“Vesuvio lavali col fuoco”, la Sampdoria rischia la stangata per i cori contro Napoli

Pubblicato il autore: Francesco Moscato Segui

Brutto episodio nel corso di Sampdoria-Napoli, match disputato domenica 13 maggio. Il direttore di gara Claudio Gavillucci, dopo il gol di Milik, ha fermato il gioco per i continui e ripetuti cori anti Napoli di discriminazione territoriale provenienti dalla curva occupata dai tifosi blucerchiati.

Sarri, l’allenatore del Napoli, già nel primo tempo, aveva segnalato al quarto uomo, i cori razzisti, senza che il collega dell’arbitro segnalasse l’accaduto. Ferrero, il presidente dei blucerchiati, è sceso addirittura in campo, dirigendosi verso la gradinata nord, pregando i tifosi di smettere. Ma la reazione dei sostenitori non è stata pacifica con Ferrero invitato ad andarsene. Ora la palla passa al giudice sportivo che potrebbe comminare alla Samp una punizione esemplare per quanto accaduto al Ferraris. Ricordiamo che per lo stesso motivo, anche un Lazio-Napoli, fu sospeso con calciatori richiamati a centrocampo. O si prendono severe decisioni, o continuerà così a vita.

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Lo sfottò è simpatico, fa parte dello sport, ma il razzismo, e l’augurio di disastri naturali, non ha niente a che vedere col calcio. I continui “Vesuvio lavali col fuoco”, “Napoli colera” sono diventati il vero coro d’unione della maggior parte delle tifoserie italiane che hanno finito di caricare i propri giocatori, pensando solo a denigrare una città.

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