Juventus, il perchè dei molti giovani ceduti e quali sono quelli che potrebbero arrivare

Pubblicato il autore: Carlo Pranzoni Segui
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Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

 

La Juventus, solitamente, è una squadra che rappresenta un mix perfetto tra vecchia guardia e giovani speranze, anche se, negli ultimi anni, una bassa percentuale dei ragazzi usciti dal settore giovanile bianconero ha avuto poi una carriera ad alti livelli. Esclusi Marchisio, Giovinco e pochi altri, infatti, i restanti si sono persi tra prestiti nelle serie minori o cessioni in campionati di basso profilo come quello svizzero. Da qualche tempo, però, è cambiata la strategia della dirigenza riguardo i giovani. Ora, infatti, quelli ritenuti più promettenti, vengono prestati in serie A in piccole realtà come Sassuolo o Verona in cui possono crescere con calma e magari, un giorno, tornare alla base (come accadrà a giugno a Spinazzola e Caldara). È il caso, ad esempio, di giocatori come lo spagnolo Pol Lirola, ceduto definitivamente alla società del patron Squinzi ma con un’opzione di riacquisto in favore della Vecchia Signora. Stesso destino accaduto a Mattiello con l’Atalanta (dopo una buona metà di stagione alla Spal) e prima ancora a Romagna, che si è definitivamente preso il posto da titolare nella difesa del Cagliari. Cresceranno tutti lontano da Torino, ma verranno monitorati costantemente per valutarne il riacquisto.

I mancati introiti- Oltre al profilo calcistico, ovviamente, dietro questa scelta c’è un profilo economico. I dirigenti, infatti, hanno previsto che per questa stagione gli incassi derivanti dai diritti tv di serie A e Champions League subiranno un ridimensionamento. Saranno infatti 30 milioni in meno di incassi, risanati in parte dalle plusvalenze ottenute grazie alla cessione dei vari giovani (17 milioni).

Occhi anche sui giovani in entrata- Oltre ai giovani in uscita, naturalmente, vengono visionati anche i possibili giovani in entrata. Gli osservatori bianconeri, ad esempio, sono molto vigili per quanto riguarda i talenti nostrani. È il caso di gente come Cristante, Barella e Pellegrini. Il primo, che sta disputando un’ottima stagione a Bergamo, è seguito da vicino anche dalla Roma e da molte società di Premier e quindi un suo possibile approdo sotto la Mole appare improbabile. Discorso diverso per Pellegrini che intriga molto vista la clausola rescissoria non elevatissima (25 milioni) e vista la sua grande duttilità, il che lo rende un giocatore universale (non a caso piace molto per questo al tecnico Allegri) e per Barella, anche lui protagonista di un girone d’andata davvero ottimo. La valutazione di Barella, però, è molto alta. Il Cagliari infatti chiede almeno 30 milioni per liberare il centrocampista. Se ne riparlerà inevitabilmente più avanti. Sempre con il Cagliari, poi, si riprenderà il discorso relativo al nord coreano Han, attaccante di belle speranze che tanto bene sta facendo in serie cadetta col Perugia e per il quale, secondo alcune voci, i bianconeri erano arrivati ad offrire 18 milioni più i prestiti dei giovani Audero (altro prodotto del vivaio) e Cerri (acquistato in giovane età dal Parma). Guardando all’estero, invece, Marotta e Paratici sono molto attratti da alcuni giovani del Bayer Leverkusen. Il primo è l’esterno Brandt, segnalato come uno degli astri nascenti del calcio tedesco e per il quale c’è una clausola non elevatissima di 13 milioni. Il secondo è il difensore Tah, tedesco anche lui, per il quale la Juventus sarebbe pronta a staccare un assegno da 25 milioni pur di anticipare la concorrenza.

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