NBA: a Phila si incrociano le ‘telenovelas’ di Embiid e Simmons

Pubblicato il autore: Valerio Mingarelli Segui

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Due telenovelas a metà tra il dramma e la commedia del grottesco, una sola location: Philadelphia, che da città dell’amore fraterno si è trasformata in anfratto del caos Nba postmoderno. In Pennsylvania le canotte sono ancora listate a lutto: le misere dieci vittorie arrivate nella stagione conclusasi lo scorso aprile hanno lasciato intorno al Wells Fargo Center rassegnazione, mestizia e macerie cestistiche. Un solo successo in più dei Sixers del ’73, versione baskettara degli Indians del noto film “Major League, la squadra più scassata della Lega”, che a tutt’oggi restano la maglia nera degli almanacchi Nba. Poco importa: sempre di Phila parliamo, e dieci “urrà” anziché nove non sono certo di sollievo, in una metropoli che di fasti rigogliosi ne ha vissuti svariati lungo i sette decenni di basket pro. L’atmosfera funerea è stata defibrillata a fine maggio, quando le palline della Draft Lottery hanno premiato il GM Bryan Colangelo con la pick n°1. Che si è tradotta un mese dopo in un nome e cognome: Ben Simmons, lo strombazzato ragazzo prodigio da Louisiana State University.

Lo staff dirigenziale di Phila, fin troppo avvezzo ai rompicapi, all’indomani della notte glamour del Barclays Center si è messo al lavoro per costruire un roster che avesse come pilone angolare proprio il ventenne di Melbourne. “Squadra troppo a trazione posteriore” – hanno sentenziato tutti (ed è la tiritera tuttora): talento e futuribilità nel pacchetto lunghi e ali, vuoto cosmico in backcourt. Così, si è cercato di sbolognare altrove uno tra Jahlil Okafor (le cui ombre hanno sovrastato le luci nell’annata da rookie) e Nerlens Noel (superbo atleta ma ancora tragicomico tatticamente). Tutto ciò per un motivo semplice: la presenza, nella ciurma di coach Brett Brown, di Joel Embiid.

Personaggio da “black comedy” se ne esiste uno, Embiid è planato nell’universo Nba nell’estate del 2014. Senza però atterrare mai: a pochi giorni dal Draft di due anni fa, una frattura da stress al piede destro ha sancito l’inizio della sua ascesa al Calvario. Centro di 214 cm di altezza e 125 kg (assai variabili) di peso, nel suo unico anno al college (Kansas) abbagliò le pupille degli scout di tutta America. I suoi movimenti in post basso lo scaraventarono subito nell’insensata girandola di paragoni con i big man del passato, tanto che nonostante il crac al piede, a Phila decisero di chiamarlo con la pick n°3. Da allora, questo ragazzone camerunense di indole guascona (ed ego smisurato), non ha calcato neanche per un secondo i parquet della Nba. Un biennio fatto di sparate sui social al limite del cabaret e temerarie avances a donne da jet set quali Kim Kardashian e Rihanna (con puntuali due di picche), con un recupero lungo e tormentato.

Stanotte ad Amherst, nel Massachusetts, lo vedremo per la prima volta all’opera nella gara di pre-season tra Celtics e Sixers. Però non saranno quei Sixers pensati da Colangelo col pilastro angolare di cui sopra: Ben Simmons infatti non ci sarà. Ci saranno (in calzettoni o in giacca vedremo) Okafor e Noel, quelli che dovevano partire. Come tutto il globo ormai sa, anche per l’australiano galeotto fu il piede destro: la frattura al quinto metatarso rimediata in uno scrimmage nel New Jersey lo costringerà infatti a un pit-stop in sala operatoria. Sull’infortunio del predestinato mancino si è detto di tutto: troppa massa muscolare in poco tempo, ossa fragili e bla bla bla. Sui suoi tempi di recupero pure: chi dice ha detto di dicembre, chi Natale, chi fine gennaio, in una gara all’allegro ortopedico. Il Philadelphia Daily News però poche ore fa ha scaraventato l’entourage dei Sixers sotto una doccia gelata: secondo l’esperto Nba Bob Cooney, Rich Paul (agente del gioiellino) sostiene che per recuperare a pieno Simmons dovrà saltare l’intera stagione. Proprio come accade ad Embiid. Dunque, nella stessa notte in cui i Sixers sfoggeranno finalmente il centro africano, probabilmente si preparano a dire addio per un anno al talento australiano. Di certo tra procuratore del ragazzo e staff ci sarà bagarre nei mesi a venire, e ogni scenario è plausibile: la telenovela sarà lunga e prolissa. Altresì, a Phila forse si convinceranno ad erigere una statua-talismano contro la jella. Magari a forma di piede destro.

 

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