La stagione dei Boston Celtics 2017-2018

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

La stagione dei Boston Celtics 2017-2018 era partita come peggio non poteva, perchè dopo cinque minuti della prima partita della regular season, uno dei migliori giocatori del campionato NBA e tra i più attesi, Gordon Hayward, per ricevere al volo un passaggio di un suo compagno e provare a schiacciare (in gergo alley oop), ricadendo a terra ha perso l’equilibrio, spezzandosi la gamba sinistra in maniera scomposta.
Un infortunio talmente grave, che i giocatori in campo hanno subito capito la gravità dell’accaduto, assumendo espressioni sconvolte.
Aver perso uno dei giocatori migliori, invece di deprimere la squadra, ha avuto l’effetto contrario, unendola ancor di più e dopo le prime due sconfitte, la squadra di coach Stevens ha infilato una striscia di 16 vittorie consecutive tanto per fare capire agli avversari che per batterli quest’anno, avrebbero dovuto sudare e anche parecchio.

L’annata è continuata in maniera molto buona con tante vittorie, ma proprio a poco più di un mese dalla fine della stagione regolare, nella trasferta di Indianapolis contro i Pacers, la stella della squadra Kyrie Irving si è infortunato al ginocchio sinistro; operato il 24 marzo sembrava un problema risolvibile in 4-5 settimane (parole dello staff dei Celtics), invece dopo dieci giorni è arrivata la terribile notizia per la squadra che la loro stella aveva finito la stagione e che si era resa necessaria un’altra operazione; tanto per non farsi mancare niente nella stessa partita dove si era fatto male Irving, anche Marcus Smart (il difensore più forte della squadra), è strato costretto ad alzare bandiera bianca per infortunio (lesione legamento del pollice destro), riuscendo però a tornare nelle semifinali di Conference contro Philadelphia.

Finita la regular season in maniera un pò altalenante e, nonostante i tanti infortuni, i Celtics sono riusciti a chiudere al secondo posto dietro i Toronto Raptors l’Atlantic Division, con un record di 55 vittorie e 27 sconfitte; partiti i play off come testa di serie numero 2 all’Est, i Celtics al primo turno hanno incontrato i Milwaukee Bucks della stella greca Giannis Antetokounmpo, la serie è stata equilibratissima tanto è vero che Boston l’ha spuntata in sette partite con il fattore campo decisivo (nessuna vittoria in trasferta in questa serie) quando nella gara decisiva i biancoverdi con una partita preparata e giocata alla perfezione hanno vinto 112-96.

Nel secondo turno i Celtics hanno trovato sulla loro strada i Philadelphia 76ers di Joel Embiid e del “nostro” Marco Belinelli; questa serie rispetto alla precedente è stata più facile da portare a casa (4-1 il risultato della serie) e grazie anche al ritorno di Marcus Smart, giocatore importantissimo soprattutto nei meccanismi difensivi del team, coach Brad Stevens e la sua squadra sono riusciti a bissare la finale dell’Eastern Conference come l’anno scorso, un grande risultato visto i tanti infortuni importanti avuti durante la stagione.

Purtroppo per i tanti tifosi celtici, la stagione non ha avuto quella scintilla finale che speravano e alla fine si è conclusa come l’anno scorso, sempre in finale di Conference e sempre con lo stesso avversario ( i Cleveland Cavaliers di sua maestà Lebron James), ma con una differenza sostanziale che dodici mesi fa i Celtics vennero travolti 4-1 mentre quest’anno la squadra del Massachussets ha fatto sudare le proverbiali sette camicie, perdendo in casa la settima e decisiva partita (79-87 il risultato finale), dopo che erano stati avanti nella serie, prima 2-0 e poi 3-2. Ma quando ti trovi di fronte uno dei giocatori più forti della storia, per vincere la gara decisiva devi essere perfetto e i Celtics questa volta non lo sono stati, con percentuali in attacco disastrose (34,1% da due e 17,9% da tre), e pensare di vincere con queste cifre era sinceramente impossibile.

Neanche la cabala è venuta in soccorso dei biancoverdi che nella loro lunga storia avevano un record clamoroso di 37-0 quando sono andati avanti 2-0 nelle serie play off ed oltretutto in questa post season erano imbattuti al TB Garden (11 vittorie in 11 partite).

In finale si può tranquillamente dire che la squadra di Brad Stevens ha vissuto una stagione ampiamente oltre ogni più rosea aspettativa, scoprendo il talento del rookie Jayson Tatum e la crescita esponenziale di Jaylen Brown, però ora bisognerà vedere se con il rientro delle loro stelle, Kyrie Irving e Gordon Hayward, si riuscirà ad alzare l’asticella ancor di più, se si vuole puntare al titolo NBA che manca in casa Celtics dal 2008.

NBA – Foto Getty Images © selezionata da SuperNews

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