Intervista esclusiva a Luciano Zauri: "Lazio, ora l'Europa è possibile. Tavares terzino da big europea. Sarri e l'Atalanta devono conoscersi. Samp e Fiorentina sono nella stessa situazione, perché..."

La redazione ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva Luciano Zauri, ex terzino di Atalanta, Lazio, Fiorentina e Sampdoria tra le altre. Con lui abbiamo parlato della situazione attuale delle squadre in cui ha giocato in carriera e non solo: ecco cosa ci ha detto.

La nostra redazione ha avuto il piacere di avere ai propri microfoni in esclusiva l'ex terzino Luciano Zauri, oggi allenatore. In carriera ha vestito le maglie di Atalanta e Lazio su tutte, ma anche di Sampdoria, Fiorentina, Chievo e Pescara. Ecco le sue parole di commento alla situazione delle sue ex squadre.

La Lazio è inaspettatamente in testa alla classifica. Cosa sta influendo di più, il mercato di Fabiani o la mentalità e il gioco che ha portato Gattuso?

Credo che sia un po' tutto quello che hai detto. Alla fine, quando le cose vanno bene, credo sia merito un po' di tutte le componenti. Sicuramente, il dispiacere è quello di non avere i tifosi che possano condividere il momento con la squadra in questo momento, però i meriti in questo momento vanno dati alla società, all'allenatore e ai calciatori.

Ma dove può arrivare la Lazio? Può pensare di giocarsela per i primi quattro posti?

Credo che sia presto per dirlo, non bisogna assolutamente illudersi. Non è stata costruita per raggiungere la Champions League probabilmente, però stanno facendo bene, non hanno il doppio impegno se non la Coppa Italia, quindi credo che verso gennaio-febbraio si potrà dire qualcosa in più. In questo momento, però, un piazzamento in Europa, anche magari in Europa League, può essere un obiettivo.

Il tecnico biancoceleste ha esaltato Nuno Tavares di recente, paragonandolo anche a Nuno Mendes. L’esterno portoghese è effettivamente un giocatore che può stare ad altissimi livelli?

Allora, il Nuno Tavares della prima stagione è molto simile a questo, la differenza è che adesso il percorso italiano lo ha aiutato un pochettino a migliorare la fase difensiva. E quindi credo che sia un giocatore proiettato a questi livelli altissimi, quindi grandissime squadre del palcoscenico europeo. Ovviamente la continuità poi dirà se ci avremo visto giusto o meno, però è un giocatore dalle potenzialità enormi, visto anche il ruolo, perché di esterni bassi non ne esistono più.

L’Atalanta lunedì sera si è data una scossa dopo alcune battute d’arresto. La Dea può tornare in lotta per i primi 4 posti?

Secondo me, la squadra ha le potenzialità per insidiare i primi quattro posti, in chiave Champions League. Sarri e l'Atalanta stanno cercando di entrare un po' a vicenda nella propria mentalità, perché sono due realtà che si conoscono da poco. Ha dei giocatori probabilmente non adattissimi, soprattutto davanti, al gioco che vorrebbe proporre. Però, ripeto, si stanno conoscendo meglio e qualcosa si inizia a intravedere. Ovviamente, però, è ancora presto.

Quindi credi che Sarri stia facendo bene nel cercare di portare il suo modulo, il suo modo di giocare, invece di provare a uniformarsi a ciò a cui era abituata la Dea negli ultimi dieci anni?

Credo che Sarri sia tra i pochi che non scendono a compromessi e fino ad adesso non l'ha mai fatto, se non in qualche momento della partita, quindi credo non cambierà. Ripeto, ha dei giocatori davanti, soprattutto, forse non proprio esterni, come Raspadori o De Ketelaere, insomma giocatori un po' particolari. Però la conoscenza reciproca tra il tecnico e la squadra ci dirà dove possono arrivare. Tra un allenatore bravo e giocatori bravi poi si trova sempre la soluzione.

La Fiorentina è caduta col Genoa dopo che sembrava in ripresa. È possibile pensare a qualcosa di più di una salvezza tranquilla, oppure sarà un altro anno di transizione?

Probabilmente l'ambizione estiva era quella di insediarsi nella zona europea dopo la passata stagione vissuta un po' in difficoltà. Purtroppo, la partenza è stata assolutamente negativa. Ovviamente Grosso è un bravo allenatore, quindi era impensabile che fosse soltanto colpa di Grosso; qualche difficoltà tuttora si vede, e la sconfitta di Genova dice un po' questo. Però la Viola ha dei giovani molto interessanti, e i giovani - si sa - hanno bisogno di tempo per potersi esprimere e di fiducia. Firenze è una piazza molto importante, per cui prima escono da questa zona e prima riusciranno a guardare un po' più in su.

La Sampdoria non riesce a uscire dal baratro, nonostante il livello dei calciatori non sia certamente da retrocessione. Cosa serve, secondo te, per dare la scossa?

La Samp in questa stagione sta facendo fatica, è partita malissimo anche quest'anno. È lo stesso discorso fatto per la Fiorentina: si pensava potesse fare qualcosa di diverso e invece purtroppo no. Per quanto riguarda lo scossone... è ovvio che quando le cose non vanno, il primo a salire sul banco degli imputati è l'allenatore. Poi in campo ci vanno i calciatori, però non potendo cambiare venticinque calciatori, il pensiero va sempre a finire sull'allenatore, anche se non sempre è la scelta giusta.

Ripensando alla pausa Nazionali delle scorse settimane, quale pensa che sia il primo calciatore da cui devono ripartire gli Azzurri?

Sì, finalmente qualche faccia nuova nel palcoscenico europeo. Sicuramente Kayode ha fatto vedere cose interessanti, Pio Esposito anche... Aggiungo Ndour dell'Under 21 che, gol a parte, è un giocatore molto interessante, assolutamente proiettato a salire tra i grandi. Bisogna avere un po' di fiducia in questi ragazzi, quindi due o tre nomi sicuramente, ma si è visto anche il ragazzo del Cagliari, Romano, che ha grande personalità. Sicuramente anche lui è un giocatore che ha fatto una prima partita magari non buona, però è lì il discorso: va data fiducia a questi ragazzi, perché non può essere una partita sbagliata a precludere il percorso. Fiducia ai ragazzi, i nomi ci sono, ci vuole solo un po' di pazienza.