Milan, Donnarumma: "Vi svelo che cosa ho deciso per il mio futuro"


Il portiere del Milan Gianluigi Donnarumma in una recente intervista realizzata per GQ che uscirà domani (Martedì 13 Giugno 2017) in edicola ha deciso di raccontarsi a cuore aperto, parlando del suo rinnovo con la squadra rossonera e delle proprie intenzioni future.
A tale proposito, il portiere milanista ha dichiarato: "Sto cercando casa a Milano. Un appartamento grande, dove ci sia spazio per tutti i miei cari, e siccome il centro di Milano è bellissimo lo cerco lì. Mi sento pronto."
Dalle affermazioni di Donnarumma, è emersa la sua convinzione in merito alla decisione di restare con i rossoneri e di accasarsi a Milano con i propri familiari.
Sempre in riferimento al rinnovo del contratto con il Milan ed al legame con la propria famiglia, il portiere rossonero ha anche detto: "Sono sereno, perché tutte le parti di questa trattativa conoscono la mia volontà. Con Mino ed Enzo Raiola che fu il primo a notarmi e con la mia famiglia formiamo una squadra."
Con queste parole, il portiere milanista ha lasciato intendere che è felice per la scelta che ha fatto di restare con il Milan e che considera la propria famiglia un pilastro fondamentale nella sua vita.
Sempre nel corso dell'intervista con GQ, Donnarumma ha voluto sottolineare che non solo è molto attaccato ai propri familiari, ma che tra lui e il Milan c'è un bel legame stretto e che fin da bambino ha sempre coltivato con molta tenacia, grande impegno e tanta dedizione e passione il sogno di diventare portiere.

A riguardo, Donnarumma ha, infatti, dichiarato: "Io sono molto legato al Milan. Avevo quattro anni, mi ci aveva portato lo zio Enrico che purtroppo se n'è andato troppo presto. Poi comincio ad accompagnarmi mia madre e per quanto le categorie crescessero in fretta, per un bel pezzo pretesi di averla dietro alla porta, che altrimenti mi mettevo a piangere. Credo che la situazione avesse del grottesco: questo ragazzo grande e grosso che lasciava increduli gli attaccanti avversari per quante ne parava, ma che appena la mamma spariva per un caffè scoppiava in lacrime. Già da piccolo paravo dei tiri che un bimbo della mia età non avrebbe dovuto parare. Sul momento non me ne rendevo conto: mi tuffavo anche se la palla era molto angolata, la pigliavo o la deviavo in angolo, tornavo subito in piedi. Ecco, era lì che alzavo lo sguardo su compagni e avversari, per scoprire che avevano tutti gli occhi sgranati, a partire da quello che aveva tirato e non si capacitava di come un pallone così bene diretto non fosse finito in gol. Dopo le prime volte i compagni cominciarono ad abituarsi, mi battevano il cinque e si davano di gomito, erano felici per quella specie di magia e io con loro. Gli avversari, invece, cambiavano partita dopo partita e quell'espressione di stupefatta delusione si ripeteva su facce sempre nuove."

Il portiere della squadra rossonera, ha, infine, nell'intervista realizzata per GQ, ha speso delle belle parole di elogio, grande stima e profonda ammirazione nei confronti del portiere della Juventus, Gigi Buffon: "Buffon è un mito, il classico tipo che riesce a farsi volere bene da tutti. Scherza, tiene su l'ambiente, a me ha dato un sacco di consigli. Quando ci alleniamo insieme, cerco di rubargli i segreti del mestiere, perché tecnicamente è fantastico."