Il fair play finanziario contro l’Inter: ecco perché Pastore è saltato

Pubblicato il autore: Christian Vannozzi Segui
TURIN, ITALY - MARCH 18: FC Internazionale board member Steven Zhang Kangyang looks on prior to he Serie A match between FC Torino and FC Internazionale at Stadio Olimpico di Torino on March 18, 2017 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Steven Zhang (presidente dell’Inter) – Foto originale Getty Images© scelta da SuperNews

Doveva essere l’acquisto con la A maiuscola del calciomercato di Gennaio ma il fair play finanziario ha detto no e Pastore è rimasto a Parigi, dove forse verrà utilizzato poco e niente ma almeno non grava sulle casse non certo idilliache della società del gruppo Suning che non può fare altro che mettere a posto i suoi conti in virtù del rendiconto che la società deve presentare all’Uefa entro il 30 giugno 2018. I tifosi naturalmente, che avevano salutato l’acquisto da parte del gruppo cinese dell’ex società di Massimo Moratti con un grande entusiasmo naturalmente non va giù il fatto dia vere una squadra incompleta, specialmente ora che si può contare su un tecnico preparatissimo come l’ex giallorosso Luciano Spalletti, uomo che di calcio ne capisce e che fa giocare ottimamente le sue squadre.

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Purtroppo i nerazzurri quest’anno hanno realizzato plusvalenze per soli 2,8 milioni, grazie alle cessioni di Medel al Besiktas (0,6 milioni di plusvalenza), Jovetic al Monaco (1,1 milioni) e Dodò alla Sampdoria (1,1 milioni). Qualcosina l’Inter ha incassato anche per l’acquisto di Coutinho da parte del Barcellona, nonché dagli stipendi di Nagatomo, Murillo, e soprattutto Gabigol e Joao Mario, cifre non di certo trascurabili che grazie ai prestiti il gruppo Suning non dovrà pagare. A conti fatti, a netto degli sponsor, l’Inter dovrebbe incassare circa 50 milioni di euro per rientrare nei parametri Uefa, obiettivo che si può raggiungere solo con un estremo virtuosismo e venendo, forse, uno dei suoi pezzi pregiati (Icardi?). Certo la qualificazione in Champions League, se Spalletti riuscirà a centrarli, e le cessioni a titolo definitivo di Kondogbia, Manaj, Joao Mario e Gabigol potrebbero colmare il debito dell’Inter senza dover ricorrere a cessioni eccellenti, ma per fare mercato si dovrà vendere, e forse per rimettere a posto i conti potrebbe essere necessario sacrificare Icardi, o Perisic, che sono i due calciatori che hanno più mercato a livello europeo e sono seguiti dai più grandi club d’Europa. La cessione di uno dei due gioielli risolleverebbe non poco le finanze nerazzurre che languiscono da anni sotto il peso di debiti risanati da Moratti e da Suning.

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La qualificazione Champions e la cessione quindi di qualche calciatore in prestito e superfluo e di un prezzo pregiato potrebbero consentire vari colpi in chiave Scudetto, come Ramirez, Pastore e perché no Paredes, calciatore che Spalletti conosce bene e che farebbe comodo non poco ai nerazzurri per il gioco offensivo del tecnico toscano. A oggi però i tifosi chiedono certezze e conferme, timorosi di non riuscire a raggiungere neanche quest’anno la qualificazione Champions nonostante in questo campionato basti il quarto posto per l’accesso diretto a una competizione che regala incassi e diritti Tv da capogiro e a cui tutti i maggiori club europei aspirano. Ai tifosi si chiede quindi calma e tranquillità in modo che Spalletti abbia il tempo per centrare l’obiettivo stagionale tranquillo e gettare le basi per l’anno successivo per una squadra che possa ripercorrere i fasti dell’era Mourinho e del triplete che molti tifosi ancora rimpiangono.

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