Mondiali 2018: la lezione del “Maestro” Tabarez

Pubblicato il autore: Giuseppe Porro Segui

Foto originale Getty Images© selezionata da SuperNews

Il calcio è pieno di storie straordinarie e cariche di magia, ma quella che accompagna il vincitore morale (a mio modesto parere) di questo mondiale è veramente una favola che speriamo abbia un vero lieto fine, ovvero la vittoria finale della competizione. Il protagonista di questa bella favola è il tecnico uruguaiano Oscar Washington Tabarez, nato a Montevideo settantuno anni fa, una carriera lunghissima ed importante con diversi passaggi in Italia, al Cagliari (due volte, portando i sardi al nono posto nella prima esperienza) ed al Milan, oltre che come CT dell’Uruguay ad Italia ’90 da avversario proprio degli azzurri che (buon per noi) eliminano il suo Uruguay agli ottavi di finale della nostra manifestazione casalinga che poi finisce con la vittoria dei tedeschi, ma questa è un altra storia

El Maestro
El Maestro (così viene soprannominato in patria il Commissario Tecnico Oscar Washington Tabarez, anche se miglior soprannome non poteva essere affibbiato al mister uruguaiano) ha avuto una carriera lunga e ricca di soddisfazioni. Ma è con la nazionale del suo paese che si toglie i maggiori sfizi e le migliori gratificazioni, avendo sposato la causa della sua nazione con tenacia e convinzione. Dal 2006 è infatti di nuovo il CT dell’Uruguay (il più longevo insieme al CT tedesco Joachim Loewe), ma è nel luglio 2016 quando rivela di essere affetto da una neuropatia cronica che attacca il sistema motorio, che in molti indicano nella sindrome di Guillain-Barré che dimostra il suo carattere combattivo e la sua tenacia, decidendo nonostante la malattia l’intenzione di continuare nel suo lavoro, continuando con il suo incarico restando fedele all’albiceleste, e anche se per camminare ha bisogno di stampelle e deambulatori è comunque sempre pronto ad impartire ordini e disposizioni giuste dalla panchina trasmettendo una carica incredibile ai suoi giocatori con la sua energia e la sua forza di volontà. Trasformando questa energia in un dare e avere con i giocatori facendosi carico di tutto un paese che lo segue con affetto e ammirazione che ora sogna la coppa più ambita del pianeta calcistico e non, ovvero la Coppa del Mondo, ambita; amata e adulata da tutti

Il lieto fine
Ora il lieto fine è d’obbligo, ovvero vedere l’albiceleste in cima al mondo, in un mondiale che a visto perdere per strada compagini favorite come: Germania; Spagna; Argentina Portogallo e tra le grandi vede rimaste solo il Brasile di Neymar jr. e la Francia di Mbpappe proprio prossimo avversario della compagine di Tabarez che dovrebbe fare a meno del matador Cavani ma sarà sicuramente un gruppo unito, compatto con un unico obiettivo, gettare il cuore oltre l’ostacolo e provare ad eliminare un altra favorita alla vittoria finale, cercando di continuare a coltivare un sogno che un uomo e tutto il suo paese stanno portando avanti, e stavolta non sarà solo l’Uruguay a tifare per la compagine di Tabarez ma molti altri tifosi al mondo che si stanno appassionando al mister uruguaiano, Oscar Washington Tabarez, “El Maestro” un vero e proprio maestro di vita

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