Rolando Bianchi torna in Italia, trovato l’accordo con il Perugia

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

rolando bianchi
Bentornato Rolando!
Il giramondo lombardo torna in patria, l’offerta giusta è quella del Perugia che dalle prossime partite potrà disporre di un reparto offensivo coi controfiocchi: Bianchi va a rimpolpare un attacco che già può vantare l’esperto Ardemagni e l’ottimo Parigini.
Insomma, per dirla senza mezzi termini, tanta roba per la Serie B. Va bene che nel campionato cadetto non sempre la presunta qualità porta punti, ma Bianchi è un rinforzo di tutto rispetto.
Negli ultimi sei mesi ha vestito la maglia del Maiorca, poi la chiamata del Perugia. Rolando ha 33 anni, un’eterna promessa del nostro calcio. Un potenziale inesploso che aveva fatto vedere grandissime cose alla Reggina, per poi spegnersi a cospetto della grande occasione.
Bianchi nasce calcisticamente nel settore giovanile dell’Atalanta, la compagine bergamasca ha sempre sfornato giovani promesse, e il guru Vavassori, un mostro sacro per i nerazzurri, non si è fatto certo scappare l’occasione di far esordire il ragazzo nel grande calcio.
L’impatto non è dei migliori e neppure l’esperienza a Cagliari porta risultati eccelsi.
La svolta, però, è vicina, la Reggina chiama.  In Calabria l’attaccante inizia malissimo. Un infortunio lo blocca poi un solo gol, ma pesantissimo, contro il Messina. La tifoseria invoca l’impresa impossibile, ovvero ottenere la salvezza con un fardello di undici punti in meno.
La coppia d’oro Bianchi-Amoruso va oltre ogni più rosea aspettativa, e il sogno è realtà. La squadra di Mazzarri salva la pelle grazie a una stagione tremendamente bella e a un bottino di ben 35 gol dei suoi due bomber.
Una stagione così attira tante pretendenti. L’amaranto Reggina lascia il posto all’azzurro City, Rolando sbarca in terra inglese. L’inizio è ottimo, poi più niente: dopo sei mesi è già pronto il biglietto di ritorno, questa volta la direzione è Roma. L’azzurro si trasforma in celeste, ma sotto l’aquila le prestazioni sono altalenanti.
Esordisce contro il Torino, lo stadio ospite lo riempe di fischi, Bianchi è in trance. La mente confusa e l’errore è di casa, piuttosto grossolano per un professionista. Tempo 5 minuti e si fa espellere, prima un fallaccio insensato da dietro, poi un braccio troppo alto, inducono l’arbitro a estrarre il rosso. Perchè questa ondata di odio verso il calciatore? Rolando aveva scelto la Lazio e rifiutato il Toro, l’orgoglio ultrà non poteva sopportare un simile affronto.
Paradossalmente però, lo stadio nemico diventerà la sua casa. Si cerca gloria con una maglia simil Reggina: dall’amaranto al granata il passo è breve.
Il Toro va giù, Bianchi rimane anche in cadetteria e, da capitano, conquista la promozione dopo tre stagioni di Purgatorio. La curva non lo ama, memore dei dissidi passati, ma i gol sono tanti. Seguiranno le esperienze al Bologna e all’Atalanta e poi la seconda divisione con il Maiorca.
Bianchi torna dopo anni di alti e bassi, il sogno di sfondare ad altissimi livelli è sfumato tra l’azzurro City e il celeste Lazio, ma dopo tante reti in granata/amaranto, era ora di provare un’esperienza in rosso. Il Grifone umbro aspetta con ansia le reti del bomber con la valigia.

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Paolo Bellosta

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