Giacomo Galanda a SuperNews: “Mentalmente siamo superiori alla Francia. Serbia? Ci aspettavano al varco e li abbiamo battuti con merito”

Pubblicato il autore: Rudy Galetti

SuperNews ha avuto il piacere di intervistare Giacomo Galanda – ex cestista campione Europeo e vice campione Olimpico con la Nazionale Italiana di basket – in vista dei quarti di finale di Eurobasket 2022 in programma questo pomeriggio tra Italia e Francia.

L’Italia è stata superlativa sotto ogni punto di vista con la Serbia: qual è la cosa che non dimenticherai mai di quella partita?
Provocatoriamente, spero non resti nulla e vorrei non ricordarmi niente in futuro della sfida di domenica. Questo vorrebbe dire che la vittoria contro la Serbia è stata solo una tappa di un cammino ancora lungo per l’Italia. Sicuramente è stata una sfida che ci ha dato consapevolezza della qualità dei nostri giocatori. Alla vigilia del match contro i serbi, non capivo perchè dovessimo partire sfavoriti: abbiamo giocatori di grandissimo livello e sia l’ultima Olimpiade che l’Eurolega lo hanno ampiamente confermato. In tanti, ad esempio, si sono sorpresi della forza e delle capacità di Marco Spissu: lui, proprio in Eurolega, si è più volte distinto per ottime prestazioni e chi lo conosce sa quanto sia un grandissimo tiratore. Al di là della provocazione, l’Italia ha disputato un’ottima partita, realizzando una vera e propria impresa sportiva contro un avversario che ci aspettava al varco dopo l’eliminazione dal preolimpico lo scorso anno. Una gara intensa, con campioni da una parte e dell’altra, che abbiamo vinto non solo sul campo, ma anche e soprattutto mentalmente. Come detto, spero davvero rimanga poco di questo incontro, perchè c’è un percorso da completare e tutti speriamo che quello contro la Serbia sia stato solo l’inizio.

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Credi che l’espulsione di Pozzecco possa aver inconsciamente fatto pensare alla Serbia di avercela ormai fatta contro un’Italia senza la sua guida tecnica?
In realtà credo che la Serbia si fosse rilassata mentalmente già qualche minuto prima. Nel momento in cui avevano gestito bene il vantaggio nelle prime azioni dopo l’intervallo lungo – rendendo ancora più ampio il passivo – credevano probabilmente che il match fosse in totale controllo. Dominavano fisicamente, i tiri entravano e continuavano ad essere in fiducia: dal canto nostro, siamo stati bravi a restare comunque attaccati alla partita. L’espulsione del Poz credo sia stata una mossa necessaria per rispondere ad un arbitraggio totalmente a senso unico e, più che altro, ha rappresentato un forte segnale per gli Azzurri, un input a tutta la squadra che bisognava lottare fino in fondo. E così alla fine è stato, anche al di là dell’episodio specifico: la maturità espressa dalla nostra Nazionale è stata lampante e, grazie all’aggressione fatta di gioco e di crescente facilità dei passaggi, li abbiamo messi in difficoltà e sconfitti sul campo con merito. Si vedeva nella tranquillità degli occhi dei senatori, come Datome e Melli, che l’incontro era stato preparato al meglio: la giusta mentalità con cui abbiamo impostato la partita dal primo minuto ha pagato.

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Come detto, tante lodi agli Azzurri, sia a livello di squadra che singolarmente: volendo proprio trovare un neo, c’è qualcuno dei componenti della rosa di questo Europeo che durante il cammino poteva dare qualcosina in più in termini di prestazioni? 

Sono convinto che tutti coloro che sono entrati in campo, fino ad ora, abbiamo dato il loro massimo. Voglio prendere ad esempio Nico Mannion, che sicuramente l’anno scorso aveva molto più spazio: è stato fondamentale anche il suo supporto, sia con la Serbia che nelle partite precedenti. Al di là del minutaggio, in una competizione di questo genere, è importante che tutti si facciano trovare pronti, gettandosi nella mischia, mettendo energia e provando a dare il massimo supporto alla squadra e fino ad ora è stato così. Chi è sceso sul parquet ha dato sempre e comunque un segnale positivo e questo è fondamentale: un messaggio indiretto agli avversari che si trovano di fronte un gruppo che, indipendentemente dai suoi componenti, rema sempre nella stessa direzione.

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Ora nei quarti una Francia che ha strappato la qualificazione ai supplementari contro la Turchia: che partita ti aspetti?

Non vedo la Francia superiore a noi e come altre nazioni – a parte la Grecia – non è sempre stata brillante in questo Europeo, subendo già qualche sconfitta. Ad ogni modo, l’Italia dipende e dipenderà molto dalle percentuali di tiro da 3 punti. Sono certo che anche oggi saremo costanti nell’approccio: quando una realizzazione non andrà a buon fine, avremo la mentalità giusta per continuare a provarci, azione dopo azione. Certamente, ripetere una partita come quella contro la Serbia non sarà così facile, ma l’atteggiamento e il mood in campo saranno sempre quelli visto domenica. Da un punto di vista fisico la Francia è più forte, ma mentale siamo superiori ai nostri avversari: la forza psicologica degli Azzurri, nell’economia del risultato finale, sarà fondamentale.

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