Neymar vorrebbe tornare al Barcellona, ecco i motivi del malcontento con il PSG

Pubblicato il autore: Giuseppe Ortu Segui
PARIS, FRANCE - NOVEMBER 22: Neymar of PSG during the UEFA Champions League group B match between Paris Saint-Germain and Celtic FC at Parc des Princes on November 22, 2017 in Paris, France. (Photo by Catherine Ivill/Getty Images)

(Photo by Catherine Ivill/Getty Images © scelta da SuperNews)

La notizia che lancia oggi Mundo Deportivo in prima pagina è la classica bomba che deflagra con un clangore terrificante. Neymar vuole tornare al Barça! Se si potesse, sarebbe da scrivere con tre, quattro punti esclamativi.
Una notizia che, tuttavia, per chi è addentro alle cose di Can Barça non stupisce più di tanto; nonostante i dissidi, gli esposti, le denunce e contro denunce presentate in sede Fifa con tanto di richieste indennizzatorie milionarie.

Che Neymar fosse scontento della sua fuga a Parigi era ormai chiaro. Molti indizi mettevano in evidenza il malumore del ragazzo circa il suo ambientamento in squadra, la sua vita nella Ville Lumiere e la capacità tecnica della Ligue 1 di soddisfare (o meglio non soddisfare) il suo bagaglio professionale. Molte voci sono fuoriuscite dalle fessure dello spogliatoio sin dai primi tempi. I dissidi con i compagni di squadra, lo spogliatoio diviso in clan, le rudezze di un campionato di scarso livello che fanno della Ligue 1 la Chinese League d’Europa. Pian piano quelle iniziali fessure sono diventate sempre più evidenti. Sono cresciute, si sono allargate fino a divenire crepe incapaci di contenere malumori e voci ad essi associate.

Si è dunque iniziato a parlare dell’interesse di Florentino Perez nei suoi confronti per farne il punto fermo, il faro, del prossimo Real Madrid senza Ronaldo e Benzema. Le sirene blanche hanno iniziato a risuonare sempre più forte fino a divenire una sirena antiaerea dei tempi di guerra. I rumors sono divenuti sempre più insistenti e fastidiosi per il club parigino, tanto che Al Khelaifi in persona è dovuto intervenire per chiarire che il brasiliano non si sarebbe mai mosso dal Psg, rendendo noto che il piano all’ombra della Tour Eiffel è quello di costruire una squadra intorno al brasiliano che possa praticare un calcio in stile Barça.

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A questi capitoli si è aggiunta nelle ultime ore la notizia che il brasiliano, orfano di Messi, sarebbe disposto a cospargersi il capo di cenere e rientrare nella città che lo ha definitivamente consacrato a livello mondiale.

Neymar si è chiaramente pentito di aver lasciato il FC Barcelona per Parigi. La nostalgia e i rimpianti dell’ex numero 11 blaugrana si possono catalogare in alcuni punti chiave:
1) La Ligue 1 non è un campionato all’altezza della sua capacità tecnica e del suo talento. Il giocatore, abituato alla competizione e all’intensità che offre la Liga, non a caso definita la mejor liga del mundo, si è dovuto ricredere non appena assaggiato il campionato francese, definito lento, poco competitivo e eccessivamente duro.
2) La vita a Parigi, lontano dal centro e dalle mille luci della capitale francese (abita in una mansion a Bougival, 9 mila abitanti a nord ovest di Parigi) è dannatamente noiosa per lui e i suoi Toiss (l’inseparabile gruppo di amici con il quale condivide ogni minuto della sua vita).
3) Il clima freddo del nord della Francia non è il suo ideale, abituato al caldo del Brasile e al clima ben più mite e temperato della Ciudad Condal.

4)
La sombra de Messi (l’ombra di Messi), che sembrava il peggior incubo del brasiliano ed uno dei motivi principali della sua fuga da Barcelona, anche peggiore di Kaiser Soze del film I Soliti Sospetti, all’improvviso è tornata ad essere una benedizione. Il calciatore ha capito che la cosi detta ombra di Messi altro non faceva che proteggerlo, instradarlo e farlo maturare. Solo al suo fianco, come a Barcelona gli avevano detto fino allo sfinimento la scorsa estate per evitare che fuggisse alla ricerca di una ricca e falsa vanagloria, poteva diventare il numero uno. Sarebbe bastato che continuasse il lavoro di maturazione e crescita al fianco del numero uno (si cresce giocando con i migliori, non con i peggiori) e, insieme ai titoli di squadra, sarebbero poi giunti, a valanga, anche quelli individuali (leggasi Pallone d’Oro). I consigli, gli avvisi di parte blaugrana erano stati giudicati come commenti stizziti di chi si sente tradito ed erano rimasti inascoltati dal clan Neymar. Adesso, finalmente, il ragazzo ha iniziato a capire che le Sirene di Ulisse che provenivano da Parigi non hanno fatto altro che fargli perdere terreno, danneggiandolo più che farlo crescere. Oggi come oggi Neymar è molto più lontano dal Pallone d’Oro di quanto non lo sia mai stato quando vestiva la camiseta blaugrana.
5) L’ultimo elemento di rimpianto nel ragionamento del brasiliano è l’unità dello spogliatoio del Barça. Nel Psg quell’armonia e unità è solo un vago ricordo che può accarezzare solo nei suoi sogni più dolci. Le divisioni tra brasiliani (in minoranza) ed il resto dello spogliatoio bleu, instillano nervosismo, ripicche e malanimo. I risultati si vedono in campo. Neymar non duetta con Cavani e con Mbappè. Le gelosie e l’egoismo si sostituiscono alla causa comune.

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Il Barça, che ha sempre odiato i cavalli di ritorno (con poche eccezioni) non vede di buon grado questa operazione. A dia de hoy il FC Barcelona ha in mente un No grande quanto tutto il Camp Nou. La ferita del tradimento è ancora troppo grande e sanguinante per accogliere il giocatore. Una serpe nel proprio seno. Sarebbe questa l’immagine dell’operazione. Come potrebbero prenderla i soci e gli aficionados? Questa potrebbe essere una operazione che, in termini elettorali, potrebbe essere scontata con una mancata rielezione.

Nel club, inoltre, si diffida delle reali intenzioni del giocatore. Già la scorsa estate si è assistito al grande inganno posto in essere dal brasiliano e dal suo enturage. Dalle stanze degli uffici del Camp Nou si insinua un’altra ipotesi. Che l’offerta di Neymar non sia genuina, ma, nella certezza di un rifiuto da parte del Barça, sia proposta con il solo ed unico motivo di aprirsi le porte del Madrid senza ulteriori polemiche in casa blaugrana. Se il ragazzo si offrisse al Barça e da questo venisse rifiutato, allora ben potrebbe accettare la corte della Casa Blanca al grido di “Vado dove mi vogliono”. Un giochetto ingannevole costruito alle spalle del FC Barcelona per costruirsi una nuova verginità e evitare l’accostamento con il traditore storico del Barcelona: Luis Figo.

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Come fare per scoprire realmente le intenzioni del clan Neymar? Se fossimo ad un tavolo da poker, Bartomeu dovrebbe vedere il bluff del brasiliano. “Vuoi tornare? La porta è aperta!”
Cosa farebbe Neymar allora? Solo così potremo capire le sue vere intenzioni.

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