Pato, ecco la sua verità: "Via dal Milan per guarire. L'Inter? Perché no"

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Pato, ancora un futuro italiano per l'ex Milan?

Pato:"Ho il Milan nel cuore, via per guarire". A 28 anni è ancora un calciatore in piena attività, ma forse quello che poteva essere non è stato. Alexandre Rodrigues da Silva, in arte Pato, oggi fa gol in Cina, nel Tianjin allenato da Fabio Cannavaro. Pato però non dimentica le sue stagioni italiane e ha affidato il suo pensiero alla Gazzetta dello Sport:"Sono innamorato dell’Italia: oggi sono felice in Cina e di poter contribuire a questo progetto di sviluppo del calcio, ma in futuro chissà". Pato ha lasciato l'Italia nel gennaio 2013, poi ha girovagato per il Brasile, una breve parentesi al Chelsea e poi l'approdo in Cina.

Oltre che sul campo Pato è stato protagonista in Italia delle cronache rosa per la sua love story con Barbara Berlusconi. "Berlusconi per due volte ha cercato di trattenermi. La prima nel gennaio 2012: non andare al PSG non fu una scelta mia." Pato parla della sua scelta di lasciare l'Italia:"Tuttavia continuavo ad avere problemi fisici. Per Berlusconi rimanevo incedibile ma lo convinsi a vendermi dicendogli che sarebbe stato per il mio bene. Dovevo ritrovare fiducia nel mio corpo". Pato non esclude un suo ritorno in Europa, anche in Italia: "Se l'Inter mi cercasse? Non gli direi di no, sono un professionista e devo agire per il mio bene". La Cina oggi, l'Italia nel futuro? Vedremo se il cuore calcistico riporterà in Italia il Papero.

Pato sul Milan e il rinnovo di Donnarumma

Nella lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport Pato parla anche di Donnarumma:"E' un grande talento, assistito da un bravo procuratore, farà quello che si sente. A 17 anni ho avuto la possibilità di andare al Real Madrid, ma scelsi il Milan che in quel momento era la squadra più forte al mondo". Pato svela qualche segreto sul campionato cinese:"Tutti pensano che sia facile giocare in Cina, non è proprio così. Certo ti lasciano più tempo e spazio per fare la giocata". Pato parla anche del suo rapporto con Cannavaro:"Con lui e il su staff parlo in italiano, è stato lui a convincermi ad accettare il progetto del Tianjin. Avevo dei dubbi ad accettare un cambiamento così radicale, ma poi ho accettato con entusiasmo".

Infine Pato parla di Carlo Ancelotti, suo allenatore ai tempi del Milan."E' stato l'allenatore più importante che ho avuto. E' stato il mio mentore, mi ha aiutato tantissimo, Cannavaro gli somiglia molto come impostazione. Ora mi fa giocare da prima punta e mi piace". Diverso il rapporto con Allegri:" Con lui c'è un rapporto giocatore-allenatore, stop. E' un suo modo di essere, ma i tecnici più  vincenti d'Europa creano una forte empatia con i giocatori, come Ancelotti, Mourinho e Conte". Così parlò il Pato cinese, uno che poteva essere l'attaccante più forte del mondo e non lo è stato, anche per colpa sua.