La caduta degli dei ai mondiali di basket 2019

Pubblicato il autore: daniele conti Segui


I mondiali di basket 2019 passeranno alla storia come quelli della caduta degli dei a stelle e strisce, metaforicamente ben paragonati ad Icaro che, per superbia, volò troppo vicino al sole vedendo sciolte le sue ali di cera. Fa venire i brividi che il crollo definitivo sia avvenuto l’11 settembre, data funesta per il paese nordamericano. La nazionale Stars and Stripes si è presentata a questa manifestazione molto rimaneggiata, con tutti i big che si sono defilati con l’avvicinarsi delle convocazioni definitive. La federazione ha pensato di difendere i suoi due titoli consecutivi senza imporre ai suoi giocatori top la presenza. Portando elementi poco esperti e senza conoscenze del sacrificio e dell’umiltà, è arrivato un settimo posto che è il peggior risultato nella storia degli USA in questa competizione.

Tutto facile nei gironi di primo turno

Le prime fasi di tutte le competizioni cestistiche sono tarate per consentire alle nazionali migliori di avanzare senza alcuno sforzo. Lo scarto tra chi deve occupare i posti validi per la fase successiva e le altre è sempre ben marcato. Lo abbiamo provato anche noi sulla nostra pelle, pur non possedendo spesso una squadra in grado di battagliare per la vetta, non abbiamo mai fatto fatica ad ottenere il primo pass. Così gli USA hanno dominato il proprio girone E contro Repubblica Ceca, Turchia e Giappone. Gli appassionati di lungo corso della palla a spicchi potrebbero obiettare sull’equilibrio che esista tra anatolici e cechi a livello storico, ma di recente i turchi sono in declino totale, e ormai vanno considerati alla stregua di una comprimaria persino in ambito continentale.

Contro Grecia e Brasile il massimo splendore

Giunti al secondo girone portandosi dietro la vittoria sui cechi, gli statunitensi hanno brillato contro Grecia e Brasile, sfoderando delle eccellenti prestazioni difensive che hanno prodotto grandi lodi da parte degli esperti ai lavori. È proprio in questo momento che la squadra americana ha abbassato la guarda, si è sentita realizzata e ha commesso il peggior errore che potesse fare: credere di aver già vinto, di essersi dimostrata più forte di tutti senza nemmeno il bisogno di dover lottare. Forse abbiamo tutti sopravvalutato le compagini elleniche e brasiliane, oppure semplicemente gli USA non hanno avuto la fame giusta nel giocare la fase ad eliminazione diretta.

Il disastroso quarto di finale contro la Francia

Ad avere l’onore di estromettere gli Stati Uniti dai mondiali di basket 2019 è stata la Francia. Nel quarto di finale contro i Galletti si è messa ancor più in luce la tendenza di Lillard e soci nello snobbare un’avversaria creduta domata dopo 30 minuti. Il match è stato infatti incerto fino al secondo intervallo breve del match. Pensate che dopo il terzo periodo gli Usa erano avanti di tre punti, per perdere di dieci, 79-89, alla sirena conclusiva. In patria lo shock è stato totale e le critiche per l’atteggiamento lassista sono piovute da ogni parte. Mai la nazionale statunitense era stata umiliata similmente nella propria manifestazione sportiva per eccellenza. Mondiali ed Olimpiadi di pallacanestro sono da sempre terra di conquista per gli americani che, quando perdono, ne fanno una questione di stato pari a una disfatta bellica.

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