fortuna per me averlo incontrato.

Le chiusure e le restrizioni hanno inciso su tutte le attività sportive. I vostri atleti, in particolare i bambini, come hanno reagito a questo stop?

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A volte preferisco non parlare di questo aspetto. Avere 80 bambini sul tatami e il giorno dopo non avere più nessuno mi sono sentito come se mi avessero tolto tutto. I bambini mi chiamano perché vogliono tornare in palestra e io non so cosa rispondere. In questo contesto di pandemia il governo ha sottovalutato l’ambiente palestra. Io ho investito 5.000 euro per mettere in sicurezza la palestra proprio perché lo sport in generale è indispensabile per una formazione sana dell’individuo. Perdere i bambini è come perdere una battaglia e noi, senza sport, li stiamo perdendo. Parlando con le famiglie sto notando che le restrizioni anti-covid purtoppo stanno creando molti problemi di salute e nonché difficoltà nei rapporti interpersonali tra i giovani. Anche fare sport telematicamente non mi sembra così giusto, io ho lottato per allontare in palestra i ragazzi dagli smartphone, adesso mi sembra di fare passi indietro.

Lo sport agonistico attualmente non è fermo. Avete raggiunto o state raggiungendo dei traguardi importanti in questo periodo di pandemia?

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Fare agonismo oggi significa anche affrontare delle spese per praticare in sicurezza, ma comunque non ci siamo fermati. Io sono in partenza il giorno 9 per una grossa gara, i Campionati assoluti di lotta greco- romana e lotta libera al centro olimpico di Ostia dove porterò due giovani atleti che si sono preparati da 7 mesi. I ragazzi hanno avuto comunque paura in questi mesi di allenarsi e di prepararsi. Noi siamo e saremo presenti, speriamo di vincere questa gara, vogliamo dare un messaggio positivo al mondo dello sport che ha bisogni di ripartire. Lo stato, secondo me, doveva sostenere di più i ragazzi che si allenano a livello agonistico perché sono giovani che valgono e che meritano, rappresentano il valore dell’Italia.

Come vi aspettate la ripartenza? Pensi che abbiate subito dei danni irreparabili?

Il danno più grande è aver perso una parte dei ragazzi, io credo che abbiamo perso più della metà dei bambini e degli adolescenti. Noi non ci arrenderemo comunque, la ripartenza sarà come riaprire da zero. Dovremmo riportare lo sport per le strade di Trani, organizzare eventi per andare incontro ai giovani. Sto organizzando delle manifestazioni anche a Civitanova Marche pur di far fare una trasferta ai ragazzi, perché lo sport è incontro, scoperta e crescita. Per fare tutto questo ho sempre avuto al mio fianco dei bravi collaboratori con i quali condivido i valori dello sport, da solo non avrei fatto nulla.

Quali attività vorreste realizzare appena ripartirà a pieno lo sport? Quali saranno i vostri punti di forza su cui farete leva?

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Noi punteremo tutto sui progetti nelle scuole, sulle iniziative sportive per i bambini e i ragazzi disabili e poi potenzieremo il rapporto con gli atleti che già abbiamo. Io sono iscritto alla Città dell’Infanzia, abbiamo fatto dei progetti nelle Scuole Angeliche di Trani dove avevo 60 bambini, conto di poter tornare presto a fare sport con i più giovani. Io non faccio pubblicità solo alla mia disciplina, dico che i bambini devono essere portati in palestra, devono divertirsi, muoversi e impegnarsi in uno sport. I progetti futuri si baseranno sui valori fondanti del judo e della lotta libera: disciplina, rispetto, collaborazione e integrazione.

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