Italbasket verso pre olimpico, Messina: «Metterci il cuore e non farci tremare la mano»

Pubblicato il autore: Giacomo Garbisa Segui
Presentazione Ettore Messina Fip (fonte ADNKronos)

Presentazione Ettore Messina Fip (fonte ADNKronos)

 

E’ iniziato ufficialmente lunedì 6 giugno, nel ritiro di Folgaria in Trentino Alto Adige, il cammino dell’Italbasket verso pre olimpico che deve portare gli azzurri alle Olimpiadi 2016 di Rio, in Brasile. Gli azzurri di coach Ettore Messina e lo staff tecnico si sono ritrovati in altura per iniziare subito il training camp che durerà fino al 15 giugno per poi lasciare spazio alla Trentino Basket Cup del 17 e 18 giugno.

Veterani e volti nuovi hanno salutato il commissario tecnico in attesa degli atleti che si aggregheranno più avanti perché impegnati con i rispettivi club nelle finali scudetto in Italia, Turchia e Germania. A Folgaria sono quindi saliti per ora Awudu Abass, Andrea Bargnani, Marco Belinelli, David Cournooh, Marco Cusin, Diego Flaccadori che lascerà il raduno il 10 giugno, Simone Fontecchio, Danilo Gallinari, Matteo Imbrò, Fabio Mian, Davide Pascolo, Giuseppe Poeta, Stefano Tonut, Luca Vitali, Michele Vitali e Andrea Zerini mentre Riccardo Cervi si unirà al gruppo l’8 giugno.

«Ettore Messina per noi è un valore aggiunto – ha detto il presidente Federbasket Giovanni Petrucciperché non potevamo avere tecnico migliore per guidare la Nazionale verso il sogno di Rio 2016. In questi giorni ho letto le dichiarazioni dei nostri ragazzi: loro sono convinti di potercela fare e anche io ci credo. Certo, non sarà una passeggiata perché tutte le squadre che partecipano al pre olimpico sono ostiche. Tutti parlano della Grecia e della Croazia ma noi non dobbiamo e non vogliamo sottovalutare nessuno».

«Ogni volta che sento parlare il presidente – ha detto il ct Ettore Messinavorrei scendere subito in campo. Il suo entusiasmo e quello dei ragazzi per me sono importanti. Essere di nuovo qui a Folgaria per me è speciale, ci venivo con la Virtus Bologna, con la Nazionale e anche con la famiglia. Mi fa piacere anche giocare il torneo a Trento, dove c’è una società molto organizzata e che ha fatto una stagione ottima. Mettersi in gioco cercando ostacoli sempre più grandi fa onore all’Aquila Basket, è solo così che si cresce. Anche la Nazionale l’ha fatto in questi anni e ora siamo di fronte a un grande obiettivo. La Federazione, il CONI e il Governo hanno fatto grandi sforzi per permetterci di giocare in Italia a Torino: sta a noi ora metterci il cuore e non farci tremare le mani quando sarà il momento decisivo. Dovremo dare tutti qualcosa in più. Negli scorsi anni è mancata un po’ di freddezza, e con questo intendo capacità di capire chi deve avere la palla in mano nei momenti giusti e chi in difesa deve fare delle cose anziché altre. La differenza tra vincere e perdere è sottile e per un nulla si rischia di buttare all’aria delle partite. Qui in Nazionale abbiamo uno staff medico sanitario e tecnico di primissimo livello e con competenze specifiche: questo per il nostro lavoro è utilissimo. Mi dispiace non essere negli Usa per giocare le Finals con San Antonio ma sono molto contento di essere qui per lavorare con tutti i ragazzi e metterli il prima possibile sullo stesso livello di preparazione. La squadra ha già una sua identità: ce la faremo, saremo pronti».

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