Progetto Virtus, Claudio Toti: “Vogliamo riavvicinarci al territorio. Per l’A1 ci vuole il giusto seguito e un nuovo palazzetto”

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui

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Si è tenuta stamane, nella sala stampa del PalaTiziano, la conferenza di presentazione di “Progetto Virtus”, un’idea che riunisce 16 società di Roma e provincia, con l’intento di rilanciare il basket giovanile e dar lustro e seguito alla Virtus Roma, autoretrocessa, da quest’anno, nel campionato di A2.

E’ un protocollo d’intesa che serve per riposizionarsi sul territorio – esordisce Toti – e nasce dall’analisi fatta dei miei 15 anni di presidenza in cui sin dall’inizio abbiamo creduto che per far avvicinare la gente alla pallacanestro fossero necessari risultati che, purtroppo, non sono mai totalmente arrivati. In tanti hanno criticato la mia scelta di far scendere la squadra in A2. Certamente in estate avevo detto il contrario, ma credo che soltanto gli stupidi non cambino idea. La decisione nasce, in particolar modo, dalla pesante disaffezione del pubblico romano e dal momento critico sul versante economico, dove non ho più potuto supportare una costante perdita per quanto concerne lo sport”.

“Con questo progetto – continua il presidente – voglio che la Virtus diventi un punto di riferimento in grado di sfornare buoni giocatori e trascinare tanti ragazzi al Palazzetto. Se oggi, la maggior parte di coloro che praticano basket, non sono interessati a seguire la squadra della propria città, vuol dire che ho sbagliato più di qualcosa negli ultimi anni. Io lancio anche un proposta, provocatoria ma non tanto: se ognuna delle 16 società si accorge che un ragazzo, pur mando questo sport, non può praticarlo per motivi economici, io sono disposto a pagare la sua retta”.

Sul palazzetto: “Ovviamente l’obiettivo resta l’A1, non credevo neanche fosse necessario specificarlo. Per raggiungerla però occorre che la Virtus diventi la squadra della gente e non cavalchi soltanto le ondate umorali dei romani, in base ai risultati. Inoltre non esiste squadra in massima categoria che non disponga del proprio impianto di gioco. Siamo alla ricerca di un’area su cui edificarlo, vogliamo fare, se possibile, tutto da soli, senza aiuti esterni. Certo, occorre dialogare con le istituzioni, su tutte il Comune. Ma in questo momento, per ovvie ragioni, è impossibile farlo. Ci piacerebbe disporre di un impianto con una capienza di circa 5.000 posti, polifunzionale”.

Sulla mancata collaborazione con Eurobasket e Stella Azzurra: “Voglio sottolineare come io ho cercato sin da subito di collaborare con queste due società. Ma innanzitutto, c’è da dire, che le medesime non erano intenzionate a lavorare gomito a gomito e questo avrebbe implicato di entrare in partnership con una soltanto, con tutte le differenze e le difficoltà del caso”.

Anche Francesco Martini, presidente del Comitato Regionale FIP, è intervenuto sottolineando che “Roma ha un bacino d’utenza impressionante e bisogna far leva su ciò. Credo che un passo importante sia quello di riportare la pallacanestro nelle scuole, come avveniva anni fa. A Novembre ci sarà una manifestazione NBA in 30 scuole della regione, un atto di promozione del basket con la speranza che venga preso in considerazione da tutti”.

Francesco Carotti sul progetto: “Tra i punti che vogliamo sottolineare c’è quello delle agevolazioni, in favore dei ragazzi, per venire a vedere la Virtus al palazzetto. Ci saranno poi dei raggruppamenti domenicali per il minibasket”. Dal punto di vista comunicativo Carotti ha sottolineato come sia difficile, per il momento, promuovere l’immagine della Virtus e del basket attraverso radio e televisioni regionali, le quali stanno attraversando un momento di difficoltà e non hanno spazio per questo argomento”.

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