Intervista esclusiva a Pasquale Luiso: "Conte-Napoli addio prevedibile, Allegri più pronto di Italiano. Roma da dieci in pagella, fallimento Milan e Juventus. Il Catanzaro si è sentito già promosso, ma il sogno Serie A è ancora vivo"

In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto Pasquale Luiso, allenatore ed ex attaccante. Dall'addio di Conte in casa Napoli ai papabili per la panchina azzurra, passando per la qualificazione in Champions della Roma di Gasperini, le chance promozione di Catanzaro e la retrocessione del Pescara. Ecco le sue dichiarazioni.

Pasquale Luiso
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In esclusiva ai nostri microfoni è intervenuto l'allenatore ed ex calciatore Pasquale Luiso. L'ex attaccante, soprannominato il "Toro di Sora", in carriera ha vestito, tra le altre, le maglie di Torino, Piacenza e Vicenza in Serie A e quelle di Avellino, Sampdoria, Salernitana e Catanzaro in Serie B. Dall'addio di Antonio Conte in casa Napoli al mancato raggiungimento dell'obiettivo Champions League da parte di Milan e Juventus, passando per l'arrivo di Maurizio Sarri in casa Lazio e il sogno promozione del Catanzaro. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai nostri microfoni.

È ufficiale l’addio di Conte al Napoli: ti aspettavi una separazione dopo appena due stagioni?

"Non mi sorprende che il mister abbia lasciato la panchina del Napoli. Antonio Conte ormai abbiamo imparato a conoscerlo. Quando non vede una situazione chiara e non ha tutto sotto controllo preferisce fare un passo indietro. Probabilmente, si è accorto che l'entusiasmo dopo due anni si era un po' spento. Dopo lo scudetto vinto lo scorso anno, in questa stagione ha portato a casa la Supercoppa ed è arrivato secondo: è un buon bilancio, se ne va comunque dopo un campionato positivo. C'è poco da recriminare".

Per il Napoli circolano soprattutto i nomi di Allegri e Italiano: chi vedi meglio sulla panchina azzurra?

"Chi arriva, vista la squadra a disposizione e i risultati ottenuti da Conte, ha l'obbligo di puntare allo scudetto e di fare meglio in Champions League. Italiano ha sempre espresso un buon calcio e ha personalità da vendere, ma Napoli non è Bologna. La pressione è tanta ed è facile che la situazione possa sfuggirti di mano. Max Allegri ha più esperienza e una caratura diversa anche in Europa. Magari potrebbe avere un impatto più immediato sull'ambiente e sulla squadra".

Hojlund ha chiuso a 12 gol tra alti e bassi: che giudizio dai sul centravanti danese? Può essere lui il futuro dell’attacco del Napoli?

"Hojlund mi piace, penso sia un attaccante pazzesco. Ha fatto 12 gol, ma è stato frenato dagli infortuni, poteva segnare anche di più. Messo nelle condizioni giuste, senza eccessivi compiti di sacrificio, può fare benissimo. Si tratta di un centravanti che ha grande corsa, fisico e fiuto del gol. Ad un certo punto della stagione è stato il vero trascinatore di questo Napoli. Il danese deve essere messo al centro del progetto, è lui l'attaccante su cui fare affidamento per il futuro".

Milan e Juventus hanno mancato la qualificazione in Champions League: stagione fallimentare? Diverso invece il discorso della Roma di Gasperini, cosa ne pensi?

"Juventus e Milan sono le due grandi delusioni di questa stagione, il loro è stato sicuramente un fallimento. Soprattutto la debacle dei rossoneri è stata clamorosa. Non puoi giocare un incontro decisivo come quello contro il Cagliari in quel modo. Si trattava di una partita da sbranare a partire dai primi minuti, invece si è visto il Milan più spento della stagione. A parer mio, un vero e proprio scempio. Non a caso poi Allegri è stato esonerato. La Juventus ha sbagliato tutto contro il Verona e la Fiorentina, ma in generale Spalletti dall'arrivo in bianconero ha espresso un buon calcio. La Roma ha conquistato la Champions grazie a un allenatore che sa costruire e valorizzare le squadre. Gasperini è l'allenatore più forte in questo momento nel calcio italiano. Giallorossi trascinati anche da un grande Malen, sottovalutato da tutti e reso protagonista da Gasperini. Se dovessi dare un voto alla Roma darei dieci".

Maurizio Sarri è il nuovo allenatore dell’Atalanta: scelta giusta per lui e per il club? Può aprirsi un nuovo ciclo importante a Bergamo?

"Maurizio Sarri è la scelta giusta per l'Atalanta. Giuntoli ha già lavorato con lui a Napoli, tra i due c'è un'ottima intesa e a Bergamo possono fare grandi cose. Vista la mentalità e il calcio proposto, penso sia l'allenatore giusto per riportare l'Atalanta nell'Europa che conta. Dispiace per Palladino, ma ad un certo punto la Dea si è adagiata troppo. La scalata è stata importante, ma è mancata costanza nel momento decisivo".

ll Catanzaro ha perso 0-2 l’andata playoff col Monza: credi ancora nella rimonta e nel sogno Serie A?

"La piazza di Catanzaro mi è rimasta nel cuore. La squadra di Aquilani ha fatto un campionato pazzesco, di altissimo livello. A mio parere il gruppo è tornato da Palermo, dopo la vittoria nella semifinale playoff, troppo carico, c'è stata troppa festa, serviva una maggiore concentrazione. Sembrava quasi che la Serie A fosse già conquistata, ma la storia si scrive soltanto con la promozione in massima serie. All'andata ho visto una squadra spenta, ma a Monza può succedere di tutto. Nel calcio mai dire mai".

In Serie B ha deluso il Pescara, retrocesso dopo appena un anno: che idea ti sei fatto in particolare delle polemiche su Insigne?

"Peccato per la retrocessione del Pescara dopo appena un anno di Serie B. Certo, la scelta di Insigne di non calciare il rigore contro il Padova resta un mistero. Poteva salvare la squadra da eroe, ma è venuto meno proprio nel momento cruciale. Ovviamente le colpe non possono essere addossate solo a Insigne, che ha dato comunque un contributo importante. Il Pescara doveva fare di più nel corso della stagione. Auguro alla squadra di tornare presto in cadetteria".

Il Vicenza ha conquistato la Serie B dominando la C: può essere competitivo anche in cadetteria?

"L'obiettivo del Vicenza ora deve essere quello di dare continuità al progetto e di consolidarsi in Serie B. Non a caso nel calcio ci sono le categorie e giocatori che possono fare la C e giocatori che possono fare la B. A Vicenza si deve capire da chi si può ripartire per costruire una base solida. Gallo è un bravissimo allenatore, ha dato una mentalità vincente al club e saprà farsi valere anche in cadetteria. Passo dopo passo si possono raggiungere grandi traguardi".

Guardando al futuro, speri di tornare presto in panchina? Quali sono i tuoi obiettivi per la prossima stagione?

"La speranza è quella di tornare presto in panchina. Sono stato un anno fermo, anche a causa di alcuni problemi di salute, ma ora sono pronto per rimettermi in gioco. Ho avuto diversi colloqui con club di Serie D, vediamo quali evoluzioni ci saranno nelle prossime settimane. Ho sicuramente tanta voglia di tornare in panchina".