Napoli, Cruciani torna all’attacco: “Gli insulti dei tifosi partenopei a Verdi fanno rabbrividire”

Pubblicato il autore: Gabriele Tufano Segui

Giuseppe Cruciani
Giuseppe Cruciani, giornalista e conduttore radiofonico, è tornato ad attaccare i tifosi del Napoli. Pochi giorni fa, ospite al programma televisivo “Tiki Taka”, Cruciani aveva criticato il comportamento assunto dai tifosi partenopei in occasione della vittoria ottenuta dalla Juventus sul campo del Cagliari (viziata sia da un’irregolarità sul gol decisivo di Bernardeschi -gomitata di Benatia su Pavoletti, non ravvisata dall’arbitro-, sia da un rigore non concesso al Cagliari per un colpo di mano sempre di Bernardeschi nella sua area di rigore), definendolo un “piagnisteo senza fine”. Poi aveva dichiarato: “A Napoli vedono continuamente fantasmi e pericoli. La Juve è sempre Satana e sinonimo di ruberie e furti con scasso. Insomma, il solito ridicolo repertorio: i poteri forti, il Nord, gli Agnelli che comandano e cazzate del genere. Roba da matti”.

Quest’oggi invece, Cruciani ha voluto prendere (giustamente direi) le difese del giocatore del Bologna, Simone Verdi che da ore ormai, per via della sua coraggiosa decisione di rinunciare al trasferimento nella squadra di Sarri, viene pesantemente insultato dai tifosi partenopei. Intervenuto a Radio24, Cruciani ha detto: “L’eccesso di tifo riguarda tutti, ma a Napoli si moltiplica all’infinito con una valanga di insulti e violenze nei confronti dei giocatori. Gli hanno detto di tutto prima e dopo il gran rifiuto al Napoli: gli hanno detto “infame”, “muori”, hanno augurato il cancro a lui e alla sua fidanzata, le hanno dato della “puttana” e della “bocchinara”. Vi dovete vergognare! Qualcuno potrà dire che è successo anche con Bonucci, è ovvio che malati di mente e delinquenti esistono ovunque e ad ogni latitudine, ma quello che sorprende nel caso Verdi è la macchina che si mette in moto, la moltitudine, la massa di violenti del web che se ne fottono di essere riconosciuti e cominciano a manganellare senza sosta il malcapitato”.

 

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